Grosseto 2017: Mondo salta agli Europei

19 Luglio 2017

In pedana nell'asta il primatista mondiale dell'asta Duplantis (5,90); nel lungo il greco Tentoglou è la star con 8,30m ma occhio all'italiano Dallavalle nel triplo. Lanci azzurri con Visca (giavellotto) e Giampietro (peso).


 

Al maschile nell'asta riflettori sul salto con l'asta maschile dove sarà in pedana il primatista mondiale Armard Duplantis salito quest'anno a 5,90m; nel lungo il greco Miltiadis Tentoglou vanta un 8,30 di primato personale. In chiave italiana da seguire il triplista Andrea Dallavalle con il suo 16,46. Al femminile Mihaela Hruba è la star del salto in alto con 1,94m. Nei lanci occhio all'azzurra Sydney Giampietro nel peso e a Carolina Visca nel giavellotto. Al maschile la Polonia in pole position nel peso con Szymon Mazur capace di lanciare 21.34. Nel decathlon il tedesco Niklas Kaul è il favorito (anche se le sue ambizioni si estendono anche al giavellotto) mentre nell'eptathlon si preannuncia una sfida tra Geraldine Ruckstuhl (6291 per l’oro mondiale di Cali 2015), e l’ucraina Alina Shukh (oro a Tbilisi 2016, PB 6208 punti)

Dato, se non unico, davvero molto raro: nei salti maschili saranno presenti tutti e dodici i medagliati degli Europei U18 di Tbilisi 2016. Un bell’esempio di continuità nel settore, perché il passaggio di categoria è decisamente delicato in questa fascia di età (infatti è l'unico gruppo di specialità in cui si verifica). Inoltre l’evoluzione della carriera dipende da molti fattori: per fare un esempio, i due altisti che diedero vita ad uno spettacolare duello per l’oro mondiale a Cali 2015 – l’azzurro Stefano Sottile e l’ucraino Dmytro Nikitin – si ritroveranno in pedana anche a Grosseto, ma frenati nelle loro attuali ambizioni da qualche acciacco. Al contrario, la posizione di leader stagionale è tranquillamente in mano al bielorusso Maksim Nedasekau (2.26). 

Lo svedese Armand Duplantis, figlio dell’ex astista americano Greg (e dell’eptatleta svedese Helena Hedlund), dovrebbe essere uno dei protagonisti allo Stadio Zecchini. Classe '99, dopo aver migliorato il primato mondiale con 5.90 ad Austin durante la stagione di college (limite tolto a Maksim Tarasov dopo 28 anni), ora tenta la scalata al podio mondiale. Dovrà vedersela con il detentore del record U18 (5.55 l’anno scorso), il greco Emmanouil Karalis, salito in stagione a 5.63.

Sempre nei salti, l'atletica greca è pronta a sfruttare anche un’altra occasione da medaglia, con il lunghista Miltiadis Tentoglou: al suo attivo un salto da 8.30 a Patrasso che lo piazza al terzo posto nella lista mondiale di sempre.

In chiave italiana, il 16.46 del triplista Andrea Dallavalle è il risultato che cattura la vista: la speranza è che il vicentino possa dar vita ad un altro confronto per i metalli preziosi con il francese Martin Lamou come un anno fa a Tbilisi agli Europei Allievi, anche se il capolista è l’altro transalpino Melvin Raffin (16.85).

Nei salti in rosa una vecchissima conoscenza dell’alto, nonostante l’età: basti pensare che la ceca Mihaela Hruba aveva preso l’argento U20 già ai Mondiali di Eugene 2014, prima della doppietta Cali 2015-Bydgoszcz 2016 nelle rassegne iridate allievi e juniores. E con un PB da 1.94 la saltatrice praghese si presenta ancora una volta come reginetta della specialità. Nell’asta la giramondo svedese Lisa Gunnarsson (4.55 in Francia, dove risiede abitualmente) continua la tradizione scandinava in pedana: la ceca Amalie Svabikova (4.50), bronzo in carica di Tbilisi, è l’altra pretendente al titolo. Nel lungo la nuova Ivana Spanovic si chiama Milica Gardasevic, fresca vincitrice dei Campionai Balcanici (6.56). Manca invece all’appello la dominatrice delle ultime stagioni del triplo giovanile, la romena Georgiana Anitei: e così la francese Ilionis Guillaume potrebbe concentrarsi in questa specialità anziché sfidare l’azzurra Elisa Di Lazzaro e le altre sugli ostacoli, dove pure è altamente competitiva. 

Tanti giovanissimi veterani anche nei lanci: la plurimedagliata moldava Alexandra Emelianov per l’occasione si concentra sul disco (57.10 SB, 58.09 PB) per sfidare la montenegrina Kristina Rakocevic (oro mondiale in carica, 57.32 SB e 58.30 PB) e così l’azzurra Sydney Giampietro (15.62 SB, 16.26 PB) avrà un’avversaria in meno del peso, per provare a confermare il bronzo di Tbilisi.

Per le speranze italiane di medaglia ci sono anche le giavellottiste, Carolina Visca (primatista juniores con 56.15 ancora allieva, argento a Tbilisi) e Sara Zabarino (quinta agli Europei U18, 52.77 e spesso in progresso nelle gare calde): qui la migliore dell’anno è la svizzera Geraldine Ruckstuhl (primatista elvetica assoluta con 58.31), che però è anche la favorita dell’eptahlon.

In campo maschile occhi puntati sull’erede di Konrad Bukowiecki, perché la Polonia sforna subito un altro pesista da 21.34 come Szymon Mazur. La piccola realtà cipriota ha invece due discoboli da medaglia: uno è il già noto Georgios Koniarakis (61.00), oro a Tbilisi, l’altro è l’ex martellista Christoforos Genethli (61.35), entrambi in grado di insidiare la leadership stagionale del tedesco Henrik Janssen (63.73). Solo briciole di speranze per i martellisti chiamati a contrastare il bielorusso Aliaksandr Shymanovich (81.73) ma soprattutto Hlib Piskunov (81.32), perché l’ucraino ha già in bacheca l’oro U18 di Cali 2015 e l’argento mondiale U20 di Bydgsozcz. Invece niente giavellotto, se non nel decathlon, per il tedesco Niklas Kaul, che a Cali 2015 aveva tentato una leggendaria doppietta iridata riuscendo solo a metà nel suo intento.

A proposito di prove multiple: detto delle ambizioni di Kaul (7946 punti), in una competizione nella quale sarà purtroppo assente per infortunio il romano Matteo Chiusolo (unico azzurro convocato nel settore delle combinate), non c’è dubbio che gli appassionati avranno da spellarsi le mani durante l’eptathlon. A Grosseto ci sarà il meglio del meglio delle ultime stagioni giovanili: basta richiamare gli epici confronti dei Mondiali di Cali 2015 e di Tbilisi 2016. E i nomi sono ricorrenti, quelli delle uniche atlete capaci di flirtare con i 6000 punti: la già citata svizzera Geraldine Ruckstuhl (6291 per l’oro mondiale di Cali), capolista anche nel giavellotto, dell’ucraina Alina Shukh (oro a Tbilisi, PB 6208 punti: anche lei giavellottista da 56.54, ma non iscritta nella prova singola) e dell’austriaca Sarah Lagger (6012, nel 2016 oro mondiale U20 a Bydgoszcz e argento europeo U18 a Tbilisi).

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