Golden Gala, partenza valida




 
Un buon pubblico (circa 27.000 spettatori, come da dati di vendita e promozione), un'atmosfera coinvolgente, risultati tecnici in linea con la straordinaria tradizione. Il Golden Gala 2010, il numero trenta della serie, va in archivio con un risultato più che apprezzabile. L'anello di tribune animato per almeno i suoi tre quarti da un pubblico di sorprendente competenza, ha fatto da cornice ad una serie di prestazioni di ottimo livello, secondo nel 2010 (per una manciata di punti) solo a quello di Oslo. Demus, Powell, Howard e Vlasic, Dix, Spotakova, Phillips, Cantwell. L'elenco è inevitabilmente incompleto, perché praticamente in ogni gara si è assistito ad un evento di rilievo mondiale. In una serata che ha divertito anche alla tv, considerato il buon dato d'ascolto (1.210.000 telespettatori su Rai Tre), che va letto alla luce della sempre più composita, anzi, polverizzata, realtà televisiva digitale, e di qualche contemporaneità sul fronte sportivo (vedi la cerimonia mondiale di Sudafrica 2010). 

Il Presidente della FIDAL Franco Arese, ieri sera in tribuna accanto, tra gli altri, al Presidente del CONI Giovanni Petrucci e al Sindaco di Roma Gianni Alemanno, ha mostrato il proprio apprezzamento al termine della serata dell'Olimpico, anche per l'operazione di rinnovamento del meeting. Un restyling visibile  soprattutto dagli spettatori allo stadio, perché alla tv il format, seppure lievemente modificato (e indirizzato alla semplicità: meno dirette dei concorsi, tempi più lunghi, presentazioni e risultati completi) non può apparire molto diverso rispetto al passato. Indiscutibilmente ci sono dei punti sui quali si dovrà lavorare ancora, in termini soprattutto di promozione della manifestazione (operazione semplice solo a parole in una città come Roma, dove ogni sera è un fiorire di eventi e manifestazioni), ma l'inizio, come detto, è senza dubbio confortante.

Belle gare, avvincenti in più di un caso, e in un programma tecnico ricco di tutte le espressioni della "regina": corse, ma anche concorsi. Ben sette, per la soddisfazione di quanti hanno lamentato e lamentano tutt'oggi la prevalenza dell'azione sull'anello piuttosto che al suo interno. In campo, una cascata di campioni a rendere magica la serata in ogni angolo del parterre. Poca Italia in prima fila, è vero, ma cose interessanti dietro: a cominciare dal 20.91 nei 200 metri del non ancora ventenne Marani, in prima corsia, a fare il paio con ilo nuovo progresso di Manuela Gentili, 56.06 nei 400 ostacoli. Per il resto, azzurri un po' in affanno, anche se non va sottovalutato né l'1,95 di una già tonica Antonietta Di Martino, né il 2:00.11 negli 800 metri di Elisa Cusma. Rivedremo alcuni di loro in azione tra Torino (domani) e Bergen (fine settimana, Campionati Europei a squadre).

Bello, fuori dal campo, soprattutto vedere tanti ragazzi sulle tribune: l'accoppiata con la finale degli studenteschi è particolarmente indovinata, e merita di essere riconsiderata per il futuro, ovviamente fatte tutte le verifiche del caso, a cominciare dalla data. A proposito di calendario, Roma nel 2011 scenderà al 27 maggio, dove non era mai stata prima. Vanno visti i lati positivi della cosa: la possibilità di puntare con decisione sulla presenza delle scuole, in quel periodo dell'anno ancora molto attive (oltre che aperte), all'interno di una primavera dello sport che può diventare, con i suoi tanti eventi, il biglietto da visita del disegno olimpico di Roma. Sullo sfondo, l'obiettivo dei Giochi 2020.

Nella foto, la capacità di interpretazione di una finalmente soddisfatta Blanka Vlasic (Giancarlo Colombo/FIDAL )




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