Gli scudetti 2005 a Fiamme Gialle e Fondiaria Sai



Fondiaria Sai e Fiamme Gialle, ancora una volta. E’ la quarta consecutiva, per lo scudetto dell’atletica in coppia. Quello maschile per i finanzieri, quello al femminile per le “assicuratrici”. Sedicesimo titolo per le Fiamme Gialle, quarto per la Fondiaria Sai. La graduatoria complessiva, già fortemente indirizzata al termine della prima giornata, non ha subito scossoni nella seconda: i Carabinieri hanno centrato l’obiettivo del secondo posto al maschile, mentre la battaglia per il ruolo di vice al femminile è stata vinta dalle sarde del Cus Cagliari, che hanno regolato nel finale le milanesi della Camelot. Queste ultime possono però consolarsi con il ritorno al vertice della loro numero uno, Manuela Levorato. E proprio da lei, dalla bionda sprinter di Dolo, parte il racconto della seconda giornata dei societari. Perché se a qualcuno erano rimasti dei dubbi, dopo la vittoria di ieri nei 100, il successo di oggi, sulla distanza doppia, li ha cancellati tutti. Manuela Levorato è davvero un’atleta ritrovata. Ha ingoiato metri e avversarie senza esitazione alcuna, piombando sul tragurdo in un buon 23.63, sporcato solo da una bava di vento oltre il limite (+2.1 m/s). La veneta ha reagito bene allo sparo, aggredito la curva, e non ha sfigurato nel lanciato sul rettilineo, non trovando la resistenza di nessuna delle avversarie (seconda la nigeriana Nku in 24.26). La Coppa Europa (e con essa la squadra azzurra) ha probabilmente guadagnato una protagonista. C’era attesa per Koura Kaba Fantoni, nei 200 maschili, ma il ragazzo delle Fiamme Gialle non ha confermatio del tutto, almeno a livello cronometrico, quanto di buono fatto vedere finora (20.87 controvento la scorsa settimana a Grosseto, nei campionati Under 23). Il 21.01 conclusivo (vento alle spalle di +1.9), non è stato sufficiente per superare la resistenza del nigeriano Deji Aliu, vincitore in 20.97, ma è comunque prestazione che vale la momentanea leadership nazionale. La gara che ha regalato le emozioni più forti è stata senz’altro il tirplo maschile. La presenza di Paolo Camossi – fuori dalla classifica, ma in pedana per una valutazione ai fini delle convocazioni azzurre di Coppa – ha aggiunto pepe ad un piatto già piccante. Alla fine, si è imposto Emanuele Sardano, l’uomo che meglio ha saputo fare in questo primo scorcio di stagione, planato a un 16,72 ventoso (+ 2.9, nessun salto con vento regolare) proprio nell’ultima prova a disposizione. In quattro centimetri, altri due atleti: Fabrizio Donato (16,68, + 3.0), e proprio Paolo Camossi (16,68). Un bel vedere, e la sensazione che la specialità si sta risvegliando, ritrovando i suoi più celebrati protagonisti. Gianni Carabelli è sembrato finalmente in grado di liberarsi dei fantasmi che, fino ad oggi, lo hanno talvolta limitato nelle occasioni importanti. Di fronte a Laurent Ottoz, con in palio una maglia per la Coppa Europa (ma sempre in attesa di vedere ciò che Mori saprà fare a Lucerna martedì), il carabiniere si è imposto nei 400 ostacoli in un notevole 49.49, suo primato personale. L’azione è sembrata fluida, senza intoppi nella ritmica (tredici passi fino al sesto ostacolo), e poco ha potuto Laurent Ottoz, peraltro frenato dal fatto di correre nella svantaggiosa prima corsia (secondo al traguardo in 50.16). Nell’omologa prova al femminile, vinta dalla giamaicana Debbie Anne Parris in 56.65, Monika Niederstaetter e Benedetta Ceccarelli hanno lottato allo spasimo, al punto che alla fine le hanno divise soli sette centesimi (57.14 a 57.21 per l’altoatesina). Il veneto Maurizio Bobbato è un atleta in crescita evidente. Già in inverno si era segnalato per il ruolo di “vice-Longo” negli 800 metri, e la gara di Cesenatico ha ribadito questo suo profilo attuale. La vittoria non è arrivata (primo al traguardo è stato il keniano Kirwa, 1:50.08), ma il buon finale – seppure su ritmi decisamente tattici – è chiaro segnale in tal senso. Anche Marco Dodoni ha permesso di sorridere. Il pesista della Forestale (in gara fuori classifica, su richiesta del settore tecnico nazionale, come Camossi nel triplo) ha regolato l’avversario di sempre, Paolo Dal Soglio, superando per due volte la fettuccia dei 19 metri, fino ai 19,22 della miglior prova. Dal Soglio ha guadagnato gli otto punti di classifica, mentre Dodoni, con ogni probabilità, i galloni – e l’azzurro – di Coppa Europa. La pedana dell’alto maschile non ha stravolto la gerarchia del momento nella specialità. Dopo la vittoria di ieri nella serie Argento del gemello Giulio (2,24), Nicola Ciotti si è imposto con un buon 2,26, altezza valicata al secondo tentativo (2,24 al terzo). Andrea Bettinelli è in recupero dopo l’infortunio primaverile, e si è dimostrato un valido antagonista del carabiniere, costringendolo a qualche minuto di panico (il suo 2,24 è arrivato alla prima prova). La giavellottista Zahra Bani è davvero cresciuta. Il super lancio di Torino (seconda prestazione italiana all-time, 62,54) le ha regalato una sicurezza tutta nuova in pedana. La contesa – con una Coslovich comunque ancora in netto ritardo - si è chiusa praticamente al primo turno, che la piemontese di origine somala termina con un notevole 58,43. Quattro centimetri in più al quinto lancio (58,47), con un complesso di tre prove oltre la linea dei 58 metri, a testimonianza di una regolarità confortante attorno a queste misure (serie: 58,43; 57,83; N; 58,18; 58,47; 56,34). Nicola Vizzoni cercava sulla pedana di Cesenatico una misura in grado di regalalrgli qualche certezza in vista dell’appuntamento di Coppa Europa, a Firenze. L’argento di Sydney 200 non è ancora al meglio, e la gara che ne è venuta fuori, con una miglior misura di 74,50 (serie: 73,64; 73,43; N; 74,36; 74,50; N) va messa in positivo soprattutto per la progressione nel risultato. Il “Vizzo” ha probabilmente bisogno di un pizzico di fiducia in più, anche perché le misure di allenamento parlano di uno stato di forma nettamente superiore a quanto evidenziato dal risultato di gara. A margine, la questione relativa al tesseramento di alcuni atleti stranieri impegnati nelle gare di Cesenatico. Il segretario generale della FIDAL, Gianfranco Carabelli, ha detto che sulla vicenda, fin da prima del via della manifestazione, è aperto un fascicolo. Una esplicita richiesta di chiarimenti circa la posizione di questi atleti è stata già avanzata alla Federazione di appartenenza, e una risposta è attesa nelle prossime ore. La clasifica maschile potrebbe subire delle modifiche, anche se il discorso relativo allo scudetto, visto il margine a favore delle Fiamme Gialle, appare assolutamente privo di ogni discussione. Se poi si considera che, stando a quanto si dice, la riforma del Campionato di società potrebbe portare ad una formula priva di promozioni e retrocessioni, ecco che eventuali conseguenze si limiterebbero ad una – sacrosanta, figuriamoci – riscrittura della graduatoria. Ma solo a questo. Marco Sicari File allegati:
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