Giomi: ''Europeo complesso, crescono i giovani''

12 Agosto 2018

Il presidente della FIDAL e il direttore tecnico dell'Alto Livello Elio Locatelli tracciano un primo bilancio della spedizione azzurra a Berlino


 

Nell'ultima giornata dei Campionati Europei di Berlino parlano da Casa Atletica Italiana il presidente FIDAL Alfio Giomi e il Direttore Tecnico dell'Alto Livello Elio Locatelli, per tracciare un primo bilancio dei risultati azzurri, a poche ore dall'ultima serata di gare.

La riflessione del presidente della Federatletica: "Stamattina, con la maratona, ho avuto la conferma che tanto azzurro è stato protagonista a questi Europei. Non faccio il conto delle medaglie, ma la sensazione è che tanti ragazzi abbiano fatto vedere che ci sono".

Non solo luci, però. "Alcune cose non sono andate. A settembre, come previsto, analizzeremo tutto e prenderemo le decisioni per il futuro. Quello che è certo, è che in questi mesi l’atletica italiana si è finalmente svegliata. Ha continuato a farlo anche qui a Berlino, mostrando ancora dei limiti. Ci rendiamo conto che sia la strada giusta, ma siamo ancora a metà, di questa strada. Ci rammarichiamo dei quarti posti, ma il conto dei piazzamenti non sarà negativo".

Giomi sottolinea soprattutto l'impegno dei giovani e le potenzialità evidenziate da molti di loro. "Dopo questa settimana sono ancora più ottimista di quanto lo fossi prima. Tanti giovani hanno dimostrato di poter essere competivi a livello assoluto. Penso a Crippa, a Chiappinelli, alla Osakue, a Stano, a Rachik e Faniel oggi, a Desalu che fa 20.13 e arriva sesto. È il segno del lavoro che sta dando i suoi frutti e continuerà a darli”.

Un livello tecnico altissimo per questa rassegna continentale. “È stato un Europeo molto più complesso di quello che sembrasse prima - osserva Giomi -. È l’Europeo vero, non quello dell’anno olimpico, c’erano tutti, e tutti in grande condizione. Avevamo più aspettative, questo sì. Anche su Filippo Tortu. Ma possiamo mai considerare un fallimento il suo quinto posto? Su Vallortigara: ci crediamo e ci investiamo, merita il riconoscimento per quello che ha fatto quest’anno. In generale, abbiamo allargato la squadra ma questa era l’ultima occasione per molti. Valuteremo, ma chi ha fallito non troverà spazio per essere sostenuto dalla federazione verso Tokyo”.

Il presidente FIDAL guarda al futuro, alla candidatura di Roma per gli Europei del 2022: “A che punto siamo? Molto avanti. C’è un forte gradimento da parte della EA per organizzare a Roma l’evento multisport, forse non con tutte le discipline. Nel giro di 6 mesi verranno fatte valutazioni. Roma è considerata la sede ideale per questa manifestazione. E nel 2022 avremo la squadra più bella di sempre. Per noi è un obiettivo. Sarebbe importante per i ragazzi, stimolati dalla possibilità di un Europeo in casa”.

VIDEO | LA CONFERENZA STAMPA INTEGRALE DI GIOMI E LOCATELLI

L’analisi del Direttore Tecnico dell’Alto Livello Elio Locatelli: “Qualcuno ha pagato lo scotto del contesto europeo. Ma devo dire che avevo messo in busta chiusa la mia previsione e fino a oggi di medaglie d’oro non ne vedevo, e nemmeno d’argento. Io sono soddisfatto di come sia andata. Molti quarti e quinti posti sono positivi. Sono sincero: dalla Pedroso mi aspettavo il bronzo, e anche da Vallortigara e Tortu. Sulla staffetta 4x400 donne mi prendo la responsabilità di non aver lasciato fuori Libania Grenot in semifinale per farle risparmiare un turno. Ma non ho rimpianti. Abbiamo avuto una crescita in alcuni settori, penso ai 110hs e a Dal Molin che con mezza gamba è riuscito a gareggiare. A breve dovrà operarsi. Inoltre sono contento che i tecnici siano tornati a parlare e a confrontarsi, è il frutto di quello che la federazione ha chiesto: essere più collaborativi".

Il DT azzurro si sofferma quindi su alcuni casi: "La Trost sta cercando il suo equilibrio a livello tecnico, ne parleremo con Marco Tamberi che è un uomo intelligente. Giorgi? Il problema tecnico esiste. Ce l’ha lei e ce l’ha Rubino. Ha un grande potenziale e bisogna rimetterci mano, io delle idee già ce l’ho. Sull’approccio alla gara, alcuni non sono riusciti a esprimere il meglio in questa sede. Credo nella psicologia sportiva e nel mental coach, se qualcuno ne ha bisogno ne faremo ricorso. Fa parte del percorso che serve per vincere”.

ITALIA SESTA NELLA CLASSIFICA A PUNTI: NON ACCADEVA DAL 2002
L’Italia chiude gli Europei di Berlino con 6 podi: 1 oro, 1 argento e 4 bronzi, sedicesima nel medagliere che vede in testa Gran Bretagna (7-5-6) e Polonia (7-4-1), terza la Germania (6-7-6). Ma per gli azzurri c’è il sesto posto nella placing table ufficiale con 18 finalisti (più le due formazioni di maratona) e 87 punti. Un piazzamento così in alto in questa classifica mancava dal 2002, mentre come numero di punti è il miglior bottino delle ultime quattro edizioni, anche al netto delle gare a squadre, tenendo presente che negli anni olimpici il programma è ridotto senza le gare di marcia. In ogni caso dal 2016 le classifiche per team di maratona e mezza maratona entrano nel computo totale. Undici atleti italiani hanno centrato il record personale nel corso della manifestazione, in altre otto gare è arrivato il primato stagionale. Nove azzurri sono stati i primi degli esclusi dalla finale nelle rispettive competizioni: Matteo Galvan (400m), Marco Fassinotti (alto), Simone Forte (triplo), Marco Lingua (martello), Libania Grenot (400m), Martina Merlo (3000 siepi), Ayomide Folorunso (400hs), Elena Vallortigara (alto) e Laura Strati (lungo).

I PIAZZAMENTI DEGLI AZZURRI (20)
ORO (1): Yassine Rachik, Eyob Faniel, Stefano La Rosa (maratona a squadre)
ARGENTO (1): Sara Dossena, Catherine Bertone, Fatna Maraoui, Laura Gotti (maratona a squadre)
BRONZO (4): Yeman Crippa (10.000m); Yohanes Chiappinelli (3000 siepi); Yassine Rachik (maratona); Antonella Palmisano (20km marcia)
QUARTO (3): Yeman Crippa (5000m); Gianmarco Tamberi (alto); Massimo Stano (20km marcia)
QUINTO (5): Filippo Tortu (100m); Eyob Faniel (maratona); Yadisleidy Pedroso (400hs); Daisy Osakue (disco); Maria Benedicta Chigbolu, Ayomide Folorunso, Raphaela Lukudo, Libania Grenot (4x400m)
SESTO (3): Fausto Desalu (200m); Edoardo Scotti, Michele Tricca, Davide Re, Matteo Galvan (4x400m); Sara Dossena (maratona)
SETTIMO (1): Johanelis Herrera, Gloria Hooper, Irene Siragusa, Audrey Alloh (4x100m)
OTTAVO (2): Catherine Bertone (maratona); Alessia Trost (alto)
FINALISTI NP (6): Mohad Abdikadar (1500m, 10°); Joao Bussotti (1500m, 11°); Kevin Ojiaku (lungo, 11°); Claudio Stecchi (asta, 11°); Ahmed Abdelwahed (3000 siepi, 13°); Isabel Mattuzzi (3000 siepi, 15°)
RECORD PERSONALI (11): Fausto Desalu (200m), Yassine Rachik (maratona), Paolo Dal Molin e Hassane Fofana (110hs), Massimo Stano (20 km marcia), Simone Cairoli (decathlon), Sara Dossena (maratona), Isabel Mattuzzi e Martina Merlo (3000 siepi), Valentina Trapletti (20 km marcia), Mariavittoria Becchetti (50 km marcia)
PRIMATI STAGIONALI (8): Matteo Galvan (400m), Gianmarco Tamberi (alto), Francesco Fortunato (20 km marcia), Maria Benedicta Chigbolu (400m), Alessia Trost (alto), Antonella Palmisano (20 km marcia), 4x100m donne, 4x400m donne

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