Galvan riscrive i 300 di Mennea

07 Settembre 2014

Al RietiMeeting il quattrocentista delle Fiamme Gialle corre in 32.01 meglio del 32.23 realizzato dalla Freccia del Sud nel 1979. Del Buono 2:00.58 negli 800. 100 metri: Gatlin 9.83, Powell 9.90. Bondarenko 2,36 nell'alto.

 

A pochi giorni dal trentacinquesimo anniversario dello storico record del mondo di Pietro Mennea nei 200 metri (19.72 il 12 settembre del 1979 a Città del Messico), oggi al RietiMeeting cade una migliore prestazione italiana che portava impresso il nome della Freccia del Sud. E' quella dei 300 metri: Mennea li aveva corsi proprio a Rieti il 21 luglio del 1979 in 32.23, oggi Matteo Galvan ha fermato il cronometro a 32.01. Il vicentino delle Fiamme Gialle sull'anello azzurro del Stadio "Raul Guidobaldi", toglie 81 centesimi al precedente personal best su questa distanza giungendo alle spalle solo del polacco Karol Zalewski che con 31.93 conquista la world lead 2014. “Per me è un onore aver battuto il record di Mennea - le parole di Galvan dopo l'arrivo - mi dispiace solo di non aver vinto la gara. Sapevo di poter correre bene, ma non così forte e sono piacevolmente sorpreso, anche per averlo fatto sulla pista dove ormai mi sento di casa, visto che da un anno mi alleno a Rieti, e su una distanza in cui sento di essere particolarmente competitivo. Da qui riparto con le motivazioni giuste per la prossima stagione”. Terzo l'estone Marek Niit (32.24) davanti all'altro finanziere, specialista dei 200 metri, Eseosa "Faustino" Desalu, quarto in un notevole 32.28, per la cronaca il terzo crono italiano di sempre e migliore prestazione nazionale under 23.       

SUPER DEL BUONO: 800 METRI IN 2:00.58 - A vederla correre quasi non si direbbe che quella di oggi fosse la sedicesima gara in cinque mesi per Federica Del Buono. A Rieti, l'ancora 19enne della Forestale, dopo il recente exploit a 4:05.32 nei 1500 di Rovereto, è protagonista di un nuovo miglioramento anche negli 800 metri. L'azzurra evita di lasciarsi travolgere dai veloci passaggi imposti in cima alla gara dalle lepri, ma resta saggiamente incollata in fondo al gruppo. Transita ai 200 metri in 29.8 e poi per lei la campana suona a 59.8. Sul rettilineo opposto la giovane vicentina si allarga e parte in rimonta (1:30.6 ai 600m); giunta sotto la tribuna resta in scia alla volata che premia la keniana Agatha Jeruto (1:59.51) davanti all'ucraina Olha Lyakhova (1:59.92). Alle loro spalle il bronzo e l'oro degli Europei di Zurigo, ovvero la polacca Joanna Jozwik (1:59.95) e la bielorussa Marina Arzamasova (2:00.21). Quinta è proprio la Del Buono in 2:00.58 che si migliora di oltre un secondo (precedente 2:01.80) e diventa la sesta azzurra di sempre sul doppio giro di pista. Era da oltre cinque anni che un'italiana non avvicinava un crono di questo livello. "Onestamente - commenta quasi stupita la giovane mezzofondista veneta - non mi aspettavo un risultato del genere. Anche se non è la gara per cui mi sono allenata, non mi sono mai sentita così bene come in questi 800 metri.

Un primo giro così forte non ce l'ho ancora nelle gambe e il penultimo rettilineo l'ho fatto quasi tutto in terza corsia, finendo poi troppo larga poi anche in curva. Nel finale, però, avevo ancora parecchio da dare". Nella serie B si fa sotto una grintosa Marta Milani. La bergamasca dell'Esercito esce allo scoperto sotto la tribuna e se na va in volata verso il traguardo. Vince in 2:01.76, ovvero quasi un secondo di primato stagionale e quinto crono della sua carriera da ottocentista a 41 centesimi dal PB. Settima, anche lei con il season best ritoccato di oltre un secondo, Margherita Magnani (Fiamme Gialle) 2:03.13, suo secondo tempo di sempre.  

GATLIN 9.83 vs POWELL 9.90, BONDARENKO 2,36 - Nei 100 metri veloce botta e risposta tra il giamaicano Asafa Powell, 9.90 (+0.7) nella prima serie, e lo statunitense Justin Gatlin che fa valere il suo rango di leader mondiale stagionale vincendo la seconda serie in 9.83 (+0.7). A scorrere le liste 2014, questo è il suo quarto crono dell'anno, il secondo per Powell. Da segnalare, nella serie di Powell, anche il 10.26 dell'azzurro Michael Tumi (Fiamme Oro), migliore prestazione italiana dell'anno. Nell'alto, l'ucraino campione del mondo Bohdan Bondarenko, un po' a corto di energie dopo il recente 2,40 di Bruxelles, chiude il discorso con 2,36 alla terza e poi si avventura in tre tentativi senza fortuna al 2,43 del primato europeo. Al femminile, secondo posto di Alessia Trost (Fiamme Gialle) che eguaglia, per la seconda volta in cinque giorni, lo stagionale outdoor di 1,91. Vittoria con 1,94 all'uzbeka Nadezhda Dusanova. Giuseppe Gibilisco saluta il pubblico di Rieti con il secondo posto nell'asta e un miglior salto di 5,55 superato al secondo tentativo, come la misura di entrata (5,45), poi decide di non affrontare la quota di 5,63 e commette tre nulli a 5,70. “Questa è la mia ultima gara - dichiara il finanziere all’uscita dal campo - ora andrò in vacanza, rifletterò a lungo e lascio comunque una porticina aperta. Oggi sentivo di poter valere 5,70 e ci ho provato”. Successo quindi al russo Aleksander Gripich che valica la quota di 5,70 al secondo salto.

GIRO DI PISTA: PROGRESSI PER CAPOTOSTI E CHIGBOLU - Nei 400hs, Leonardo Capotosti continua ad inseguire il primo sub-50 in carriera. L'ostacolista delle Fiamme Gialle parte all'attacco e fino a metà gara appare decisamente in linea con l'obiettivo che sull'ultimo rettilineo sfuma per un soffio. Vince l'estone, argento europeo, Rasmus Magi in 49.47 davanti al belga Michael Bultheel (49.96); terzo è l'azzurro in 50.05 che guadagna un centesimo di personal best. La giamaicana Stephenie McPherson conquista nettamente i 400 metri in 50.38, sulla connazionale Christine Day (51.08).

Tra le italiane, si mette in evidenza Maria Benedicta Chigbolu (Esercito) che realizza il nuovo record personale con 52.39, migliorandosi di 27 centesimi, e si piazza sesta davanti alle altre azzurre Chiara Bazzoni (Esercito) 52.60 e Maria Enrica Spacca (Forestale) 52.84.

LE ALTRE GARE - Non è mai in discussione la vittoria sui 3000 siepi per la tunisina Habiba Ghribi, argento olimpico a Londra, che resta da sola poco dopo il primo chilometro quando si esaurisce il compito della lepre (l’etiope Birtukan Alemu), e si impone in 9:21.73. Alle sue spalle, primato stagionale della polacca Katarzyna Kowalska (9:36.56). L’algerino Taoufik Makhloufi mette a segno un’altra vittoria, due giorni dopo quella di Bruxelles sui 1500 di cui è campione olimpico. Stavolta negli 800 metri in 1:43.83, superando il qatariano Balla (1:44.03) e il saudita Mohammed (1:44.30), quarto il polacco campione europeo Kszczot con 1:44.35. Tre keniani ai primi tre posti nei 1500, risolti dalla volata vincente di Silas Kiplagat in 3:31.44 su Vincent Kibet che migliora il personal best con 3:31.96 rimontando su Collins Cheboi (3:32.00). Sui 100 donne tre centesimi separano la giamaicana Carrie Russell, vincitrice in 11.10 (+0.5), e la statunitense Jessica Young (11.13 per migliorare il personal best), con la bulgara Ivet Lalova (ma reatina d’adozione) terza in 11.29. Nel disco il polacco Robert Urbanek, bronzo europeo, con 64,29 all’ultimo lancio consolida la leadership sull’estone Martin Kupper (63,43), terzo l’iraniano Ehsan Hadadi (62,64). Il migliore degli italiani è il tricolore assoluto Hannes Kirchler (Carabinieri) con 60,54. Nel giavellotto femminile la slovena Martina Ratej decide la gara con il suo quarto lancio a 63,61 per battere la lettone Madara Palameika (60,72) e la tedesca Katharina Molitor (60,70). Triplo donne alla russa Irina Gumenyuk con 13,88 (+0.5). Bel finale sui 3000 maschili: il marocchino Abdelaati Iguider fa valere le sue qualità allo sprint per aver ragione in 7:34.99 (primato personale) sul keniano Thomas Longosiwa (7:35.28), e dietro ai due si migliora anche l’altro keniano Lawi Lalang con 7:36.44. Dodicesimo con il personal best Abdellah Haidane (Cus Pro Patria Milano), che chiude in 7:47.34.

Alessio Giovannini

RISULTATI/Results

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Bohdan Bondarenko in azione al RietiMeeting (foto Colombo)



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