Franco Arese alla guida della Fidal Nazionale per il prossimo Quadriennio.



(Fonte www.fidal.it) Conferma piena, con una percentuale di voti favorevoli superiore al novanta per cento (90,56%). Erano da poco passate le 15, quando, al termine della XL Assemblea Nazionale di Torino, Franco Arese è stato rieletto alla presidenza della FIDAL. Un'approvazione a tutto tondo, con le schede bianche ridotte ad un esile 9,44% dei voti, a dare solidità all'approvazione del rinnovato mandato presidenziale. Salutato da una vera e propria standing ovation della sala, con Arese ancora a braccia alzate, come nel 2004, a ringraziare l'Assemblea. "Quattro anni fa - le parole di Arese - avevo detto che l'elezione era per me una bella favola. Oggi, quattro anni dopo, vi dico che è invece una bellissima realtà. Scelgo questo termine perché significa confronto con le cose vere della vita di tutti i giorni, con le scelte che in ogni circostanza è necessario fare per la nostra atletica. E' bello sapere che siete con me. Vi prometto il massimo del mio impegno per il progresso dell'atletica italiana". Poi i saluti, ancora un applauso della sala, i flash dei fotografi. In precedenza, nel corso della mattinata, Arese aveva ripercorso i quattro anni del suo primo mandato. Maniche di camicia ("Come Obama", la battuta rivolta ai delegati), il presidente federale ha sintetizzato il lavoro del quadriennio: "Abbiamo portato avanti diversi progetti - le sue parole - ma direi che due più di tutti riassumono il senso di questo periodo: il Progetto Talento, certamente migliorabile ma che ha messo finalmente al centro l'insieme composto da atleta, tecnico e società, dando sostegno a diversi giovani di grande qualità; e il progetto di riforma dei campionati federali, che hanno oggi un disegno completamente diverso. Abbiamo sviluppato l'attività indoor, e le sei medaglie di Birmingham 2007 sono una delle conseguenze di quest'operazione. Ma tra le tante cose sono orgoglioso soprattutto di una: del bilancio che presenta la Federazione. La FIDAL è una Federazione sana, solida, e questo è un fatto da non sottovalutare visti i tempi che si preannunciano". Tra i passaggi chiave, quello sul fronte tecnico: "Le due straordinarie medaglie di Pechino rendono il nostro bilancio olimpico, pur con qualche ombra, ancora positivo. Nel quadriennio, diversi motivi di soddisfazione: i Mondiali di Osaka, gli Euroindoor di Birmingham, gli Europei di cross di San Giorgio su Legnano, la Coppa del Mondo di marcia di Cheboksary. E non voglio dimenticare i successi della nostra corsa in montagna, di cui ospiteremo i primi Campionati Mondiali il prossimo anno, e il fantastico movimento dei Masters, ai quali però dico: portate con voi, allo stadio, anche i vostri nipotini". Nella parte successiva, indossati i panni del candidato alla presidenza per il prossimo quadriennio, Arese apre una finestra sul futuro. Utilizzando un termine chiave: cambiamento. "Un processo che deve partire dal basso, dalle attività di tutti i giorni, che deve diventare regola. Un processo che ci deve portare a capire meglio i giovani, a pensare come fanno loro: per troppo tempo l'atletica ha ritenuto di potersi rapportare ai giovani senza parlare il loro linguaggio. Il cambiamento dell'atletica deve passare anche da lì. Sul piano tecnico, la struttura federale deve essere composta da persone capaci di rapportarsi al territorio, allenatori che vadano ad osservare gli atleti migliori, offrendo allo stesso tempo la propria competenza per la crescita degli allenatori sociali". Gli atleti di vertice: "Dovranno essere inquadrati in maniera diversa. Credo che formeremo un gruppo di non più di 20-30 atleti Top, che saranno seguiti con attenzione primaria. Ma che dovranno ovviamente rapportarsi alla Federazione per ogni loro scelta. Accanto a loro, i migliori 20 giovani, atleti dei quali siano certe le potenzialità, affinché possano vivere subito l'esperienza dell'attività di vertice". Società, scuola e corsa su strada nei passaggi finali: "Dobbiamo orientarci verso una diversa politica di sostegno ai club, con premi solo per chi merita oggettivamente. E non è più tempo di allestire grandi progetti per la scuola, perché senza condivisione da parte del Ministero anche le migliori iniziative non portano a nulla: viceversa, dobbiamo concentrare gli sforzi laddove la scuola consente di entrare e sviluppare la nostra attività. In tema di corsa su strada, voglio dire che il riordino del settore non è più rinviabile. Ci sono troppe manifestazioni in calendario, talvolta male organizzate, che portano danno all'atletica. Non è più possibile che si organizzino maratone a ciclo continuo, talvolta in luoghi dove già ne esiste una". Il quadriennio è aperto. L'atletica italiana si appresta a viverlo. Sotto la guida del suo presidente Franco Arese.

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