Fassinotti ''Missione compiuta''

23 Febbraio 2014

Le dichiarazioni dei protagonisti dei Campionati Italiani Assoluti indoor di Ancona che con il 2,34 di Marco Fassinotti festeggiano il secondo primato italiano

 

2,34, record italiano assoluto del salto in alto“Finally”Marco Fassinotti (Aeronautica) ad Ancona fa sua una misura che resisteva dal 12 settembre 1989, dal 2,33 che Marcello Benvenuti superò a Verona. Mai nessuno in Italia, all’aperto o indoor, ha saltato così in alto. “Ho semplicemente fatto quello che mi era stato detto di fare".Il piemontese finge di non aver compiuto un’impresa: "Lo avevamo programmato e già da qualche settimana ero certo di valerlo”. L’8 febbraio scorso ad Arnstadt (Germania) aveva eguagliato il record nazionale in sala di Silvano Chesani con 2,33. Continua il ventiquattrenne che da un anno si allena a Birmingham (Gran Bretagna) con il tecnico Fuzz Ahmed: “Non ho provato misure più alte semplicemente perché il mio coach mi aveva detto di non farlo – è visibilmente divertito – Le istruzioni erano di fare 2,20-2,24-2,28-2,31 senza errori e tre tentativi a 2,34. Anzi, sono certo che Fuzz mi farà una bella lavata di capo per aver 'sporcato' la progressione a 2,28”. Con questa misura, è inutile nascondersi, l'azzurro è il quarto nelle liste mondiali stagionali 2014. E fra due settimane c'è la rassegna iridata indoor: "Il primo passo sarà arrivare in finale, e non è affatto un risultato scontato. Sarà determinante superare ogni misura alla prima prova, fare pochissimi errori. Ho ovviamente delle aspettative... ma le tengo per me". Speranze di una medaglia? "Nessuna". Forse l’aviere si schermisce, ma è certo che il livello globale della specialità sia decollato. Solo in questa prima parte di 2014 Ivan Ukhov ha superato 2,41, Aleksey Dmitrik è un centimetro sotto, Mutaz Essa Barshim è a 2,36. Fassinotti divide la quarta piazza con Erik Kynard e Daniil Tsyplakov. “Ma ho lavorato moltissimo sulla tecnica, ho maggiore sicurezza alle misure più alte e questo mi potrebbe aiutare a scalare posizioni in classifica”. Oggi più l’asticella saliva più appariva a suo agio. “Sono abituato ad avere l’ultimo accredito fra i partecipanti ed essere il favorito mi ha un po’ spiazzato. Sono rimasto presto l'unico in pedana. Volevo fare un test in vista di Sopot, provare una progressione pulita e senza errori. Non ci sono riuscito del tutto, ma tecnicamente ormai ho acquisito una grande tranquillità”

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800 M – Dalle tribune il tifo per questa gara è travolgente, perché in pista c’è un ragazzo, Mario Scapini, che per essere qui ha attraversato e vinto una lotta di oltre un anno contro il cancro. Il boato della tribuna è tutto per lui, così come lo striscione esposto dai colleghi a fine gara. A un capo del lenzuolo c’è Giordano Benedetti (Fiamme Gialle), che vince senza troppi problemi in 1:50.25 “Va bene così, non cercavo nulla di più – Commenta senza enfasi il trentino – Finora mi sono concentrato esclusivamente sui 400, e mi mancano i lavori specifici per gli 800. Con il mio coach Enrico Maffei li inseriremo ora, dopo una decina di giorni che mi serviranno per riprendere fiato”. Prosegue il trentino, 1:44.67 di PB corso all’ultimo Golden Gala: “L’inverno è stato molto impegnativo, ho gareggiato molto anche per aumentare la tenuta nervosa e agonistica che mi è mancata dopo l’exploit cronometrico dello scorso giugno. È tutto fieno in cascina, ci rivediamo all’aperto”. Il campione italiano mantiene un profilo basso, quasi lasciando che a rubare la scena sia l’amico Mario Scapini, quarto al traguardo in 1:52.03. Coetanei, entrambi classe 1989, si sono incrociati a livello italiano ed internazionale fin da Junior, considerati fra i migliori prospetti del mezzofondo veloce nazionale. Ora, finalmente, la sfida è riaperta.

Il milanese ha senza dubbio gli occhi più brillanti della due giorni di Ancona. “Sono come un bambino al parco giochi, ieri sono venuto apposta per guardarmi la pista, assaporare la sensazione di essere di nuovo qui”. Dopo il traguardo si guarda intorno, sembra voler memorizzare qualcosa. Campione Europeo Junior dei 1500 ad Hengelo 2007, un primato personale di  1:46.95 negli 800 metri (2012) è il più applaudito, ma sembra anche il più affamato di risultati: “La verità? Mi rode tantissimo di aver perso il bronzo – solo 17 centesimi lo separano dal podio – Poi ci rifletto e penso che non posso lamentarmi troppo. Ho commesso tanti errori tattici, ma sono un po’… fuori esercizio”. Gli è concessa una dedica: “Se posso, è per il mio amico German. Abbiamo affrontato insieme la stessa battaglia e io oggi penso a lui”. Dopo la laurea in ingegneria – “Sono disoccupato da più di un anno” scherza, ma quella di dedicarsi esclusivamente all’atletica è stata una scelta precisa - si divide fra la sua Milano e Bussolengo. “Gianni Ghidini e il suo gruppo di allenamento per me sono una grande certezza già da tre, quattro anni.

Putroppo per lui – ride il ventiquattrenne - ho dovuto farlo aspettare per un paio di stagioni”. Doveva gareggiare a Vienna qualche settimana fa, si è messa di mezzo pure l’influenza: “Evidentemente c’era ancora un po’ di sfortuna da smaltire”. Ride il portacolori della Pro Sesto, ma l’evidente felicità è mischiata a una grinta rocciosa che trasuda da ogni commento. “Voglio gli Europei di Zurigo. Lo so, la strada è in salita, ma arrivato a questo punto perché dovrei smettere di sognare?”. 

Peso M – Il siparietto tra Daniele Secci(Fiamme Gialle) e Paolo Dal Soglio (Carabinieri) ai lati del podio è uno show. Secci con 18,64 ha appena vinto il suo primo titolo Italiano Assoluto, Dal Soglio, che di ori in bacheca ne ha 14 contando solo quelli indoor, si prende l’argento. Il problema è che tra ‘Paolone’ e Daniele e, che da qualche mese sono diventati tecnico e allievo, oggi ci sono solo  14 centimetri: “In pedana gli davo i consigli sbagliati” scherza Dal Soglio. “Ecco, infatti, non voleva perdere la scommessa”. Scommessa? “Dovevo staccarlo di almeno 80 centimetri – spiega il ventunenne – ma non vale, lui fissa i termini a suo favore!” Il ragazzone di Ostia, dopo un paio di stagioni altalenanti, a Schio sembra aver trovato nuove certezze e stimoli. Proprio nella pedana vicentina il 23 gennaio ha lanciato 19,25. “Ma vale già molto di più” promette Dal Soglio che messi da parte i panni goliardici rientra in quelli, quasi paterni, di tecnico: “Era un po’ teso, si è fatto schiacciare dal ruolo di grande favorito. Ma crescerà anche in questo” dice. Con questo oro Assoluto Secci è diventato grande? “Speriamo di sì – risponde il diretto interessato -  Se andrò a Zurigo…” Si ferma, cerca conferme con lo sguardo, si corregge “Andrò a Zurigo e lancerò lontano”.

Lungo M – Con l’8,06 di Ancona Stefano Tremigliozzi sigla il personale e torna a superare gli otto metri dopo quattro anni (aveva saltato 8,01 nel 2010). “Finalmente. Ho ripreso un discorso interrotto troppi anni fa”. C’è molto orgoglio personale in questo risultato “Da settembre sono tornato a casa, a Benevento, e mi autogestisco”. Continua il portacolori dell’Aeronautica “Mi alleno da solo, registrando i video dei salti”. Tremigliozzi ha all’attivo tre esperienza europee: all’aperto nel 2010, indoor nel 2009 e under 23 nel 2007: “Ma non sono mai riuscito ad arrivare in finale. Se riuscirò ad andare a Zurigo come spero, sarà il mio obiettivo”. Al secondo posto con 7.83 c’è Alessio Guarini (Fiamme Oro), lo scorso luglio vincitore dei Tricolore all’aperto con otto metri esatti “Mi scoccia un po’, per la misura e per l’oro. Purtroppo ho dovuto rallentare per due settimane, e la stagione al coperto, così breve, non ammette distrazioni”. 

Lungo F – E' infuriata Daryia Derkach (Aeronautica): “Tra ieri e oggi non ne è andata una dritta. E pensare che sto bene, anzi benissimo”. L’impressione è proprio questa, buona forma ma tecnica da registrare: “Ho iniziato con due nulli e il terzo salto ho dovuto farlo in sicurezza per non essere esclusa dalla finale. E c’è mancato poco!”. Derkach, argento agli Europei under 23 di Tampere, è elettrica: “Con questa misura non riesco nemmeno ad essere felice per questo titolo Italiano. Puntavo a mezzo metro in più. Arrabbiata? Più che altro sono delusa”. 

3000 M - Abdelah Haidane, dopo i 1500 di ieri, vince anche i 3000 in 7:56.80. "Mi bastava vincere, non era gara per fare il tempo. Mi sarebbe piaciuto tirare un po' di più ieri nei 1500, ma pazienza". Continua Haidane: "Voglio far bene ai mondiali indoor, se corro con intelligenza posso conquistare la finale. A Zurigo invece punterò a qualcosa di più".

3000 F - Giulia Viola festeggia con serenità un altro oro assoluto dopo la doppietta (1500-5000) di Milano in estate: “Fino a due settimane fa le indoor non erano in programma – dice la finanziera - Avevo bisogno di recuperare la stagione dei cross che è stata pesante ed ho sofferto di una leggera anemia… dovevo riposare. Poi il richiamo del titolo Tricolore è stato forte, e sono contenta di poterlo festeggiare oggi”. Viola si allena nel centro sportivo delle Fiamme Gialle di Castel Porziano con Margherita Magnani, emersa prepotentemente nell’ultimo mese. “Il confronto quotidiano è la nostra forza”.

60 M – Fabio Cerutti porta a casa (un altro) oro Tricolore ma con 6.68 non riesce a limare il crono della mattina (6.65). “L’accelerazione è stata ancora una volta buona. Mi dispiace per Massimiliano Ferraro, se non avesse avuto i crampi sarebbe stato un bel duello, stimolante per entrambi. In ogni caso sento di valere qualche centesimo in meno e spero di avere l’occasione di dimostrarlo”.

Ferraro, che in batteria aveva destato un'ottima impressione con un bel 6.68, è stato frenato dai crampi: "Si sono fatti sentire già prima della finale, quasi non sono riuscito a fare riscaldamento - dice il delusissimo portacolori dell'ASD Enterprise Sport&Service - peccato perchè potevo lottare per qualcosa di più del bronzo".

60 F – Audrey Alloh (Fiamme Azzurre) fa tripletta, vincendo per la terza volta il Tricolore indoor: “Sono felice. Nelle scorse settimane ho avuto qualche fastidio fisico e non sono più riuscita a migliorare il 7.32 di Casal del Marmo (Roma, 2 febbraio) ma questo titolo mi rincuora”. Il bronzo europeo under 23 dei 200 Gloria Hooper (Forestale) dopo la batteria aveva promesso di registrare la partenza “E invece niente da fare, ancora non mi è riuscito uno start come si deve - sorride - Ma ci ho lavorato tanto e, ne sono certa, raccoglierò i frutti in estate”.

400 M – Tre finanzieri sul podio dei 400, e l’ordine non era scontato. La spunta la grande realtà del 2013, Matteo Galvan:“Ho voluto partecipare solo per spezzare la noia della preparazione”. Il crono, 46.97, sembra limabile: “Qualche decimo in meno non guastava, ma ripeto, le indoor non sono l’obiettivo primario. Sto lavorando bene, mi interessa Zurigo”. Chi aveva fatto vedere grandi cose nella qualificazione di ieri è Lorenzo Valentini (47.19 in finale, 47.06 in batteria). “Correre per due volte così vicino ai 47 mi fa capire di essere sulla strada giusta. A Torino sto lavorando molto bene”. L’impressione è che con una gestione più accorta avrebbe potuto impensierire Galvan “Potevo senz’altro lottare per il titolo. Certo Matteo non è uno qualsiasi ma non sarebbe stato impossibile. Oggi però sono stato troppo ingenuo tatticamente, rimanendo intrappolato nel gioco dei  sorpassi Peccato, volevo scendere sotto i 47”. Michele Tricca, terzo in 47.27: “Pur partendo in sesta corsia mi sono trovato a fare una gara ad inseguimento. Probabilmente ho avuto paura di andare in testa e così ho sbagliato completamente l’approccio. Quando ho provato a cambiare ormai era troppo tardi, le indoor non permettono grosse rimonte. È tutta esperienza, speriamo nella staffetta”.

400 F - È ancora una volta Chiara Bazzoni (Esercito) a imporsi nei 400, grazie anche a un’intelligente gestione dei due giri. “Quest’inverno a Roma mi sono allenata in modo completamente diverso, puntando esclusivamente sulla velocità – spiega la toscana - Non ho mai fatto lavori specifici per i 400 e sono qui solo in prospettiva staffetta: premesso questo, sono soddisfatta per il titolo e per la gestione della gara, tatticamente corretta, con una partenza cauta come programmato. La vittoria è per mia cugina Ilaria”. 

Asta F - L’oro dell’asta va Giorgia Benecchi “È  il mio secondo titolo, il primo al coperto. La misura non mi soddisfa del tutto, puntavo ai 4.40 dello standard per Zurigo, ma è sempre un’emozione vincere agli Italiani. Quest’anno ho due obiettivi: i Tricolori all’aperto e andare agli Europei”. C’è molta delusione invece nello sguardo di ghiaccio del bronzo europeo junior Sonia Malavisi (Fiamme Gialle): “Non è andata come mi aspettavo. Ho avuto un accenno di influenza a inizio settimana che mi ha un po’ scombussolata. Tecnicamente ho commesso tanti errori, non mi trovavo i meccanismi corretti. Peccato, puntavo almeno a confermare le misure della scorsa estate. Guardo avanti, alla stagione all’aperto”.

60m (batterie) F - La più veloce nelle batterie dei 60 metri è Gloria Hooper (Forestale) che migliora il primato personale a 7.39: “Sono partita malissimo – ammette la veronese, doppio bronzo europeo under 23 nei 200 -  ed aver siglato comunque il PB mi conferma di avere dei margini. La partenza è il mio punto debole ma negli ultimi mesi l’ho curata con attenzione: in finale mi aspetto un crono nettamente migliore”. Critica sul proprio start anche la compagna di staffetta a Tampere Irene Siragusa, mentre è decisamente meno soddisfatta la primatista italiana di 60 e 100 ostacoli Veronica Borsi (Fiamme Gialle), esclusa dalla finale per sei centesimi “Purtroppo dopo ogni periodo di stop è come se ricominciassi da zero: dimentico tutte le nozioni tecniche. Oggi per esempio – continua la braccianese - il lanciato è stato molto buono ma con una partenza disastrosa. Mi consola pensare che, anche se non sono pronta a gareggiare, sto lavorando molto bene sugli ostacoli e i problemi fisici sono alle spalle”.

60m (batterie) M - Tra gli uomini il torinese Fabio Cerutti (Fiamme Gialle) strappa subito un ottimo 6.65, molto vicino allo standard di partecipazione fissato dalla FIDAL per i campionati mondiali indoor di Sopot (6.61) dal 7 al 9 marzo. Il finanziere non si nasconde: “Sono molto contento, il crono corrisponde già al minimo IAAF per Sopot che era uno degli obiettivi di oggi. Sono fiducioso, anche perché quest’anno non ho gareggiato molto in sala”. È stato nettamente il più rapido a uscire dai blocchi: “Però nella parte centrale ho ancora diversi dettagli da migliorare, ho dei margini. Vedremo in finale”. Il siciliano Federico Raguni (CUS Palermo) centra il terzo tempo di qualificazione a un centesimo dal PB: “Purtroppo in gara si è riacutizzato un fastidio agli adduttori che mi è mi porto dietro da tre-quattro giorni. Sicuramente posso migliorare, anche perché ho davvero poca esperienza in questo tipo di manifestazioni”.

TV - Diretta su RaiSport 2 domenica 23 febbraio (ore 15:00-18:00), visibile anche in streaming al seguente LINK

a.c.s.

Marco Fassinotti (foto Colombo FIDAL)

 



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