Mondo: Fraser-Pryce già in formato DeLuxe

13 Luglio 2020

La campionessa mondiale dei 100 metri parte da par suo in 11.00 controvento. Panoramica estera finalmente ricca con i 5000 metri da copertina in Oregon e i lanci dei big Crouser, Stahl e Gudzius.

 

di Marco Buccellato

Shelly-Ann Fraser-Pryce ha onorato il Velocity Fest Meet di Kingston con un risultato in concordia con il nome della riunione. La festa della giamaicana è di lunga durata: per la sprinter sei volte d'oro ai massimi livelli sulla distanza regina della velocità, con due titoli olimpici e quattro mondiali, l'11.00 netti di sabato, crono mondiale più veloce del 2020 per di più contro un vento di 2.2 metri al secondo, corrobora una progressione con pochi eguali. Per il decimo anno in carriera, è riuscita a fermare il cronometro almeno a undici secondi netti, se non meno. Sarebbero stati undici anni, se nel 2014 non si fosse fermata a un beffardo 11.01. C'è di più: l'11.00 in queste condizioni sfavorevoli le vale largamente il miglior esordio stagionale in tanti anni di attività. Corse in 11.00 anche al debutto nel 2012, con vento 0.7, e in 10.95 nel 2011 con vento al limite di 2.0 m/s. Ha esordito nel lungo anche l'altro iridato giamaicano Tajay Gayle, subito in sintonia con la dimensione raggiunta a Doha (8,69), con un salto molto ventoso di 8,52 e uno in condizioni legali di 8,23.

AHMED SUPER AMERICANO - Gli acuti giamaicani, nel panorama del continente americano, sono stati preceduti di 24 ore da quelli in terra statunitense a Portland. Grandi risultati sull'asse 5000 metri maschili e femminili, spendendo una parola in più per l'impresa di Mohammed Ahmed, bronzo mondiale a Doha. Nato in Somalia, emigrato in Canada nell'età preadolescenziale, il canadese ha tolto oltre sei secondi al record del continente americano, detenuto da un altro atleta originario dell'Africa, Bernard Lagat (12:53.60), portando il nuovo limite a un eccezionale 12:47.20. In soldoni, nel nuovo secolo solo otto prestazioni superano quella di Ahmed. Per il neoprimatista, decimo posto tra i migliori performer di sempre e quindicesima prestazione assoluta sulla distanza.

HOULIHAN IN FOTOCOPIA - Stessa impresa, primato nazionale, del Nord America e dell'intero continente, per la statunitense Shelby Houlihan. A differenza di Ahmed, la medaglia ancora deve arrivare. Nell'attesa, macina record. Dopo quello continentale sui 1500 (3:54.99 a Doha, quarta), venerdì ha limato non di poco quello sui 5000, portandolo da 14:34.45 a 14:23.92, un crono che ne ha fatto la dodicesima di sempre sulla distanza. Enorme progresso anche per Karissa Schweizer: il suo 14:26.34, oltre a essere largamente sotto il precedente record nazionale, l'ha collocata nel top-15 mondiale di sempre, davanti alla tedesca Klosterhalfen.

ALTRI SQUILLI DAL MEZZOFONDO - Appena una settimana prima, sempre a Portland, il 1500 più veloce della stagione a firma del campione mondiale degli 800 Donavan Brazier (3:35.85), alla seconda uscita della carriera sul miglio metrico. Dalle lunghe distanze anche la doppia miglior prestazione mondiale stagionale sui 10000 metri nell'Hokuren Distance Challenge meet di Fukagawa, vecchio di alcuni giorni: 27:14.84 del keniano Benard Kibet Koech (battendo il sempre piazzato in grandi manifestazioni Bedan Karoki) e 31:34.94 della giapponese Maeda. World lead anche sui 3000 donne, 8:41.35 della 20enne connazionale Tanaka, iridata U20 due anni fa sulla stessa distanza.

CROUSER SORPASSA WALSH - Il campione olimpico di getto del peso Ryan Crouser, secondo nell'irreale finale di Doha con tutte e tre le medaglie decise in un centimetro, ha aperto il 2020 all'aperto in Georgia in un meeting dell'American Track League. Per il rosso statunitense, un 21,87 che migliora il top stagionale a lungo in mano al neozelandese Tom Walsh (21,70). Crouser, due volte in pedana durante la stagione indoor, vanta quest'anno già altrettanti over-22, il 22,60 con cui ha avvicinato il mondiale indoor di Randy Barnes (22,66) e il 22,19 dei Millrose Games di New York. Nell'area-peso, migliora anche il britannico Lincoln (20,41 nell'area londinese). Nel disco, doppio over-68 dell'iridato svedese Stahl (68,72 a Vaxjo dopo il 68,10 di Karlstad), e forma in crescendo per un altro campione del mondo (2017), il lituano Gudzius, autore di 68,89 a metà settimana. Numeri forti anche nel martello, con il record di Francia di Alexandra Tavernier, 74,94 sabato a Lione, con un progresso di dieci centimetri sul primato stabilito un anno fa.

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Donavan Brazier (foto Giancarlo Colombo/FIDAL)


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