Europei il giorno dopo: il punto di Silvaggi



Il giorno dopo l’abbuffata di gare (e per fortuna di medaglie per la rappresentativa azzurra) dei Campionati Europei di corsa campestre si fa il bilancio della rassegna continentale, ospitata nel contesto di San Giorgio sul Legnano confermatosi autentico “tempio” della corsa campestre non solamente italiana. Per una volta il bottino azzurro, ottenuto davanti a tutti i tecnici specializzati della struttura federale (Ghidini, Danzi, Endrizzi, Gigliotti) attenti a una gara che molto poteva e doveva dire sul futuro del mezzofondo nazionale, è pingue, con 5 presenze sul podio di cui un paio sul gradino più alto, in una giornata di altissimi contenuti tecnici. In sede di consuntivo il Direttore tecnico della nazionale italiana Nicola Silvaggi sottolinea come si è arrivati a un risultato del genere: “Mi preme sottolineare l’apporto dei tecnici, il lavoro da loro impostato che ha dato buoni frutti. Una vittoria individuale può anche essere frutto del caso, del talento sviluppatosi per proprie vie, dove il tecnico può anche influire poco, ma quando si ottengono medaglie a squadre significa che dietro c’è un grande movimento di base, c’è lavoro in profondità da parte del settore tecnico, un lavoro proficuo e questo mi gratifica maggiormente. Lalli è un grande atleta ed ha compiuto un’impresa eccezionale, ma mi premono per certi versi di più le tre medaglie vinte con le squadre”. - Il bilancio azzurro porta cinque presenze sul podio tutte a livello giovanile. Questo che significato ha? - E’ importante che sia venuto tutto dai giovani, perché è con loro che dobbiamo lavorare. Gli anziani si sono ben comportati, ma la loro medaglia sarebbe stata la ciliegina sulla torta, dal punto di vista tecnico non avrebbe portato nulla. I giovani possono, anzi debbono crescere e stanno crescendo. - Quanto ha contribuito il fatto che si gareggiava in casa? - Ha dato sicuramente un contributo, perché il pubblico è stato eccezionale e ha supportato con calore la prova di tutti gli azzurri. Faccio l’esempio delle ragazze Under 23: le ho viste lottare grazie anche all’incitamento di chi era lì, all’estero non sarebbe successo, nel finale hanno recuperato posizioni su posizioni andando alla fine a strappare di forza la medaglia di bronzo. Certamente, in Italia o all’estero sulla vittoria di Lalli non ci sarebbero stati dubbi, era nettamente il più forte. - Quali potenzialità ha il corridore molisano? - Credo che siano veramente tante, ha dimostrato di essere nettamente superiore, ha staccato tutti sin dalle prime battute. Il carattere è quello giusto, la sua gestione è stata oculata, infatti non credo sia stato spremuto neanche dal punto di vista psicologico, deve continuare a crescere e a fare esperienze con calma senza montarsi la testa. - Dal punto di vista individuale c’è poi a sottolineare il bronzo di Meucci, che dopo il 10. posto dei 10000 europei di Goteborg sembra un altro atleta… - Sta venendo su davvero bene, come La Rosa, De Matteis e tutto quel gruppo di ragazzi. Per certi versi la sua medaglia mi ha dato ancor più soddisfazione del trionfo di Lalli perché per la prima volta dopo tanto tempo ho rivisto un mezzofondista sprintare e prendere la medaglia nel finale, quando negli ultimi anni assistevamo sempre ad atleti che all’ultimo giro cedevano e venivano staccati. Forse siamo tornati ai vecchi tempi della tradizione italiana di corridori di 5 e 10 mila metri capaci di sprint fulminanti, anche perché non ha preceduto gente da poco, ma i gemelli russi Rybakov che avevano fatto incetta di medaglie agli Europei di cross. Questo mi ha soddisfatto in pieno, mi sono congratulato con lui perché quel che ha fatto non è poco. Io dico che deve ripercorrere la strada tracciata da Baldini, ossia dedicarsi alla pista, migliorare i suoi tempi, e quando verrà il momento valutare un suo passaggio alla maratona, ma solamente negli anni futuri, senza fretta. - Nella gara femminile Under 23 non sono arrivate medaglie individuali, ma la de Soccio ha corso da autentica capitana… - La sua prova non è certo una sorpresa, non dimentichiamo il suo titolo junior in pista nel 2005. Quest’anno è stato per lei travagliato, col cambio di categoria, ma ha dimostrato di aver recuperato e di essere un talento sul quale puntare. Ma direi che in generale tutte le ragazze sono state valide, sono leggerine di fisico, su un terreno molle sono state penalizzate, ma hanno dimostrato carattere. - Uscendo dai confini italiani, che Europeo è stato? - Di altissimo livello, nessuno può screditare le medaglie azzurre perché sono state vinte sul campo al cospetto di Nazioni presentatesi a San Giorgio nelle migliori condizioni. Nella gara principale, quella assoluta maschile tutti puntavano sul settimo sigillo di Lebid ma si sapeva che Mo Faraq è in crescita, mentre l’ucraino ha forse imboccato il suo declino. - Quanti dei ragazzi visti a San Giorgio saranno a Mombasa in marzo per i Mondiali? - Dobbiamo valutare bene, perché ad esempio Lalli e Gariboldi, ossia le punte della squadra junior campione d’Europa, a gennaio passano di categoria, quindi non potremo riproporre questa squadra. Credo che in Kenia saremo presenti più sul piano delle individualità, perché gli obiettivi del 2007 sono tanti, a tutti i livelli e per tutte le categorie. Gabriele Gentili Nella foto: Daniele Meucci, terzo fra gli Under 23 (foto Giancarlo Colombo per Omega/FIDAL)


Condividi con
Seguici su: