Europei Cross: Crippa bronzo-bis U23

10 Dicembre 2017

A Samorin l'azzurro ripete il terzo posto individuale tra gli under 23 e la squadra maschile italiana chiude in quinta posizione


 

Due medaglie per l'Italia dell'atletica ai Campionati Europei di corsa campestre a Samorin: bronzo under 23 per Yeman Crippa e argento per le azzurrine del team under 20. In Slovacchia la 24esima edizione della rassegna continentale si apre nel segno di una fredda mattinata, ma illuminata dal sole con Crippa nuovamente sul podio U23 (8,230 km). L'azzurro, come un anno fa a Chia, è ancora terzo (24:42) prendendo l'iniziativa nell'ultimo giro, ma subendo poi nel finale il sorpasso dei francesi Jimmy Gressier (24:35, oro) e Hugo Hay (24:37, argento). "Nelle prime tornate - racconta il trentino delle Fiamme Oro, che quest'anno ha vinto il titolo europeo di categoria sui 5000 metri ed è allenato da Massimo Pegoretti - siamo rimasti tutti un po' troppo imbottigliati. Nessuno si faceva avanti e così alla fine sono partito all'attacco, ma i miei avversari ne avevano più di me. Tra pista e cross, questa è la mia decima medaglia nelle categorie "under", ma onestamente qui mi aspettavo un metallo più prezioso". Nella classifica a squadre svetta la Francia su Belgio e Gran Bretagna, per l'Italia U23 c'è il quinto posto. Dopo Crippa, il secondo azzurro al traguardo è Simone Colombini (19esimo, 25:06) davanti al campione europeo under 23 dei 3000 siepi Yohanes Chiappinelli (27esimo, 25:16); poi è la volta di Nadir Cavagna (33esimo, 25:28), Alessandro Giacobazzi (39esimo, 25:32) e Pietro Riva (40esimo, 25:34).

Yeman Crippa: “Sono arrivato qui per vincere e mi dispiace non esserci riuscito. Ci ho provato, forse troppo presto. Una gara un po’ strana con una partenza lenta e sono caduto due volte. Non è successo niente, mi sono rialzato subito, però c’era troppa confusione. A quel punto ho voluto aspettare ad andare avanti e quando mi sono trovato lì ho dato il tutto per tutto. Poi i francesi mi hanno ripreso e nel finale non ne avevo più. Ci abbiamo messo tutti il cuore, ma non sempre le cose vanno per il meglio”. Simone Colombini: “Posso ritenermi abbastanza soddisfatto, la mia è stata una gara in rimonta. Nei primi giri ho pagato il gran freddo, avevo le gambe inchiodate e ci ho messo un po’ a carburare”. Yohanes Chiappinelli: “Oggi le sensazioni non erano buone. Le gambe non giravano, anche per il freddo, dopo una brutta partenza. Mi dispiace non aver dato alla squadra il contributo che volevo, purtroppo non è andata come speravamo”. Nadir Cavagna: “Dopo una partenza rapida, il ritmo è un po’ calato e si è formato un grande gruppo. Ho fatto una gara in rimonta, come mi avevano consigliato i miei compagni, infatti a ogni giro recuperavo su qualcuno. Indossare la maglia azzurra è un’emozione indescrivibile, spero di riviverla presto”. Alessandro Giacobazzi: “Per me quasi meglio fare la maratona che questi otto chilometri di cross! Mi dispiace, perché sono finito a terra in partenza ma non vuol dire niente, anche Meucci nel 2012 era caduto e poi è arrivato terzo. Dalla mia Pavullo nel Frignano sono venuti qui per fare il tifo, volevo onorare la maglia azzurra e non so se l’ho fatto al meglio, ma ho dato tutto”. Pietro Riva: “Bisognava provare a stare entro la ventesima posizione, anche per il piazzamento di squadra, e ci ho provato. Alla fine del secondo giro ero tra i primi, poi sono andato in calo. Ho avuto un anno difficile, comunque sono contento che la Federazione abbia creduto in me e nel 2018 cercherò di fare il salto di qualità”.

REH REGINA, GRAN BRETAGNA ORO A SQUADRE - Quello tra Alina Reh e Konstanze Klosterhalfen era un duello annunciato, ma non è stato una rivincita del cross di un paio di settimane fa a Darmstadt. Anche stavolta, infatti, tra le due grintose tedesche l'ha spuntata la Reh che sui 6,280 km ha di nuovo messo in riga la bicampionessa europea junior di campestre. La primatista nazionale under 23 di 10 km (31:38) e mezza maratona (1h11:23), dopo una gara in tandem con la longilinea avversaria, ha preso il largo in dirittura d'arrivo guadagnando tre secondi d'oro (20:22) sulla rivale (20:25). Terza la britannica Jessica Judd (20:45) che porta il vessillo dell'Union Jack in cima al podio a squadre su Germania e Turchia. Le azzurre finiscono in nona posizione con la bresciana Chiara Spagnoli 27esima (21:57) subito davanti alla corregionale Federica Zanne (28esima, 22:00) e all'emiliana Christine Santi (30esima, 22:03). 39esima la siciliana Federica Sugamiele (22:17) e 44esima la lombarda Mara Ghidini (22:25), mentre la trentina Isabel Mattuzzi si è dovuta arrendere al freddo.

Chiara Spagnoli: “Alla mia prima volta in un Europeo di cross, non sapevo cosa aspettarmi. Magari si poteva fare meglio, ero un po’ fredda e non riuscivo bene a carburare soprattutto alla fine, però sono contenta”. Federica Zanne: “Faceva freddissimo alla partenza, poi con il vento contrario è stata davvero dura”. Christine Santi: “Speravo di crescere, rispetto alle due precedenti edizioni da under 23, invece purtroppo quest’anno non è andata così. Non sono soddisfatta ma è sempre un onore vestire questa maglia azzurra”. Federica Sugamiele: “Pensavo peggio, però oggi il freddo non ha inciso molto su di me”. Mara Ghidini: “Per me è stata una bellissima esperienza, nonostante il freddo. La prima in azzurro, quindi non avevo particolari aspettative”.

servizio e interviste di Alessio Giovannini | ha collaborato Luca Cassai

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Yeman Crippa (foto Colombo/FIDAL)


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