Elena Vallortigara sa volare: 2,02 a Londra!

22 Luglio 2018

A Londra, impresa dell'altista azzurra che si migliora di 6 centimetri e diventa la seconda italiana di tutti i tempi dopo Antonietta Di Martino e davanti al mito Sara Simeoni


 

Gara memorabile di Elena Vallortigara a Londra. L'altista veneta dei Carabinieri, nella decima tappa della IAAF Diamond League, spicca il volo a 2,02. La russa Mariya Lasitskene, campionessa mondiale della specialità, deve ricorrere a 2,04 per avere la meglio sull'azzurra che oggi è stata capace di migliorarsi di ben 6 centimetri. "Elly" Vallortigara con 2,02 diventa la seconda italiana di sempre dopo la primatista nazionale Antonietta Di Martino (2,03 all’aperto e 2,04 indoor) superando Sara Simeoni (2,01). Era dalla finale mondiale di Daegu (3 settembre 2011) con il bronzo della Di Martino a 2,00 che un’azzurra non riusciva a superare i due metri outdoor, mentre Alessia Trost (oggi quinta con 1,91, primato stagionale) ha saltato 2,00 in sala il 29 gennaio 2013. Nelle liste mondiali ed europee stagionali la Vallortigara sale al secondo posto, dietro la Lasitskene-Kuchina (2,04) e davanti alla belga Nafissatou Thiam (2,01). A livello alltime europeo si inserisce al 20° posto ed è la cinquantesima atleta del continente a entrare nel “club” delle duemetriste all’aperto. 

PERCORSO NETTO - Continuità di risultati e una fiducia ritrovata. La 26enne Elena Vallortigara (ne compirà 27 il 21 settembre) era pronta al salto di qualità: lo dimostravano le nove precedenti uscite stagionali all’aperto, tutte concluse sopra 1,90, con la chicca dell'1,96 realizzato al meeting olandese di Zoetermeer del 6 giugno. La saltatrice vicentina di Schio, che è rinata a Siena sotto la guida tecnica di Stefano Giardi, manda a referto un percorso netto fino a quota 1,91: ok alla prima alle quote di 1,79, 1,83, 1,87 e 1,91. Ma la selezione non è ancora iniziata, le scintille tra le big devono accendersi. A provare l'1,95 sbarcano in nove e c'è quasi tutto il meglio del mondo: oltre a Lasitskene, anche la vicecampionessa iridata Yuliya Levchenko e l’oro mondiale indoor del 2016 Vashti Cunningham. Una dopo l’altra, però, escono di scena a sorpresa tutte le rivali, mentre l'atleta che da giovanissima fu fenomenale medaglia di bronzo ai Mondiali under 18 di Ostrava 2007 e alla rassegna iridata under 20 di Moncton nel 2010, indovina il salto giusto al secondo tentativo.

TESTA A TESTA CON LASITSKENE - Restano in due: Vallortigara e Lasitskene. Sì, proprio lei, proprio Elena contro la campionessa del mondo e dominatrice della specialità. La progressione reciterebbe 1,98, è vero. Ma la condizione è tale che si può ambire a qualcosa di più prezioso e per la prima volta l’asticella davanti agli occhi della Vallortigara si issa fino ai due metri. È il terzo tentativo che la fa entrare nella storia dell’atletica italiana, nel "salottino" delle saltatrici capaci di accarezzare la soglia del cielo. La supera, anche con margine, e libera un urlo di gioia misto a incredulità. Non sa che sta per compiere un’impresa ancora più emozionante. Altri due centimetri. Ancora più su, ma ormai ha capito che a Londra può volare. Il suo coach la incoraggia a bordo pedana e c’è quota 2,02 sulla sua strada: i primi due assalti non vanno, il terzo è poesia pura. Elena atterra sul saccone e il suo viso dice tutto, si porta le mani al volto e l’urlo è incontenibile. Lasitskene tornava dopo lo scivolone di Rabat che aveva interrotto una striscia di successi consecutivi di oltre due anni e deve sudarsi il primo posto: 2,02 al secondo. Bisogna avvicinarsi ancor di più alle nuvole per decretare la vincitrice. La reginetta russa-neutrale doma 2,04 al primo ingresso in pedana. Per la biondissima Vallortigara, con sei centimetri di personal best già in tasca (e undici rispetto all'inizio della stagione), è il momento dell’attacco al record italiano di Antonietta Di Martino. Due "x" e poi la rinuncia al terzo tentativo, dopo una gara di quattordici salti. Può sorridere, Elena: è il giorno più bello della sua carriera. 

VIDEO | HIGHLIGHTS MEETING LONDRA (SECONDA GIORNATA)

SANTIUSTI SETTIMA CON LO STAGIONALE - A Londra, nella seconda giornata Diamond, in crescita l'ottocentista azzurra Yusneysi Santiusti che prende il treno giusto per togliere quasi un secondo al suo primato stagionale. La mezzofondista dell'Assindustria Sport Padova si piazza settima in 2:00.95, terza delle europee al traguardo alle spalle della britannica Lynsey Sharp (1:59.34) e dell'olandese Sanne Verstegen-Wolters (2:00.86). "Santi" si presentava all'Olympic Stadium con il 2:01.80 corso al meeting Lignano Sabbiadoro l'11 luglio. Vittoria alla statunitense Ce'Aira Brown che si migliora a 1:58.57 tallonata dalla giamaicana Natoya Goule (1:58.67).

MAGICI 800 - Il mondo dell’atletica aveva ancora negli occhi l’impressionante gara di Montecarlo vinta da Nijel Amos in 1:42.16 con al seguito una sfilza di primati nazionali. Nemmeno 48 ore dopo, a Londra, è già tutto da riscrivere. “L’uomo” è Emmanuel Kipkurui Korir, keniano, e il tempo fa ancora più impressione: 1:42.05. Da sei anni non si correva così veloce, cioè da quando David Rudisha, su questa stessa pista, spostò i confini umani fino a 1:40.91 nella finale olimpica di Londra. Quello stesso Rudisha che oggi sembra aver trovato il suo erede: 23 anni, allenato dal campione olimpico degli 800 di Seul ’88 Paul Ereng, Korir si proietta al sesto posto delle liste mondiali di sempre e ormai bussa alle porte dell’1:41 che significa eccellenza. In un colpo solo, sbriciola di oltre un secondo il suo personale che prima d’oggi era l’1:43.10 di Montecarlo del 2017. Non solo: Korir è anche quattrocentista da 44.21 (il 23 giugno a Nairobi) e il primatista del mondo dei 600 indoor (1:14.97 ad Albuquerque nel gennaio 2017). Con un rettilineo finale da leone stacca lo statunitense Clayton Murphy e l’altro keniano Wyclife Kinyamal, entrambi 1:43.12. Soltanto quarto oggi Amos in un 1:43.29 normale rispetto alla fiammata di Montecarlo.

HASSAN TERZA DI SEMPRE - L’altro sussulto londinese del mezzofondo è il formidabile 4:14.71 di Sifan Hassan nel miglio, terza prestazione di tutti i tempi, a poco più di due secondi dal primato mondiale della russa Svetlana Masterkova (4:12.56) che resiste dal 1996 e non distante dal 4:14.30 con cui l’avvicinò l’etiope Genzebe Dibaba nel 2016 al Palio della Quercia di Rovereto. Alle spalle dell'olandese (che si migliora di quasi quattro secondi rispetto al 4:18.20 di Bruxelles del 2015) si accomodano l'etiope Gudaf Tsegay (4:16.15) ed Hellen Obiri (4:16.15) con il primato nazionale di Kenya.

NUOVO JAM - Il panorama delle velocità continua a sfornare nuovi interpreti e volti interessanti nel dopo-Bolt. È il caso del gigante giamaicano Akeem Bloomfield che esplode in 19.81 (+0.1) sui 200, primo blitz sotto i venti secondi per il jam che in stagione si era già spinto sotto i 44 secondi nei 400 (43.94 a Eugene). Tra gli europei, in chiave Berlino, firma 20.21 il britannico Nethaneel Mitchell-Blake e fa 20.30 il connazionale Adam Gemili ma dei britannici va sottolineato soprattutto il 37.61 con la 4x100 insieme a Chijindu Ujah e Zharnel Hughes all'inizio programma-gare odierno. E se la Giamaica brilla anche con Ronald Levy nei 110hs (13.13/+0.2), la risposta "Usa" è da primato mondiale stagionale con il 12.36 (+0.6) di Kendra Harrison nei 100hs sulle connazionali Brianna McNeal (12.47) e Sharika Nelvis (12.51). Nei 200 si migliora fino a 22.16 Jenna Prandini con a ruota l'altra americana Gabriele Thomas (22.19). Doppietta giamaicana sul giro di pista con la vittoria di Stephenie Ann McPherson in 50.31 sulla connazionale Anastasia Le-Roy (50.85) e la statunitense Courtney Okolo (50.93). Solo Europa nel resto della classifica con in testa l'olandese Lisanne de Witte (51.08) e un agguerrito tris di britanniche Onuora (51.13), Allcock (51.36) e Clark (51.36). Tutte da tenere d'occhio tra qualche settimana a Berlino.

MANYONGA 8,58 - Manca Echevarria nel lungo, ma non lo spettacolo. È fenomenale la solidità di Luvo Manyonga, al primato del meeting con tre balzi sopra gli 8,50: il migliore è 8,58 (+0.2) per pareggiare il suo limite stagionale. Sigla il season best anche l’altro sudafricano Ruswahl Saamai (8,42/+0.6) ma il pubblico è tutto per Greg Rutherford alla sua ultima uscita londinese prima del ritiro.

(hanno collaborato Alessio Giovannini, Nazareno Orlandi e Luca Cassai)

IL SITO DELLA IAAF DIAMOND LEAGUE

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