EYOF, Vallortigara all'oro, Levantino al bronzo




 
Giornata esaltante per i colori azzurri all’EYOF di Belgrado: due medaglie arrivate praticamente in contemporanea, mentre sulle pedane del Partizan Stadion si decidevano le finali dell’alto femminile e del lungo maschile. A quel punto – prima prova a 1.86 - Elena Vallortigara ha dato una stoccata mortale alle speranze della russa Natalya Mamlina di doppiare nella capitale serba il titolo mondiale U18 dell'alto appena conquistato ad Ostrava. Le due rivali – che, per inciso, sono coetanee (nate nel ’91) – avevano dato vita ad una progressione quasi parallela ed erano in perfetta parità dopo aver entrambe superato 1.83. Quando la Mamlina ha abbattuto l’asticella a 1.86, per l’azzurra - che aveva superato in successione 1.65/1 1.70/1 1.74/2 1.77/1 1.80/2 1.83/1 1.86/1 - l’oro europeo era ormai a portata di mano. La russa si è riservata i due tentativi residui a 1.89, fallendoli nettamente, mentre la nostra Elena ha dimostrato di valere già da ora quote superiori, rendendosi protagonista di salti apprezzabili negli ultimi due tentativi. Con 1.86, che migliora il suo precedente personale di un centimetro (1.85 nel 2006 a Lignano), la ragazza di Schio si installa al terzo posto nella lista allieve di sempre, alle spalle di Barbara Fiammengo (1.90 nel 1983) e di Sandra Fossati (1.87 nel ’79), affiancando Donatella Bulfoni (1.86 nel ’76). Negli stessi momenti, come detto, il palermitano di stanza in Friuli Venezia Giulia, Gianluca Levantino, ha occupato a sorpresa il terzo gradino del podio nel lungo: un’impresa, per l’azzurro, che ha stabilito il personale con 7.27 (+0.4) proprio nell’ultimo turno di salti. Al momento Levantino, con 7.02, era solo sesto nella classifica provvisoria capeggiata dal croato Pervan (7.49) davanti al polacco Pabich (7.36). In una serata che ha visto l’ucraino Mikyta Nesterenko stabilire il nuovo primato mondiale del disco con l’attrezzo della categoria U18 (da 1.5kg: 72.31 contro il 71.95 che lo stesso aveva lanciato a Yalta il 19 maggio scorso), la spedizione azzurra ha messo a segno altri piazzamenti importanti: sesto Valerio Rosichini nei 200 (22”03 nella finale dominata dall’azero Guliyev, 20”98); stesso piazzamento per Chiara Natali nei 400 con 55”73 (qui ha vinto l’oro la slovacca Stukova con 54”18) e per Sophia Ricci nei 400hs (molto costante la toscana con 61”27: titolo all’olandese Schilder, 59”44). Nel giro di pista maschile, Francesco Ravasio ha concluso al 7° posto con 49”12, mentre la prova ha visto trionfare il russo Krasnov con un eccellente 47”11. Buona anche l’ottava piazza di Valeria Roffino, che dopo il primato italiano sulle siepi stabilito a Ostrava, ha saputo migliorarsi a Belgrado nei 1500 con 4’34”24 (vittoria alla lettone Fetcere, 4’26”60). Nei turni eliminatori si sono ben disimpegnate entrambe le staffette azzurre: secondo tempo delle batterie per i ragazzi (41”96 con il quartetto composto da Baini, Ravasio, Mantovani e Rosichini) e 47”80 per le ragazze (Moro, Dallo, Natali, Maffioletti). Poco da fare, in qualificazione, per la giavellottista Odile Ngo Ag (23^ con 33.63) e per la lunghista Francesca Micco (25^ con 5.36, vento +0.1). Raul Leoni nelle foto in pagina (Maurizio De Marco): l’oro dell’alto femminile Elena Vallortigara e la marchigiana Chiara Natali, sesta nella finale dei 400 metri. File allegati:
- IL SITO DEI CAMPIONATI



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