E' mancata Paola Zannoni Porisini - Una vita per l'atletica




 

Cari Amici,

purtroppo Paola Zannoni Porisini, una colonna dell'atletica faentina, non è piu' con noi. Alberto Morini, da me sollecitato, ci ha inviato queste righe di ricordo che volentieri pubblichiamo. A nome di tutti noi, desidero ringraziare Paola Porisini per tutto quello che ha dato all'atletica, e desidero ringraziare la sua famiglia per averla "prestata" allo sport. Grazie.

Alberto Montanari

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Il Presidente Regionale Alberto montanari mi ha chiesto di ricordare in poche righe la figura di Paola Zannoni. Lo faccio volentieri, ma lo faccio anche con la consapevolezza che per me si tratta di molto di piu' e molto altro rispetto al ricordo istituzionale. Vi chiedo quindi di perdonarmi. Paola Zannoni, o meglio, la Sig.ra Porisini scuoterebbe la testa nel vedere tutti noi  che l’abbiamo conosciuta adoperarci, inadeguati, per cercare di ricordarla degnamente per quello che ha fatto in oltre cinquant’anni per lo sport, per i giovani e per l’atletica leggera. Sobria, concreta, scontrosa, burbera ma infinitamente più timida di quello che voleva far trasparire. Ha trascorso la sua vita dietro le quinte dell’atletica leggera faentina e non solo, sempre sul campo dal giorno prima di una gara fino al momento di chiudere e smontare. Sempre pronta  a dire "no" quando per tutti gli altri era, ed è tutt’ora, più comodo dire dei facili "si". Se lo sport in Italia esiste è per merito di persone come Paola. Sabato sera il marito, Giacomo, mi ha telefonato per dirmi ciò che temevamo:  si stava spegnendo. Ero a Tallinn, chiuso nell’albergo in una pausa dei Campionati Europei juniores, avrei voluto scappare via. Ho cominciato a fare atletica è lei c’era, ho fatto il presidente dell’Atletica 85 e lei era la mia tesoriera, ho avuto dei figli e lei ci giocava con le stesso amore con cui aveva seguito la sua nipote prediletta.  E’ morta lunedì mattina all’alba a poche ore dalla vittoria di Alberto Rontini dell’oro nella 4x400 juniores, una foglia bellissima di un ramo di un albero le cui radici le appartengono. Un passaggio di un testimone che non deve cadere.

Alberto Morini

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