Domani Bologna ricorda la mitica Valla



Domani ricorre un anno dalla scomparsa di Ondina Valla, una delle più grandi campionesse non solo dell’atletica leggera ma di tutto lo sport italiano. Nella concezione attuale dello sport, dove l’Italia riesce a primeggiare spesso e volentieri nel settore femminile pur a confronto con una concorrenza planetaria, l’esempio di Trebisonda (questo il suo vero nome) rimane indelebile perché prima della Seconda Guerra Mondiale era ancora raro vedere un’atleta italiana dominare in ambito internazionale (il che significa alle Olimpiadi, unico momento quadriennale di autentico confronto fra le migliori forze mondiali dello sport). Curiosamente però, nella gara degli 80 ostacoli, la principale avversaria della Valla era un’altra italiana, Claudia Testoni, a sancire un predominio azzurro che non si sarebbe più ripetuto nell’atletica a questi livelli. Al tempo la popolarità della Valla era enorme, seconda solamente a quella dei calciatori campioni del mondo nel 1934 e 1938. Le sue imprese vennero prese come simbolo dell’ardimento italico sotto il regime fascista. Dopo la conquista dell’oro olimpico la Valla cominciò a risentire di problemi alla schiena che si sarebbero tradotti in una forma di spondilosi vertebrale, ma nel 1937 fu ancora capace di stabilire il primato italiano nel salto in alto con la misura di 1,56, record che sarebbe durato ben 18 anni. Nel 1978 la Valla, trasferitasi a L’Aquila al seguito di suo marito, il chirurgo ortopedico Guglielmo De Lucchi, subì il forte dispiacere per il furto nella sua abitazione della sua medaglia d’oro olimpica di Berlino. Nel 1984 l’allora presidente della Fidal Primo Nebiolo le consegnò una riproduzione fedele all’originale della medaglia trafugata. La Valla, pur lontana dall’atletica nella seconda parte della sua esistenza, non è mai stata dimenticata dal “suo” ambiente né dalla sua città, Bologna, che anzi nel primo anniversario della sua scomparsa ha predisposto una serie di manifestazioni celebrative a cominciare da una mostra biografica dedicata alla sua vita con l’esposizione di quadri, fotografie, filmati, libri e ritagli di giornali fra cui il pettorale n. 343, quello della finale olimpica di Berlino 1936. La mostra è organizzata dal Coni Provinciale di Bologna insieme a Comune e Provincia e nel suo quadro si terrà anche un convegno in Cappella Farnese (Piazza Maggiore) alle ore 16,00 di mercoledì 17 ottobre dedicato alla vita e alla carriera di Ondina Valla rivisitando la sua esperienza e attualizzandola al contesto di oggi. Un giusto tributo a una colonna portante dell’evoluzione dello sport italiano. g.g. Nella foto: la storia immagine della finale degli 80hs di Berlino 1936 con la Valla davanti a tutti (archivio Fidal) File allegati:
- LA SCHEDA DI ONDINA VALLA



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