Doha sprint, la prima volta senza Bolt

22 Settembre 2019

È la prima rassegna globale dopo l'era del giamaicano: Coleman favorito numero 1 nei 100, ma occhio a Gatlin. Staffette, la novità della mista. Tutte le sfide della velocità


 

di Marco Buccellato

Dieci secondi (meno), venti (molto meno), quarantatré e chissà. Le cifre attese delle prove maschili di sprint puro e prolungato ai Campionati Mondiali di Doha (27 settembre-6 ottobre). Meno di undici, meno di ventidue, meno di cinquanta. Sulla giostra del trittico-sprint, le donne ad alta velocità sono carburante per folgorare il cronometro e disputarsi il titolo iridato e le medaglie. Staffette, una garanzia di spettacolo tutto d'un fiato.

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100 metri uomini - Londra 2017 ha lasciato l'oro mondiale agli USA, con Justin Gatlin, a dieci anni dall'ultimo trionfo a stelle e strisce. Nel mezzo, l'era-Bolt. Il 37enne sprinter statunitense è ancora in lizza, in buone condizioni dopo la contrattura patita a Zagabria, pronto a disturbare la freccia Christian Coleman, il favorito. Vecchi leoni come Michael Rodgers e il giamaicano Yohan Blake, il recuperato canadese De Grasse e i top sprinter africani Simbine e Oduduru sono attori che aspirano a una finale da ricordare. Oriente: in rialzo le quotazioni del cinese Xie, stabili quelle del connazionale Su e del giapponese Sani Brown. Sud America con il brasiliano Paulo André de Oliveira prima scelta. Europa: Zharnel Hughes oro continentale, Jimmy Vicaut per una Francia mai a medaglia nei 100 sul palcoscenico mondiale, Filippo Tortu e Marcell Jacobs per provare a forare il muro dei 10 secondi.
Azzurri in gara: Marcell Jacobs, Filippo Tortu

200 metri uomini - Sul cammino del campione del mondo Ramil Guliyev gravita l'ombra velocissima di Noah Lyles. Il formidabile statunitense è l'indiziato n. 1 per riportare l'oro iridato in patria dopo dodici anni, in un team che ha in forza ancora Coleman e la novità Bednarek. Andre De Grasse moltiplica distanza, e chance di podio, per due. Un ecuadoriano, Quinonez, e le eccellenti individualità british di Francis, Gemili e ancora Hughes, sono i motivi per una medaglia sui 200 mai vista per il paese sudamericano, e per una che latita in UK dai tempi di John Regis.
Azzurri in gara: Fausto Desalu, Antonio Infantino

400 metri uomini - Senza il primatista del mondo Van Niekerk, spettacolo in ogni caso garantito per la seria candidatura al titolo dello statunitense Michael Norman, battuto però ai Trials in una gara straordinaria da Fred Kerley. L'ipotesi all-USA sul podio, seppur remota, non appare impossibile. Caribe in gran spolvero, con il ritorno alla miglior condizione del bahamense Steven Gardiner (argento due anni fa), il buonissimo rientro della stella di Grenada Kirani James, e il compasso del giamaicano Bloomfield. Una delle gare con più quesiti: dopo le fatiche dei 400hs, potrebbero cercare altre vie di gloria sia Warholm che Samba, ed è iscritto anche la stella del Qatar Haroun, terzo a Londra ma mai in pista quest'anno. In chiave europea, il campione di Berlino Hudson-Smith e l'azzurro primatista italiano Davide Re per dar spazio al vecchio continente.
Azzurri in gara: Davide Re

Staffetta 4x100 uomini - Il sunset boulevard di Londra ha lasciato l'immagine in mondovisione del Bolt ferito, e quella del primo trionfo della Gran Bretagna al Mondiale con gli USA bruciati sul traguardo. Il quartetto a stelle e strisce, al netto delle tante aspettative venute meno (solo due argenti nelle ultime cinque finali iridate), e con un ipotetico dream-team (Rodgers, Gatlin, Coleman e Lyles), punta dritto all'oro. Team collaudatissimi, in grado di competere fino in fondo, sono il Canada e il Brasile, un po' meno la Giamaica, le fortissime squadre d'Oriente di Giappone e Cina, e una bella fetta d'Europa: britannici ancora da preferire, Olanda con meccanismi da pilota automatico, Italia con finale nel mirino.
Azzurri convocati: Federico Cattaneo, Fausto Desalu, Antonio Infantino, Marcell Jacobs, Davide Manenti, Roberto Rigali, Filippo Tortu

Staffetta 4x400 uomini - Il continente americano domina da sette edizioni: a Londra, la striscia di sei ori USA è stata interrotta dalla gara della vita della formazione di Trinidad. Con la Giamaica, sono ancora questi tre quartetti i favoriti per il podio. Fosse al completo, il team del Qatar potrebbe fare paura con Samba e Haroun al 100% e al via. Europa con Gran Bretagna più Belgio, Italia capofila europea con la bellissima rappresentazione corale di Bydgoszcz.
Azzurri convocati: Vladimir Aceti, Daniele Corsa, Matteo Galvan, Brayan Lopez, Davide Re, Edoardo Scotti, Michele Tricca

100 metri donne - A dieci anni dall'oro berlinese, Shelly-Ann Fraser-Pryce è ancora sulla breccia per un posto nella leggenda, con un quarto titolo mondiale da accoppiare ai due olimpici. Sulla sua strada, l'altra giamaicana Elaine Thompson che porta in dote il titolo olimpico e una rivalità esplosa ancora quest'anno con la favolosa finale dei Trials di Kingston (10.73 per entrambe). In un'annata con le sprinter USA non velocissime, e con l'iridata in carica Bowie ancora sul filo della scelta 100-lungo, il piccolo tratto di 100 metri potrebbe diventare un'autostrada per la coppia giamaicana se non fosse per Dina Asher-Smith, la gazzella della periferia londinese, che ha l'esplosività e un assetto formidabile negli ultimi trenta metri per fare piazza pulita delle avversarie. Quarta scelta, argento a Londra ma con meno turbo quest'anno, l'ivoriana Ta Lou.

200 metri donne - Il programma di Doha prevede batterie e semifinali dei 200 e 400 donne ravvicinatissime. Questo il motivo per cui la strepitosa Shaunae Miller-Uibo ha optato per i 400 metri. La rinuncia della bahamense riduce così il campo favorite dei 200 a una fotocopia di quello dei 100 metri, con l'aggiunta di Dafne Schippers e della nigeriana Okagbare da tener presenti per una medaglia. Sempre la coppia Thompson e Fraser-Pryce, ancora la britannica Asher-Smith che ha già fatto l'uno-due sensazionale all'Europeo di Berlino, terreno fertile anche per la Ta Lou e appunto la Okagbare come top africane, l'olandese Schippers che sulla distanza doppia ha migliori possibilità che sui 100. Oggetto misterioso, Aminata Seyni del Niger, un portento sui 400 ma iscritta sul mezzo giro. Stati Uniti: a dieci anni dall'ultimo oro (con Allyson Felix) l'aria non sembra quella di un ritorno al successo. La più veloce tra le iscritte è la Annelus, ma terza ai Trials.
Azzurre in gara: Gloria Hooper

400 metri donne - È la gara di Shaunae Miller-Uibo, olimpionica sulla distanza e favorita. A Londra, si inceppò quasi sul traguardo dopo uno start troppo veloce, dando via libera all'impronosticabile Phyllis Francis, alla gazzella del Bahrain Salwa Eid Naser e all'ultimo podio individuale di Allyson Felix. A Doha, sarà ancora la Naser, uno spettacolo di leggerezza, a portare le maggiori insidie alla bahamense. Delle statunitensi, la meno nota ma più in trend di crescita è la nativa di Haiti Jonathas, prima anche a Minsk in Europe vs USA. Giamaica con le collaudatissime Jackson e McPherson, volti già noti sul podio dei campionati del mondo.
Azzurre in gara: Maria Benedicta Chigbolu

Staffetta 4x100 donne - A Londra vinse il team USA, che in staffetta può avere semaforo verde per il podio rispetto alle minori chance di quest'anno, sulla carta, nelle volate individuali. Chi è volato sul serio, finora, sono state le velociste della Germania, che con Olanda e Svizzera tengono benissimo botta, in quota Europa, alle fibre muscolari del continente americano, dove la Giamaica è ancora la miglior espressione, vantando nel team sempre la coppia regina Thompson e Fraser-Pryce. Come su 100 e 200, la bomba a tempo Gran Bretagna può fare la differenza con Dina Asher-Smith. Senza di lei, gran gara a Londra due mesi fa a un centesimo dalla giamaicane.
Azzurre convocate: Anna Bongiorni, Zaynab Dosso, Johanelis Herrera, Gloria Hooper, Alessia Pavese, Irene Siragusa

Staffetta 4x400 donne - Le ragazze degli Stati Uniti, a parte il secondo posto di Pechino 2015, vincono l'oro da Osaka 2007 con un totale di otto medaglie d'oro in sedici edizioni. Imprescindibile la scelta degli USA nel novero delle favorite per l'oro, c'è profumo di medaglia per la solita Giamaica e per la fortissima Polonia. Tra le migliori iscritte, anche la Gran Bretagna (sul podio mondiale e olimpico per quattro volte di fila dal 2013) e il quartetto azzurro d'Italia, terzo nelle World Relays di Yokohama e nell'Europeo a squadre di Bydgoszcz.
Azzurre convocate: Rebecca Borga, Maria Benedicta Chigbolu, Ayomide Folorunso, Raphaela Lukudo, Alice Mangione, Marta Milani, Giancarla Trevisan

Staffetta 4x400 mista - Sedici squadre per la prima volta della 4x400 mista, che darà a Doha le prime medaglie e, probabilmente, anche un record mondiale, che sarà il primo crono inferiore all'attuale world best di 3:13.20, in carico agli Stati Uniti dal 2016. Proprio il team USA, ancora una volta, è favorito per il titolo, con il contraltare continentale della Giamaica e un'Europa presente su larga scala (otto squadre su sedici), che ha cartucce importanti per Belgio Polonia. Quarta nelle World Relays di Yokohama, l'Italia c'è. Kenya per l'Africa (terzo a Yokohama), Asia con il Bahrain punta di alto profilo.

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