Doha, dodici azzurri nella prima giornata

25 Settembre 2019

Venerdì 27 settembre al via i Mondiali: batterie per Tortu e Jacobs nei 100, Crippa sui 5000, qualificazioni per Trost-Vallortigara nell’alto. Ecco le startlist


 

Dodici azzurri in gara nella prima giornata dei Mondiali di Doha, in Qatar, venerdì 27 settembre. Ad aprire il programma sarà la martellista Sara Fantini, bronzo europeo under 23, inserita nel gruppo A di qualificazione alle 16.40 ora locale (15.40 in Italia). Per andare avanti è richiesta l’impegnativa misura di 72 metri esatti, altrimenti una posizione tra le migliori dodici della classifica. Alle 16.30 italiane scatta la prima esperienza iridata anche per Roberta Bruni, alle prese con il turno eliminatorio del salto con l’asta. Non è meno ostico il suo compito: pass diretto con 4,60 ma in ogni caso le “top 12” avranno un posto in finale. Sulla pista dello stadio Khalifa scenderà quindi Eleonora Vandi, al via nella sesta e ultima batteria degli 800 metri alle ore 16.55 italiane: in semifinale troveranno spazio le prime tre, con recupero di sei crono delle atlete inizialmente escluse.

Attesa per le batterie dei 100 metri, alle 17.05 italiane, che vedranno ai blocchi di partenza Marcell Jacobs e il recordman nazionale Filippo Tortu. La composizione sarà resa nota dopo il turno preliminare delle ore 15.30, che non riguarda gli sprinter italiani. In pedana alle 17.40 nel salto in alto Alessia Trost, bronzo mondiale indoor nel 2018, ed Elena Vallortigara. Entrambe sono chiamate a superare la quota di 1,94 per la qualificazione automatica, in una progressione che prevede nell’ordine anche 1,70-1,80-1,85-1,89-1,92. Sempre nei salti, ma nel triplo maschile alle 18.25, in gara l’unica “matricola” della spedizione: il non ancora ventenne Andrea Dallavalle, terzo in questa stagione agli Europei under 23. La misura che darà sicuramente la finale è 17,10.

Si prosegue con il mezzofondo e il turno eliminatorio dei 5000 metri. Nella prima batteria alle 18.45 sarà schierato Yeman Crippa, bronzo continentale dei 10.000 nella scorsa estate a Berlino, che affronterà subito alcuni big della specialità: il campione mondiale in carica Muktar Edris, l’altro etiope Selemon Barega, il baby-fenomeno norvegese Jakob Ingebrigtsen che ha vinto il titolo europeo, ma anche Birhanu Balew (Bahrain) e il canadese Mohammed Ahmed. Poco dopo toccherà all’esordio iridato per l’azzurro Said El Otmani, con altri protagonisti annunciati come gli etiopi Telahun Haile Bekele e Abadi Hadis, oltre allo statunitense argento olimpico e bronzo mondiale Paul Chelimo. Passano i migliori cinque, con ripescaggio di cinque tempi. Il primo dei 49 titoli in palio sarà nella maratona femminile: partenza alle 22.59 ora italiana e in gara 69 atlete, iscritte le azzurre Sara Dossena e Giovanna Epis.

ADATTAMENTO - Il caldo, l’afa, la cappa di umidità: è il primissimo impatto con i Mondiali di Doha. Quasi 40 gradi di giorno, oltre trenta in tarda serata quando partiranno maratone e gare di marcia, forte sbalzo di temperatura nell’entrare e uscire dagli hotel, con l’effetto appannamento degli occhiali che ne è il segno più tangibile e la felpa da tenere sempre a portata di mano. È iniziato tra ieri e oggi, per tutti, non soltanto per gli azzurri, l’adattamento alle condizioni climatiche nelle quali si svolgerà la rassegna iridata.

Una buona parte della Nazionale è già arrivata tra i grattacieli di Doha, in particolare gli atleti che gareggeranno nelle prime giornate e che hanno iniziato a confrontarsi con il campo di allenamento del Qatar Sports Club, non lontano dall’hotel Ezdan che ospita la squadra e numerose altre delegazioni. Nel pomeriggio, gli azzurri guidati dal direttore tecnico Antonio La Torre si sono affacciati per la prima volta nel suggestivo stadio Khalifa: una sgambata per alcuni, per altri la prova delle partenze dai blocchi con gli starter, altri ancora a scoprire le pedane sulle quali salteranno o lanceranno, e poi qualche selfie da postare sui social, sempre senza perdere la concentrazione per l’evento iridato che scatta venerdì 27 settembre. Tanta emozione, ma anche tanta consapevolezza e orgoglio di vestire la maglia azzurra in un contesto che più competitivo non c’è: 209 nazioni.

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Filippo Tortu (foto Colombo/FIDAL)


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