Doha, Salvagno OK, Scarpellini quasi



Alla vigilia, probabilmente avrebbe firmato per questo piazzamento. Ma a conti fatti, ad Elena Scarpellini, il nono posto nella qualificazione dell'asta ai Mondiali indoor di Doha (con 4,35, superato alla prima prova) va davvero stretto. A decidere, l'errore commesso nel primo tentativo a 4,20, considerato che la tedesca Kristina Gadschiew, ultima ad essere ammessa alla finale di domenica, passa sempre con 4,35, ma grazie al fatto di aver superato i 4,20 senza prove nulle. Una piccola beffa per la bergamasca (prima delle escluse con la britannica Kate Dennison), che cade ma nel migliore dei modi, considerata la buona prova complessiva. Curiosità: era stata sempre la Gadschiew, lo scorso anno ai Mondiali outdoor di  Berlino, a qualificarsi per ultima alla finale: prima delle escluse, con la stessa misura di 4,50, l'azzurra Anna Giordano Bruno..."No, non sono contenta, sono arrabbiata - racconta la Scarpellini in zona mista - sono arrivata a un niente dalla qualificazione ad una finale mondiale, mi è scappata via per un soffio. Avrei dovuto fare 4,45, il secondo tentativo era quello giusto, poi, per l'ultimo salto, ho scelto di cambiare asta ma non sono riuscita a salire come prima. Peccato. Quest'anno, grazie al mio club, l'Aeronautica, ho cambiato davvero tante cose: sono stata pendolare tra Roma, alla caserma delle Fiamme Gialle, all'Infernetto, dove ho lavorato con Manuel Margesin, e poi alla Scuola di Formia, con Potapovich. Continuerò così, dividendomi tra il lavoro quotidiano e i raduni. Spero di abbattere presto questo "muretto" dei 4,50".

Passa invece il turno, e con grande soddisfazione, Maria Aurora Salvagno nei 60 metri piani. E' quarta nella sua batteria, con 7.41, e guadagna il passaggio alla semifinale di domenica pomeriggio. Il tempo conclusivo è discreto, ma va letto alla luce dei diversi errori commessi dalla sarda, reattiva allo sparo ma poi poco produttiva in accelerazione. "Sono molto contenta, perché se ho fatto 7.41 in questo modo, vuol dire che posso correre un decimo meglio di così. Sto molto bene, e credo di averlo dimostrato. La pista è veloce come piace a me, spero di migliorare il mio personale di 7.34, sarebbe un traguardo per me". Davanti a lei, nella batteria, la pluridecorata giamaicana Veronica Campbell-Brown, in 7.21, seconda nel turno alla sola Laverne Jones Ferrette (Isole Vergini), già capace di 7.14. L'appuntamento con la semifinale è per le 16 (le 14 italiane) di domenica.

Negativa invece la prova di Christian Obrist nei 1500 metri. L'altoatesino ha chiuso al settimo e ultimo posto la sua semifinale, chiudendo staccato dai primi dopo aver provato a restare nelle posizioni di testa per almeno due terzi di corsa. Il tempo conclusivo di Obrist è un mediocre 3:46.33. Difficile ipotizzare un approdo alla finale (sarebbe stato necessario correre dalle parti del recente primato personale, intorno ai 3:39), ma certo tra le tante possibili modalità di eliminazione, questa non è tra le più felici.

m.s.

Nella foto, Elena Scarpellini in azione a Doha (Giancarlo Colombo/FIDAL)

File allegati:
- Le fotografie da Doha /Photos from Doha



Condividi con
Seguici su: