Doha, Fofana avanti: è in semifinale nei 110hs

30 Settembre 2019

L'ostacolista qualificato con 13.49, eliminati Hooper (200), Chigbolu (400) e Perini (110hs). Out anche Desalu nella semifinale dei 200 (20.73). Alto: Lasitskene oro a 2,04, stessa quota della Mahuchikh record del mondo U20

Giornata interlocutoria per gli azzurri ai Mondiali di Doha. Guadagna il passaggio del turno solo l'ostacolista Hassane Fofana, promosso alle semifinali dei 110hs con il tempo di 13.49 (vento +0.2). Eliminati gli altri quattro atleti italiani impegnati: Lorenzo Perini nei 110hs (13.70, v. -0.5), Mariabenedicta Chigbolu nei 400 metri (52.63), Gloria Hooper nei 200 (23.33, +0.4), ed Eseosa Desalu nelle semifinali dei 200 (20.73, +0.1). Nelle finali della serata, grande duello nell'alto femminile con Mariya Lasitskene a 2,04, stessa misura della nuova stella ucraina, la 18enne Yaroslava Mahuchikh, al record del mondo under 20. Trionfa anche il norvegese Karsten Warholm nei 400hs (47.42), secondo titolo mondiale di fila come per l'etiope Muktar Edris nei 5000 (12:58.85). Assolo della keniana Beatrice Chepkoech (8:57.84) nei 3000 siepi, sorpresa Uganda negli 800 grazie ad Halima Nakaayi (1:58.04). Nel disco maschile lo svedese Daniel Stahl rispetta il pronostico: 67,59 per l'oro. 

LE GARE DEGLI AZZURRI

200 metri uomini - semifinali - Il sogno di avere un altro finalista mondiale nello sprint dopo Filippo Tortu resta, purtroppo, tale. Eseosa Desalu conclude al settimo posto la sua corsa in semifinale, con un 20.73 che non lascia molto spazio all'immaginazione. La seconda corsia, frutto del ripescaggio come ultimo tempo dalle batterie di ieri, non è il luogo più comodo per provare a crescere, ma non può certamente essere considerata il problema. L'azzurro reagisce bene allo sparo (0.154), anche se poi non riesce ad accelerare come vorrebbe; questo lo porta inevitabilmente prima a forzare nella seconda metà della curva, poi a pagare dazio nel finale. Noah Lyles dà spettacolo, correndo, nella semifinale di Desalu, in 19.86. L'ultimo dei tempi di ripescaggio è il 20.20 del canadese Aaron Brown (che fa doppietta di finali come il connazionale De Grasse, 20.08), ma il peggior tempo assoluto di ammissione è il 20.24 che regala al trinidegno Greaux la Q maiuscola della terza semifinale. Tra gli eliminati illustri, il giamaicano Yohan Blake e il britannico Zharnel Hughes.

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110hs - batterie - Dei due azzurri impegnati nel primo turno delle barriere alte, Hassane Fofana e Lorenzo Perini, il primo riesce nell'impresa, mentre il secondo deve arrendersi e salutare il Mondiale. Un risultato che premia il bergamasco, miglior tempo di ripescaggio (13.49, +0.2), e lascia a terra il milanese, fuori con un 13.70 (-0.5) comunque discreto. Fofana si batte bene in una batteria difficile. Il campione olimpico di Rio 2016 e mondiale di Londra 2017, il giamaicano Omar McLeod, se la aggiudica nettamente in 13.17 (+0.2); alle sue spalle, la consueta bagarre, dalla quale escono prima il cipriota Trajkovic (13.37), poi il sudafricano Alkana (13.41), lo statunitense Allen (13.46), e infine l'azzurro, che seppure quinto, non va lontano, con 13.49, dal suo fresco primato personale (13.44). Quando arriva il momento di Perini, Fofana ha ancora il miglior tempo di potenziale ripescaggio; al suo compagno basterebbe un quinto posto con 13.59 per andare in semifinale. Perini non riesce però a trovare la giusta ritmica tra le barriere, e chiude in 13.70 (-0.5), sesto. Il 13.15 dello spagnolo Ortega è il miglior crono del round. 

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400 metri donne - batterie - Una prova abbastanza incolore mette la parola fine al Mondiale di Mariabenedicta Chigbolu, almeno in chiave individuale. La romana si spegne come una candela sul rettilineo conclusivo, senza riuscire a trovare le energie necessarie a chiudere al meglio il suo giro di pista. I primi trecento metri filano via bene, forse anche troppo, ma quando si accede sulla retta finale, la Chigbolu, fino a quel punto in piena lotta per la promozione diretta, si ritrova senza corrente, e scivola via via verso il fondo della gara. Il 52.63 che le viene attribuito (settimo posto nella batteria vinta dalla polacca Baumgart in 51.34) non lascia spazio nemmeno alla speranza di essere ripescata con i tempi. Crono più veloce del turno è il 50.57 della statunitense Wadeline Jonathas, anche se l'impressione migliore la destano Salwa Eid Naser, 50.74, e soprattutto Shaunae Miller-Uibo, 51.30, entrambe apparse con margini davvero ampi. L'ultimo tempo di ammissione alla semifinale è il 51.85 della cubana Gomez.

200 metri donne - batterie - Niente da fare per Gloria Hooper. Il 23.33 (vento: +0.4 m/s) con cui la veneta taglia il traguardo non è sufficiente per la promozione alla semifinale. Le big sfrecciano come saette sulla pista del Khalifa (Dina Asher Smith, nella serie dell'azzurra, per fare un esempio, corre rilassata in 22.32), ma sono diversi anche i PB, a testimonianza del fatto che le condizioni sono eccellenti. La Hooper però non riesce a scuotersi, e finisce eliminata. Peccato, perché i tempi di ripescaggio sono abbastanza alla portata: l'ultima ad essere ammessa è la tedesca Wessolly, con 23.10. La Asher-Smith prenota l'oro: a parte la sensazione data oggi nel primo round, contano anche le assenze: non si presentano al via né l'olandese Dafne Schippers (infortunata, non ha corso nemmeno la finale dei 100 di ieri sera), né l'ivoriana Marie-Josée Ta Lou.

LE FINALI DELLA SERATA

L'alto donne, come da previsione, è la gara copertina: l'oro se lo prende la russa Mariya Lasitskene (2,04: nessun errore da 1,84 fino alla misura della vittoria), ma le ovazioni sono tutte per la medaglia d'argento, la 18enne ucraina Yaroslava Mahuchikh, che è seconda con la stessa misura della russa, 2,04, ovvero la cifra del record del mondo junior, migliorato dopo oltre 33 anni (precedente: 2,01, Olha Turchak, URS, realizzato a Mosca il 7 luglio 1989) e per ben due volte, dopo il salto riuscito a quota 2,02. Bronzo alla statunitense Vashti Cunningham, 2,00. L'ucraina Levchenko, anche lei capace di superare i due metri, è battuta per il conteggio degli errori.

A circa mezz'ora dal via dei 5000 metri, lo stadio Khalifa, fino a quel punto praticamente deserto, si popola di migliaia di persone. Per la maggior parte etiopi, con maglie e bandiere del proprio paese. La gara viene seguita in un frastuono che è diventato bolgia quando, a 150 metri dal traguardo, Barega ed Edris superano Jakob Ingebrigtsen, fino a quel momento capofila. A sorpresa, l'oro va a Muktar Edris (12:58.85), che bissa il successo di due anni fa a Londra, e brucia allo sprint il connazionale (12:59.70), concludendo un ultimo mille da poco meno di 2:25 (!). Bronzo al canadese Mohamed Ahmed (13:01.11), mentre Ingebrigtsen, ultimo dei tre fratelli a rimanere della partita (dopo il ritiro di Filip a 500 metri dal termine, e con Henrik staccato dopo pochi giri), termina al quinto posto, in 13:02.93.

Emozioni anche nei 3000 siepi: trionfa Beatrice Chepkoech, la dominatrice della specialità, con una classica corsa "gun to tape", in testa dal primo all'ultimo metro. Dopo un folle 2:52 al primo mille, la keniana termina in 8:57.84, davanti alla statunitense Emma Coburn (9:02.35) e alla sorprendente tedesca Gesa Felicitas Krause, bronzo con il record nazionale di 9:03.30 (seconda prestazione europea di sempre). La sorpresa della serata arriva dalla finale degli 800 metri donne: se la aggiudica l'ugandese Halima Nakaayi (1:58.04), che beffa sul rettilineo conclusivo la statunitense Ajee Wilson, alla fine terza, superata anche dalla connazionale Raevyn Rogers. Disco uomini al favorito della vigilia: lo svedese Daniel Stahl, che si afferma con 67,59. Podio completato dal giamaicano Dacres (66,94) e dall'austriaco Weisshaidinger (66,82).

Chiusura con la gara più attesa: la finale dei 400 ostacoli uomini. Il norvegese Karsten Warholm, a soli 23 anni, si conferma sul trono mondiale, aggiudicandosi, due stagioni dopo l'oro di Londra, il titolo iridato con 47.42. A completare il podio più pronosticato, lo statunitense Rai Benjamin (47.66) e il qatarino Abderrahman Samba (48.03). 

m.s.

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