Di Martino in finale, è un raggio di sole




 
Il raggio di sole nella grigia mattinata dei Mondiali di Mosca lo porta Antonietta Di Martino, qualificandosi per la finale del salto in alto con la misura di 1,93, suo primato stagionale. La napoletana ha chiuso al settimo posto la prova di qualificazione, relegando tra le eliminate numerose avversarie di primo livello (Mendia, Acuff, Green, per fare un tris di nomi). A risultare decisivo, il fatto che la Di Martino abbia superato l’1,93 alla prima prova, al contrario della ltre approdate a questa misura, la statunitense Howard (ottava), la spagnola Mendia (nona), la ceca Strakova (decima). Il cammino dell’azzurra è stato privo di errori a 1,81 e poi a 1,86; l’1,90 è stato superato alla seconda prova, mentre pe valicare l’1,93, come detto, è stato necessario un solo tentativo. A 1,96, la Di Martino ah collezionato almeno due salti buoni, senza però ruscire nell’impresa: “Ma soprattutto nel primo – commenta l’azzurra – ero davvero riuscita ad andare di là. Sento che posso farlo, e ci proverò in finale. Domani voglio fare una gara di livello, non voglio che sia come la finale mondiale di Edmonton 2001, quando non combinai nulla di buono (fu dodicesima, ndr)”. Da allora, per la salernitana (è nata a Cava de’ Tirreni), una interminabile sequenza di infortuni, compreso uno strappo muscolare, e la ricostruzione dei legamenti della caviglia sinistra, quella di stacco: “Li ha ricostruiti nel 2003 il professor Benazzo, che devo ancora ringraziare pubblicamente, non ho mai avuto modo di farlo. Poi il grazie va alla Federazione e alle Fiamme Gialle, che hanno continuato a credere in me”. La sequenza di eliminazioni in casa Italia è proseguita nella tarda mattinata, coinvolgendo due nomi illustri, Fabrizio Donato e Paolo Camossi. Il primo, soprattutto, che si presentava con la seconda misura al mondo quest’anno, è da considerare una sorpresa in negativo. Esce con un 16,35 (serie: 16,35; N; N) che gli vale appena il decimo posto nel suo gruppo di qualificazione. Per Camossi, stesso discorso, solo che la misura conclusiva è un piccolissimo 15,96. m.s. Nella foto in alto, Antonietta Di Martino; in basso, Fabrizio Donato, entrambi in azione a Mosca (Giancarlo Colombo per Omega/FIDAL) File allegati:
- Il sito della Fedrazione Mondiale



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