Desalu sprint: “Orizzonte Tokyo”

20 Novembre 2020

Dopo un 2020 con il secondo crono d’Europa, il velocista punta alle Olimpiadi: “Correre forte nei 200 per avvicinare il muro dei venti secondi. E mi aspetto molto anche dalla 4x100”

di Luca Cassai

Obiettivo 2021 per Fausto Desalu. Lo sprinter azzurro ha ricominciato la preparazione in vista della stagione olimpica, dopo essersi confermato tra i migliori velocisti in Europa: secondo tempo dell’anno sui 200 metri a livello continentale con 20.35. Ma in tutto il 26enne delle Fiamme Gialle è riuscito a scendere tre volte sotto i 20.40: “Ho dimostrato una consistenza che non avevo in passato, malgrado la pandemia e le difficoltà durante il lockdown. La gara più bella del 2020? Dal punto di vista tecnico, quella del primato stagionale nel duello con Noah Lyles in Ungheria, a Szekesfehervar, dove ho cercato di tenere testa al campione del mondo per tre quarti di corsa”. Con un sogno nel cassetto, anzi due. “Queste Olimpiadi sono il mio obiettivo da sempre, da almeno otto anni. Non solo i Giochi in generale, ma proprio l’edizione di Tokyo, perché avrò l’età giusta per affrontarla al top. Ho grandi aspettative dalla prova individuale, ma anche nella staffetta 4x100 sono sicuro che possiamo dire la nostra con atleti del calibro di Filippo Tortu e Marcell Jacobs, oltre a Federico Cattaneo e Davide Manenti che hanno firmato il record italiano ai Mondiali di Doha, insieme a tutti gli altri che proveranno a farsi notare per un posto in squadra. C’è un bel movimento”. E nei 200 metri l’ambizione di un piazzamento di prestigio va di pari passo con il crono. “Per abbattere finalmente quella barriera dei venti secondi che mi divide dai migliori al mondo. È molto difficile, ma sto facendo di tutto per riuscirci e sarebbe il coronamento di una carriera”. Da quando è sfrecciato in 20.13 agli Europei di Berlino nel 2018, diventando il secondo azzurro di ogni epoca alle spalle soltanto della leggenda Pietro Mennea, “è tutto finalizzato a questo muro, con sempre maggiore convinzione”.

PRIMI TEST - Da più di un mese il finanziere di Casalmaggiore (Cremona) è di nuovo in pista, con il “restart” a metà ottobre. “Ho fatto alcuni test, a un anno esatto di distanza nello stesso periodo, e sono decisamente migliorato in tutto: nel salto in lungo da fermo, nel triplo e negli stacchi. È chiaro che non sono al massimo, perché dovrò esserci a luglio. Mi sto concentrando sulla forza per irrobustire la parte alta delle braccia, senza perdere la mia qualità principale che è l’elasticità. E senza tralasciare la tecnica di corsa: 30-40 metri di accelerazione, che è il mio punto debole, poi sprint sui 70 metri ed esercizi di coordinazione.

BINOMIO - Ormai è la terza stagione di lavoro a Parma con Sebastian Bacchieri: “Un coach giovane - commenta Desalu - che non smette mai di confrontarsi con tecnici più esperti e di imparare. In questo periodo mi alleno nelle ore centrali della giornata per evitare il freddo, utilizzando anche una palestra e il palazzetto indoor grazie alla disponibilità del Cus Parma. Nel 2020 si sono iniziati a vedere i risultati dopo essermi abituato al nuovo metodo. C’è fiducia reciproca e sono riuscito fare una discreta stagione. Dopo aver trovato la rotta giusta, siamo pronti per preparare bene le Olimpiadi”.

2020: LYLES E DIAMOND - “In definitiva sono soddisfatto degli ultimi risultati e in un anno così particolare ci siamo permessi di sperimentare, trovando obiettivi minimi”. Come il personale sui 100 metri (10.29 a Savona) nella prima parte di stagione. Poi il mezzo giro di pista: “Il secondo posto in Europa è ‘tanta roba’. A quattro giorni dalla vittoria di La Chaux-de-Fonds in 20.36, ho tolto un centesimo (20.35) al meeting ungherese con Lyles che ha una marcia in più, ma non mi sono irrigidito e ho continuato a correre come so fare. Non vedo l’ora di ripetere confronti come questo, che mi ha dato una grossa carica”. Per chiudere con il successo in Diamond League a Bruxelles: “Dopo essere rimasto tre giorni a casa con la febbre nel weekend precedente e perciò quasi fermo, pensavo andasse molto peggio, invece ho stampato un 20.39. D’accordo, non c’erano avversari di primissimo piano, ma neppure da sottovalutare come il britannico Richard Kilty che mi aveva battuto agli Europei a squadre dell’anno scorso. Vuol dire che la condizione era davvero alta in quel momento. L’unico rammarico è di non aver fatto un crono a ridosso dei venti secondi e quindi del personale. Ma ho il 2021 per dimostrarlo”.

TUTTO PER TOKYO - “Ogni scelta è in funzione dei Giochi. Anche nel 2021 non prevedo di gareggiare indoor e in quel periodo sarebbe importante svolgere gli allenamenti al caldo, come l’anno scorso quando ero stato a Catania nel mese di gennaio e in Portogallo a marzo, con riscontri molto positivi, ma ovviamente dovremo valutare la situazione in base all’andamento della pandemia. Il debutto potrebbe essere all’aperto, probabilmente ad aprile, per mettermi alla prova sui 100 metri in vista delle World Relays (1-2 maggio a Chorzow, in Polonia). Poi mi piacerebbe fare una o due gare a maggio nei 200 in Diamond League”. Anche per migliorare il ranking che sarà valido per la qualificazione olimpica, in alternativa all‘impegnativo minimo (20.24).

STEP BY STEP - A lungo termine c’è già un appuntamento da fissare: gli Europei di Roma nel 2024. “Un grande evento in casa diventa ancora più importante. Mi esalto con lo stadio pieno e spero che potrà esserlo in quell’occasione. Ma voglio andare per gradi, un passo alla volta. Pensare intanto al prossimo anno. Oppure, meglio ancora, al prossimo allenamento: tutti i dettagli vanno sempre curati al massimo”.

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