Desalu agli Europei: ''Non chiamatemi Faustino''

02 Luglio 2016

Il 22enne campione italiano assoluto dei 200 metri con un sorprendente 20.31 si racconta alla vigilia della partenza per Amsterdam

di Alessio Giovannini

Ha una faccia simpatica, ma non chiamatelo Faustino. Che non sia più un ragazzino Eseosa "Fausto" Desalu l'ha già fatto vedere domenica scorsa agli Assoluti di Rieti: 20.31 sui 200 metri, terzo azzurro di sempre dopo Pietro Mennea (19.72) e
Andrew Howe (20.28). Un metro e 79 per 69 chili, il velocista delle Fiamme Gialle nato 22 anni fa a Casalmaggiore (Cremona) ha le idee chiare: "Mennea e il suo incredibile record saranno per sempre un mito soprattutto per chi come me ha scelto il mezzo giro di pista. La mia passione per l'atletica, però, è esplosa quando avevo 13 anni".

In che modo?
"Era l'agosto del 2007 e invece di pensare ai compiti delle vacanze ero incollato alla tv a vedere i Mondiali di Osaka. La finale del lungo con Howe che vince l'argento e fa il primato italiano mi ha gasato tantissimo".

E poi?
"Fino a 17 anni ho abitato Breda Cisoni, una frazione di Sabbioneta dove ho fatto le prime garette e ho tutti gli amici con cui sono cresciuto. Per il resto ci hanno pensato il prof. Carlo Stassano e l'Atletica Interflumina ad aiutarmi trovare la mia strada in questo meraviglioso sport sotto la guida tecnica di Gian Giacomo Contini".

Oggi tra te e quel 20.28 che incoronò Andrew campione del mondo junior nel 2004, ci sono appena 3 centesimi sui 200 metri.
"Onestamente non mi dispiacerebbe riuscire a rosicchiare qualche altro centesimo. Non penso che sia una missione impossibile, magari Amsterdam potrebbe essere l'occasione giusta".

In Olanda, intanto, ti presenti con il quinto tempo dell'anno tra gli iscritti. Sarà il tuo secondo Europeo dopo la semifinale di Zurigo 2014.
"Le liste stagionali non sono un oracolo.

In una manifestazione del genere tutti sono agguerriti e pronti a migliorarsi. Me compreso. Non ho intenzione di farmi intimorire da niente e da nessuno. Prima degli Assoluti, il mio personale era proprio il 20.55 della batteria di Zurigo in cui ero mi ero ritrovato in mezzo a due big come Adam Gemili e Churandy Martina. Vedremo stavolta come andrà a finire, senza dimenticare l'impegno con la 4x100, importantissimo soprattutto in ottica Rio. Scusate, ma non ci posso credere che sono qui a parlare di Olimpiadi!"

A Rieti, hai impressionato anche per il 20.64 in assoluta scioltezza della batteria, il tuo terzo miglior crono su 57 gare in carriera.
"Quella del Guidobaldi è una pista magica dove agli Europei Juniores del 2013 sono arrivato quinto nei 200 e poi abbiamo preso anche il bronzo con la 4x100. Agli Assoluti non volevo sprecare troppe energie in batteria e così ho alzato il piede dall'acceleratore a 50 metri dal traguardo. Non me l'aspettavo proprio di essere andato così forte".

Questo è il Desalu atleta, ma chi è Fausto fuori dalla pista?
"Vivo a Casalmaggiore con mia madre Veronica che mi ha cresciuto da sola, mio padre, invece, in ventidue anni l'avrò visto al massimo due o tre volte. I miei genitori sono entrambi nigeriani e così, anche se io sono nato in Italia e in Nigeria non ci ho mai messo piede, ho dovuto aspettare di diventare maggiorenne per ottenere la cittadinanza a febbraio del 2012. Ho anche una sorella di 27 anni che si chiama Francesca e sta a Verona".

Nella tua città, e non solo, in tanti fanno il tifo per te.
"Mamma è la mia prima fan, ma nella vita devo tantissimo anche a Rita e Roberto. Li chiamo nonni perchè per me rappresentano davvero una seconda famiglia. Abbiamo un legame speciale e da un paio d'anni loro figlio Cristiano è anche il mio fisioterapista.

Volete sapere qual è stata la mia fortuna più grande? Avere intorno a me tante persone che mi vogliono bene: questo fa la differenza".      

E quando non ti alleni cosa fai?   
"Ho preso il diploma in Ragioneria, ma oggi l'atletica è il mio lavoro. Come Andrew Howe, ho una grandissima passione, nel mio caso trasmessa da "nonno" Roberto, per la batteria. Mi piace la musica metal e fino a qualche tempo fa suonavo in gruppo. Se ho un ritmo in testa non riesco a stare fermo: inizio a muovere il piede e a tamburellare con le dita dovunque. A scuola facevo impazzire i prof perché penne e matite si trasformavano puntualmente nelle mie bacchette e scatenavo un gran casino sui banchi. Oggi nel tempo libero mi piacciono i film d'azione come Captain America, l'ultimo che ho visto al cinema".

Vuoi forse diventare un supereroe?
"Non sono quel tipo. Semmai mi sento un po' come Goku, il protagonista del cartone animato Dragonball. Solo che io devo ancora allenarmi parecchio per provare a diventare un Super Sayan".

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Desalu in gara agli Europei 2014 (foto Colombo/FIDAL)


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