Del Buono festeggia il Premio Cannavò

12 Novembre 2014

La non ancora ventenne azzurra si inserisce nell'albo d'oro del prestigioso Premio dedicato al direttore de “La Gazzetta dello Sport” dal 1983 al 2002

 

Il Teatro Bracco di Via Cino Del Duca a Milano è stato oggi mercoledì 12 novembre la cornice adatta per celebrare la vincitrice della sesta edizione del “Premio Atletica Candido Cannavò”, organizzato dalla Bracco Atletica in collaborazione con “La Gazzetta dello Sport” e con il patrocinio FIDAL: a ricevere il riconoscimento (in passato già andato a personaggi che hanno scritto la storia dello sport italiano e mondiale come Stefano Baldini, Sebastian Coe e Yelena Isinbayeva) è stato il volto di un’atletica italiana giovane e sbarazzina, quello di Federica Del Buono, 20 anni ancora da compiere e già capace del quinto posto agli Europei Assoluti di Zurigo e di progressi cronometrici di grande rilievo su 800 e 1500. Federica, tesserata per la Forestale e nata nell’Atletica Vicentina, si è raccontata in una bella intervista proposta dal giornalista de “La Gazzetta dello Sport” Pierangelo Molinaro: la mezzofondista ha parlato di tutto. Del suo essere doppia figlia d’arte: "Da mamma - Rossella Gramola, presente in sala, ndr - e papà - Gianni, ndr - ho ereditato la passione per questo sport ma anche la grinta. Il rapporto con una mamma-allenatrice è spesso difficile ma rendere orgogliosa la propria madre è sempre un’emozione". Di una passata stagione molto complicata: "Il 2013 è stato molto difficile, ma è stata utilissima a me per crescere mentalmente e a mia madre per crescere come coach". Di un 2014 fantastico e della possibile difficoltà di riconfermarsi: "Quest’anno ho stupito anche me stessa, soprattutto per come sono riuscita a gestire gare anche importanti pur avendo poca esperienza. Se nel 2015 riuscirò a gareggiare comunque a mente libera? Non credo sia un problema, io sotto pressione rendo meglio". Di programmi futuri: "Il 23 novembre correrò il cross di Levico Terme ma non farò gli Europei sui prati: il mio inverno sarà incentrato sugli Euroindoor di Praga, probabilmente sulla distanza dei 3000 metri. La stagione all’aperto avrà come obiettivi gli Europei Under 23 e la prima esperienza ai Mondiali Assoluti". Del suo rapporto con gli atleti più giovani: "Ai campionati italiani Cadetti a Borgo Valsugana sono stata accolta come un vero e proprio idolo, non me la aspettavo: essere da esempio per i giovanissimi è un grandissimo stimolo". Del Buono, nata nell’Atletica Vicentina e studentessa in Scienze della Comunicazione a Verona, ha chiuso poi con un ringraziamento e una dedica: "L’albo d’oro di questo premio mi impressiona, spero di riuscire a dimostrare in futuro di averlo meritato e voglio dedicarlo a mio nonno, scomparso qualche settimana fa".

Alla giornata di premiazione sono intervenute numerose personalità.

Il presidente della FIDAL Alfio Giomi ha descritto la sua presenza come "un triplice omaggio: all’azienda Bracco che ha scelto di investire sull’atletica, a un grande uomo come Candido, che ho avuto la fortuna di conoscere, e a Federica Del Buono, che rappresenta l’Italia giovane che ha fatto capolino a Zurigo". Per FIDAL Lombardia erano presenti il presidente Grazia Vanni e il consigliere Gianfranco Lucchi, mentre l’intervento più applaudito è stato sicuramente quello di Franca Cannavò, moglie del direttore de “La Gazzetta dello Sport” dal 1983 al 2002, che ha ricordato come il marito (scomparso nel 2009) avesse sempre affrontato "la vita e lo sport con il fuoco dentro".  Raffaella Lorenzut, in rappresentanza dell’azienda Bracco, ha spiegato come "Candido Cannavò abbia lasciato istantanee importanti sul valore dello sport per le nuove generazioni e sul valore dell’unire". Franco Angelotti, presidente della Bracco Atletica organizzatrice, ha ricordato quanto l’ex-direttore della Rosea avesse spinto per il ritorno a Milano della Notturna poi avvenuto nel 1998.  Fausto Narducci, caposervizio della redazione “Varie” de “La Gazzetta dello Sport” e allievo di Cannavò, ha raccontato l’amore dell’indimenticato giornalista per l’atletica e quel suo reputare questo sport come termometro della cultura sportiva di una nazione.

LA MOTIVAZIONE DELLA PREMIAZIONE

Nella sport  un'emozione  fra le più intense e vedere sbocciare un talento. Talento che si intuisce all'eleganza della corsa, quando l'armonia del gesto ha la magica capacità di nascondere la potenza necessaria e la fatica. Federica Del Buono, durante Ia stagione,  e stata  capace di stupire  anche se stessa diventando Ia miglior speranza dell'atletica  azzurra. A soli 19 anni ha migliorato sugli 800 e sui 1500 metri sino ad approdare a livelli di assoluto livello internazionale. Da fine conoscitore sportivo qual'era Candido Cannavò, se ne sarebbe velocemente innamorato. Perche Federica non è solo numeri e risultati, ma anche una grande lottatrice che non si da mai per vinta. La sua corsa emana una straordinaria gioia, trasmettendo Ia vera essenza dell'atletica  leggera. II talento puro, infatti, valica i confini di una specialita e sa calamitare l'attenzione anche di chi non è appassionato. Sara lei, nei prossimi anni, la nostra ambasciatrice dell'atletica.

L'ALBO D'ORO

2014 Federica del Buono
2013 Yelena lsinbayeva
2012 Sebastian Coe
2011 Antonietta Di Martino
2010 Stefano Baldini
2009 Oscar Pistorius

(Cesare Rizzi/CR FIDAL Lombardia)

SEGUICI SU: Twitter: @atleticaitalia | Facebook: www.facebook.com/fidal.it



Condividi con
Seguici su: