Decolla il ventenne Falocchi: 2,25 ad Ancona

04 Febbraio 2017

Grande progresso del saltatore in alto bresciano, ai Campionati Italiani Juniores e Promesse indoor. Artuso, Dosso, Polanco ed Herrera sono i vincitori dello sprint.


 

di Luca Cassai

Saltatori in evidenza, nel pomeriggio della prima giornata ai Campionati Juniores e Promesse indoor di Ancona. Marcell Jacobs (Fiamme Oro), iscritto fuori competizione alla gara di salto in lungo dedicata alla categoria under 23, centra la seconda prestazione mondiale dell’anno atterrando a 8,07, la cifra della terza misura italiana di tutti i tempi, alle spalle di Andrew Howe (8,30) e Giovanni Evangelisti (8,26). Dietro di lui (ma campione italiano promesse) si migliora anche il 21enne catanese Filippo Randazzo (Fiamme Gialle), che fa segnare 7,86, a soli 4 centimetri dal minimo per i Campionati Europei indoor di Belgrado (in programma dal 3 al 5 marzo). Nel salto in alto, notevole crescita del ventenne Christian Falocchi (Brixia Atletica 2014), che sale fino a 2,25 - con un progresso di 4 centimetri rispetto al personale stabilito quest’anno - davanti agli occhi dell'iridato indoor Gianmarco Tamberi, in tribuna a seguire le gare. Titoli dello sprint sui 60 promesse a Wanderson Polanco (6.78) e Johanelis Herrera (7.58), tra gli juniores per Nicholas Artuso (6.83) e Zaynab Dosso (7.50). Domani la seconda e conclusiva giornata, con altre 30 maglie tricolore in palio.

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IL RACCONTO DELLA PRIMA GIORNATA (pomeriggio)

60m Juniores donne (finale) - Qualche esitazione sui blocchi, con le operazioni di partenza ripetute due volte, e poi la 17enne Zaynab Dosso (Calcestruzzi Corradini Excelsior Rubiera) piazza la sua volata vincente: 7.50 per l’atleta seguita da Loredana Riccardi, ma dietro la lotta è decisamente accesa. Riesce a spuntarla Virginia Schieda (Atl. Pinerolo), seconda in 7.71 per questione di millesimi su Eleonora Iori (La Fratellanza 1874 Modena) con l’altra pretendente al podio Camilla Maestrini (Brixia Atletica 2014) bloccata da un problema al polpaccio.

60m Juniores uomini (finale) - Era stata la grande rivelazione dell’anno scorso, vincendo a sorpresa il tricolore su questa pista, e ora si conferma: Nicholas Artuso (Atl. Villafranca), messinese di Pace del Mela, è ancora il campione italiano in 6.83. Per l’ex portiere di beach soccer, allievo di Franco Ripa, quattro centesimi di vantaggio sul reggiano Alexandru Zlatan (La Fratellanza 1874 Modena), secondo con 6.87. Più staccato il resto della concorrenza, regolata da Christian Bapou (Atl. Cento Torri Pavia/6.97).

60m Promesse uomini (finale) - Arriva il momento di Wanderson Polanco (Atl. Riccardi Milano 1949), il gigante cagliaritano di Sestu nato in Repubblica Dominicana, che da questa stagione si è trasferito a Torino per allenarsi con Alessandro Nocera. Dopo aver giocato a calcio, è stata un’amica di famiglia a indirizzarlo nel 2013 verso l’atletica: Valentina Uccheddu, seconda lunghista italiana di tutti i tempi. Oggi conquista il suo primo titolo italiano in 6.78, con un risentimento muscolare sul traguardo che non gli impedisce di avere la meglio su un coriaceo Lodovico Cortelazzo (Assindustria Sport Padova, 6.81), invece Andrea Federici (Brixia Atletica 2014) in 6.87 si aggiudica la sfida con il compagno di club Roberto Rigali (6.88) per il terzo posto.

60m Promesse donne (finale) - Quando c’è un titolo in palio, l’atleta da battere è Johanelis Herrera (Atl. Brescia 1950) che già nelle scorse stagioni aveva dato prova di grande concretezza: come nel 2016, con l’en plein all’aperto (100-200) e il successo indoor, bissato oggi in 7.58 dalla veronese di origine dominicana, che ha iniziato con Ernesto Paiola per farsi seguire anche da Renzo Chemello, ma ora si allena a Vicenza con Umberto Pegoraro. Si devono quindi accontentare delle posizioni di rincalzo tutte le avversarie: a cominciare dall’altra frazionista d’argento sulla 4x100 metri agli Europei under 23 di due anni fa, la veneziana Martina Favaretto (Aristide Coin Venezia 1949), seconda con 7.64. Poi le emergenti: terza Flavia Torreti (Studentesca Rieti Milardi/7.67), mentre resta fuori dal podio per un centesimo la catanese Chiara Torrisi (Cus Palermo/7.68) e si ferma anzitempo la capolista stagionale Elisabetta De Andreis (Acsi Italia Atletica).

1500m Promesse donne (finale) - Giulia Aprile (Esercito) fa il vuoto dietro di sé per confermare il titolo italiano di categoria con 4:28.87. Dopo una stagione all’aperto condizionata da un infortunio, la ragazza di origine siciliana che vive in Toscana (adesso a Livorno) si è affidata alla guida tecnica di Elisa Cusma, recente grande protagonista del mezzofondo azzurro, con periodi di allenamento a Modena. Secondo posto alla padovana Irene Vian (Atl. Silca Conegliano/4:34.39) che precede Chiara Ferdani (Atl. Spezia Duferco/4:35.64).

1500m Promesse uomini (finale) - Una progressione irresistibile fa volare Lorenzo Pilati (Atl. Valli di Non e Sole) verso un altro titolo italiano. Nella scorsa stagione il trentino di Cles, allievo di Piero Endrizzi, aveva vinto su questa distanza all’aperto e ora anche in sala con 3:49.78. Alle sue spalle Mattia Padovani (Atl. Lecco Colombo Costruzioni/3:50.16), che a sua volta fa parte del gruppo di mezzofondisti che si allenano a Trento, e l’emiliano Simone Bernardi (Atl. Imola Sacmi Avis/3:50.65).

1500m Juniores donne (finale) - L’ex allieva Martina Tozzi (Fiamme Gialle Simoni), figlia e nipote d’arte, comanda la gara e si impone per distacco con un riscontro cronometrico tutt’altro che disprezzabile. Infatti il 4:31.56 della romana di Ostia Lido, seguita da Andrea Ceccarelli, è superiore di appena un secondo e mezzo rispetto al suo personale all’aperto, ottenuto nella coraggiosa gara europea di Tbilisi chiusa al quarto posto. Dietro si migliorano Elisa Cherubini (Atl. Brescia 1950) con 4:33.14 e Laura De Marco (Fiamme Oro Padova), 4:35.79.

1500m Juniores uomini (finale) - Di nuovo lui, davanti al pubblico di casa. Per il terzo anno consecutivo, Simone Barontini (Sef Stamura Ancona) fa esplodere l’entusiasmo del pubblico locale per un suo successo tricolore: dopo i due titoli da allievo sui 1000 metri, stavolta il mezzofondista allenato da Fabrizio Dubbini trionfa nei 1500 juniores mettendo il turbo a un giro e mezzo dal traguardo. Nessuno degli avversari riesce a sostenere il suo scatto bruciante, e così il vantaggio finale è di oltre due secondi con 3:59.10 davanti a due atleti di origine marocchina: Ayyoub El Bir (Atl. Pinerolo/4:01.26) e Abdelhakim Elliasmine (Atl. Bergamo 1959 Oriocenter/4:03.72), che aveva provato a condurre prima della volata del marchigiano, atteso domani anche sugli 800 metri.

ASTA Promesse donne (finale) - Si presentava come la migliore delle iscritte e alla fine si laurea campionessa italiana Marta Ronconi (Us Quercia Trentingrana Rovereto). La 19enne di Dolcè, in provincia di Verona, supera 3,85 con la seconda prova, a cinque centimetri dal personale, dopo essersi già assicurata la vittoria a 3,70. Poi tenta senza fortuna 4,01 ma intanto può festeggiare il successo. Con lei sul podio Bianca Falcone (Cus Pro Patria Milano/3,70) e Federica Triunfo (Us Foggia Atl. Leggera/3,60).

LUNGO Promesse uomini (finale) - Nella gara che vede come grande protagonista Marcell Jacobs, con 8,07 fuori classifica, merita attenzione anche il brillante risultato di Filippo Randazzo (Fiamme Gialle). Il ventenne catanese di San Cono, allenato da Carmelo Giarrizzo, si migliora di altri due centimetri sulla pedana di Ancona rispetto a due settimane fa con 7,86 al terzo salto, davanti al calabrese Gabriele Chilà (Studentesca Rieti Milardi/7,58) e al sardo Elias Sagheddu (Delogu Nuoro), quattro centimetri di PB con 7,48.

ALTO Promesse uomini (finale) - Grande exploit del ventenne Christian Falocchi (Brixia Atletica 2014) che supera 2,25 alla prima prova, senza neanche toccare l’asticella, e diventa il quinto italiano di sempre tra gli under 23 al coperto dopo essersi già migliorato con 2,22 al terzo tentativo. Ma si inserisce anche al quarto posto nelle liste continentali assolute dell’anno, per ottenere un risultato in linea con lo standard richiesto per l’iscrizione agli Europei indoor di Belgrado (3-5 marzo), e poi riceve l’abbraccio di Gianmarco Tamberi, il campione mondiale indoor ed europeo, presente in tribuna. Fino a due settimane fa il suo record personale era di 2,15 e risaliva al 2015, ma il 21 gennaio a Bergamo era salito a 2,21. Cresciuto a Breno, in provincia di Brescia, ora abita a Bergamo (ha come compagno di casa il velocista Roberto Rigali) ed è allenato da Orlando Motta e Pierangelo Maroni. “Un sogno - esclama - sapevo di poter migliorare, ma forse non così tanto in poco tempo. Dopo aver vinto gli Studenteschi a L’Aquila, nel 2014, ho avuto un’operazione alla caviglia destra che mi ha tenuto fermo per oltre un anno. Adesso sto lavorando bene, c’è un bel gruppo di cui fa parte tra gli altri il lunghista Denis Rigamonti, che ha conquistato il suo titolo qualche minuto prima di me”. Alto 194 centimetri per 72 chili, è un tifosissimo del Milan e appassionato di moto, ma in passato ha anche suonato il sassofono in una banda. Al secondo posto il romeno Iulian Scutareanu (Atl. Lecco Colombo Costruzioni) con 2,08 e terzo il tricolore promesse dell’eptathlon Jacopo Zanatta (Silca Ultralite Vittorio Veneto/2,05).

LUNGO Juniores uomini (finale) - Primo successo tricolore per Denis Rigamonti (Atl. Bergamo 1959 Oriocenter). L’ex cestista che arriva dalla Costa d’Avorio, seguito da Orlando Motta, firma due volte il record personale con 7,34 al terzo salto e 7,35 al quinto, incrementando di quindici centimetri il suo precedente limite. Azzurro nella scorsa stagione agli Europei under 18 di Tbilisi, non passa inosservato in pedana anche per le sue lunghe treccine. Ma crescono anche Andrea Rinaldi (Atl. Livorno) con 7,15 e un altro 17enne, il pescarese Lorenzo Mantenuto (Atl. Vomano Gran Sasso), autore di un 7,06 all’ultimo turno di gara.

MARCIA 5000m Juniores uomini (finale) - E’ il giorno di Diego Chirivì (Cus Torino), che per la prima volta in carriera diventa campione italiano. Nato a Galatina, in provincia di Lecce, da piccolo si è trasferito con la famiglia nel capoluogo piemontese e sul traguardo di Ancona si impone in 22:23.47 nei confronti di Fabio Barattini (Atl. Livorno/22:28.56) e Luca Magistri (Fiamme Gialle Simoni/22:50.16). Non termina la gara uno dei favoriti, il pugliese Nicolas Fanelli (Atl. Amatori Cisternino) che viene squalificato, invece il tricolore uscente Giacomo Brandi (Sport Atl. Fermo) deve osservare una sosta di 60 secondi in pit lane, dopo aver ricevuto il terzo richiamo, e quindi esce dai giochi per le medaglie.

MARCIA 3000m Promesse donne (finale) - Una volata spalla a spalla, risolta quasi al fotofinish, è un fatto poco usuale per una gara di marcia, anche a livello indoor. Sul traguardo Nicole Colombi (Atl. Brescia 1950) in 13:40.80 riesce a respingere per appena due centesimi il tentativo di rimonta della romana Eleonora Dominici (Acsi Italia Atletica), 13:40.82. Per la bergamasca di Scanzorosciate, portacolori dell’Atletica Brescia 1950 e allenata da Renato Cortinovis, è il secondo tricolore di fila in questa categoria, malgrado un infortunio all’alluce che aveva messo in forse la sua partecipazione. Chiude al terzo posto un’altra bergamasca, Lidia Barcella (Bracco Atletica), in 13:46.71.

MARCIA 5000m Promesse uomini (finale) - Non c’è solo la conferma del titolo per Gianluca Picchiottino (Atl. Libertas Runners Livorno), ma anche un riscontro cronometrico di rilievo. L’allievo di Massimo Passoni, protagonista di una gara in crescendo, con 19:45.50 va al nono posto nella graduatoria italiana alltime degli under 23. Dietro il sardo Andrea Agrusti (I Guerrieri del Pavone) in 20:15.12 e il vicentino Alberto Zaupa (Atl. Schio), 21:22.08.

MARCIA 3000m Juniores donne (finale) - Sul gradino più alto di un podio tricolore si ripropone Annalisa Russo (Pol. Astro 2000 Benevento), napoletana di Sant’Antimo, che nel 2015 aveva vinto il titolo allieve nei 10 km su strada. Stavolta prevale nella rassegna indoor con 14:35.47, allungando a due giri dal termine, davanti a Francesca Bocchino (Acsi Italia Atletica), 14:42.09 per la romana di Albano Laziale, e alla fiorentina Francesca Azzurra Pini (Atletica 2005), terza in 14:47.58.


L'arrivo vincente della junior Zaynab Dosso (foto Renai/FIDAL)


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