Da Eugene a Roma: ecco la Diamond League

02 Giugno 2013

Al Prefontaine Classic, Barshim vola nell'alto a 2,40. Lavillenie 5,95 nell'asta in attesa del secondo round il 6 giugno al Golden Gala.

 

La IAAF Diamond League entra nel vivo e si prepara a sbarcare nel continente europeo il prossimo 6 giugno al Golden Gala - Pietro Mennea di Roma. Ieri la quarta tappa al Prefontaine Classic di Eugene (USA) proiettata ad alta quota da Mutaz Essa Barshim. Il 21enne del Qatar è diventato l'ottavo uomo nella storia a varcare la soglia dell'Olimpo del salto in alto: 2 metri e 40 centimetri, primato asiatico. Risultato che ora gli consente di sbirciare il muro del record del mondo di Javier Sotomayor, 2,45 nel 1993, quando Barshim aveva appena 2 anni. Ieri a Eugene, il bronzo olimpico dopo aver vinto la gara con 2,36 alla prima e scontrandosi per due volte con il successivo 2,39, per il terzo assalto ha scelto di far posizionare l'asticella a 2,40 centrando l'impresa. Era dal 2000 a Londra con il russo Vyacheslav Voronin che un atleta non superava questa fatidica barriera all'aperto. Senza dimenticare il progresso a 2,36 dei due atleti finiti ieri alle spalle di Barshim: lo statunitense Erik Kynard e il canadese Derek Drouin (record nazionale), mentre l'olimpionico russo Ivan Ukhov non decolla e si ferma a 2,21 in ottava posizione.  

LAVILLENIE 5,95 VERSO IL GOLDEN GALA - Non è stata da meno la sfida nell'asta maschile che vivrà un secondo atto proprio tra quattro giorni allo Stadio Olimpico di Roma. Il francese Renaud Lavillenie ha voluto sottolineare con autorevolezza il suo ruolo di campione di tutto.

L'olimpionico è stato l'unico a valicare 5,95 (migliore prestazione mondiale 2013) domando la concorrenza del suo più accanito rivale: il tedesco Björn Otto secondo a 5,90. A seguire con 5,84 gli altri due tedeschi già scritturati per il Golden Gala: Raphael Holdzeppe e Maite Mohr. Roma si prepara quindi ad assistere ad una nuova imminente scalata verso il cielo.

DIECI - Detto di quelle Barshim e Lavillenie, la seconda giornata del Prefontaine Classic ha consegnato alle liste mondiali stagionali un totale di dieci migliori prestazioni. Nel disco il campione olimpico e iridato del disco Robert Harting si conferma inarrestabile: vittoria numero 39 con un poderoso 69,75. Nel triplo la colombiana Caterine Ibargüen dopo un 14,83 regolare (+1.4), plana a 14,93 con un filo di vento di troppo (+2.1). Suo è il successo, ma la World Lead va all'ucraina Olha Saladhua seconda con 14,85 (+1.7). Nei 400hs - all'indomani dell'esclusione last-minute della primatista italiana Yadisleidy Pedroso - ha fatto altrettanto la ceca, bronzo olimpico, Zuzana Hejnová nettamente prima in 53.70 nel giorno in cui l'olimpionica russa Natalya Antyukh "affonda" in ottava posizione (57.74). Nei 110hs squillo di Hansle Parchment con un 13.05 (+0.9) che vale il record giamaicano sul cubano Ortega (13.08) e lo statunitense Oliver (13.10).

800 metri show con cinque atlete sotto i due minuti e l'impressionante 1:56.72 della burundese Francine Niyonsaba seguita dalla statunitense Brenda Martinez (1:58.18) e della keniana Janeth Jepkosgei (1:58.71) con la sempre più sorprendente 17enne Mary Cain (USA), quinta assoluta in 1:59.51. I 5000 donne vanno all'etiope Tirunesh Dibaba che ferma il cronometro a 14:42.01, avendo la meglio sulla keniana Mercy Cherono (14:42.51), mentre il giorno precedente il russo Aleksandr Menkov era atterrato ad 8,39 (+1.7/WL) nel lungo.

ILLUSTRI SCONFITTI - Non c'è niente da esultare ad Eugene per due big assoluti dell'atletica mondiale come gli olimpionici Mo Farah e Kirani James. Il britannico nei 5000 metri viene battuto dal keniano Edwin Cheruiyot Soi che si impossessa anche del miglior crono 2013: 13:04.75 contro il 13:05.88 di Farah. Nei 400, invece, è LaShawn Merritt a far capitolare il giovane iridato granadino, 44.32 a 44.39. Nel Miglio anche il keniano, campione del mondo dei 1500, Asbel Kiprop deve cedere di poco il passo, per 3:49.48 a 3:49.53 (WL), al suo "vice" Silas Kiplagat.    

CENTO NEL VENTO - Eolo generoso sul rettilineo dello sprint. E così al femminile in cinque corrono sotto i 10 secondi con in testa il 10.71 della giamaicana, bi-campionessa olimpica, Shelly-Ann Fraser-Pryce. La seguono nell'ordine la nigeriana Okagbare 10.75, le connazionali Campbell-Brown 10.78 e Stewart 10.97 e l'ivoriana Murielle Ahourè 10.98. Alle spalle di tutte, però, c'è vento a +2.2 m/s.  Nota statistica: nei 100 donne in passato solo una volta la seconda aveva corso in 10.75, mentre mai finora 3 atlete erano scese sotto i 10.80 nella stessa gara, in qualsiasi condizione di vento. Anemometro oltre il limite (+2.6) anche nella gara maschile vinta da Justin Gatlin - sfidante numero uno di Usain Bolt al Golden Gala - in 9.88 su Michael Rodgers (9.94).

a.g.

File allegati:
- RISULTATI/Results

Shelly-Ann Fraser-Pryce (foto Colombo/FIDAL)


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