Cusma in finale, Vizzoni nono




 

Una bravissima Elisa Cusma si è qualificata per la finale degli 800 metri ai XII Campionati del Mondo di Berlino, prima azzurra a riuscire nell'impresa nella storia della manifestazione, dopo aver sfiorato la finale già due anni fa ad Osaka. La modenese ha vinto la terza semifinale in 2:00.62 con grande autorità. Nicola Vizzoni ha avuto scarsa fortuna nella finale del lancio del martello, finendo nono con 73.70, a soli due centimetri dall'ottava posizione e quindi costretto a rinunciare agli ultimi tre lanci. La Cusma aveva poco da scegliere e nessun rischioso calcolo da fare. La riqualifica di Janeth Jepkosgei l'aveva infatti proiettata nella semifinale più complicata per la qualità delle partenti (Pamela Jelimo, l'americana Vessey, la russa Kofanova), ed i tempi buoni per il ripescaggio erano, dopo le prime due semifinali, inferiori ai due minuti. L'azzurra è stata in testa fin dal raggiungimento della corda, davanti alla britannica Okoro ed alla russa Kofanova, con passaggio rapido ai 200 in 28.9. Il calo del ritmo al termine del primo giro (1:01:25) non le ha lasciato alternative all'ingresso diretto centrando il primo o il secondo posto. Nessun cedimento nel secondo giro, la Cusma ha mantenuto sempre un buon margine di sicurezza sulla terza, gestendo con sicurezza il rettilineo e chiudendo in 2:00.62. A farle compagnia in finale saranno la sorpresa sudafricana Semenya, la kenyana Jepkosgei, la russa Savinova, la spagnola Martinez, le due inglesi Meadows e Okoro e l'ucraina Krevsun. Fuori Pamela Jelimo, campionessa olimpica ritiratasi nel corso della semifinale. 

La finale del martello è stata vinta dal campione olimpico in carica Kozmus, in testa fin dal secondo lancio, ed autore a vittoria già acquisita di un lancio di 80.84. Nicola Vizzoni ha esordito con un lancio fuori settore che, se fosse stato valido, gli avrebbe consegnato la finale a otto (sui 76 metri). Dopo un secondo lancio fuori settore sui settanta metri, Vizzoni ha ottenuto 73.70 all'ultimo lancio per sperare di entrare negli otto di finale, a soli due centimetri dal 73.72 del bielorusso Kryvitskiy, temporaneamente ottavo. Argento all'ex-campione olimpico Ziolkowski con 79.30 e bronzo in extremis al russo Zagornyi con 78.09, in una finale dai contenuti tecnici modesti. Motivo in più per rammaricarsi.

Le altre finali di giornata 

Asta femminile: apertura obbligatoria con la sorpresa della sconfitta di Yelena Isinbayeva, che è entrata in gara come d'abitudine ad altezze spropositate (4.75) commettendo un errore, e si è riservata i due rimanenti tentativi a 4.80, fallendoli entrambi. Titolo mondiale, meritato, ad Anna Rogowska con 4.75, un'atleta che solo due stagioni fa aveva subìto un grave infortunio che aveva messo in dubbio il pieno recupero. Argento condiviso tra l'altra polacca Pyrek e la sorprendente statunitense Johnson. 

Cento metri femminili: come a Pechino, vittoria della reattivissima Shelly-Ann Fraser, che ha anche avuto il merito di migliorare lo storico primato nazionale di Giamaica togliendolo a Merlene Ottey, che corse nella finale del Granx Prix IAAF a Milano, nel 1996, in 10.74. Grandissima finale, con Kerron Stewart all'argento in 10.75 dopo un secondo cinquanta metri tutto proteso al recupero sulla Fraser, scappata via dai blocchi come un fulmine. Terza la statunitense Jeter con 10.90, ai piedi del podio la campionessa uscente Veronica Campbell.  

3000 siepi femminili: Spagna all'oro nei con Marta Dominguez, che si è rifatta con gli interesi della medaglia persa a Pechino per aver urtato un ostacolo. La spagnola ha preso il comando a 250 metri dal traguardo, perdendo per strada l'avversaria più pericolosa e favorita per l'oro, la campionessa olimpica Galkina. Oro alla Dominguez col nuovo mondiale stagionale di 9:07.32, terza prestazione di sempre, argento alla russa più giovane, Yuliya Zarudneva-Ivanova in 9:08.39, bronzo alla kenyana Milcah Chemos Cheywa in 9:08.57, una atleta di cui fino alla scorsa stagione non erano conosciuti risultati. Finale cronometricamente super, con otto primati (nazionali, di area, personali) tra le prime nove classificate. 

10000 metri maschili: Bekele al poker mondiale di quattro successi consecutivi, come il maestro Gebreselassie. L'etiope ha seguito come un'ombra l'eritreo Tadese, che ha fatto da battistrada per tutta la gara e trascinando l'etiope ad un secondo cinquemila sul piedi di 13:05. Ottimi i numero del cronometro: 26:46.31 per Bekele, 26:50.12 per Tadese. Bronzo al kenyota Masai in 26:57.39, unico sopravvissuto tra i rivali di sempre per la scalata al podio.

Triplo femminile: altra gara dai contenuti tecnici in ribasso, come il martello maschile. Ha vinto la favorita Savigne, che con la connazionale Gay ha realizzato una storica doppietta per Cuba. Per la Savigne titolo con 14.95, argento alla Gay con 14.61, bronzo alla russa Pyatykh con 14.58. Solo sesta la Lebedeva, la cui partecipazione alla finale è rimasta in bilico fino a ieri sera per le non buone condizioni fisiche.

Nelle foto, Elisa Cusma (Giancarlo Colombo per Omega/Fidal) File allegati:
- RISULTATI / Results
- Le foto della 3^ giornata (pomeriggio) / Photos



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