Cross, Europei, l\'Italia Junior è di bronzo



Ci hanno pensato i ragazzi della squadra Junior, esattamente come un anno fa a Thun, a regalare agli azzurri un lampo di gioia ai Campionati Europei di cross, andati in scena questa mattina a Medulin, Croazia, in una giornata battuta venti vicini ai 100 chilometri orari. Nel 2001 fu Stefano Scaini a centrare il bronzo; l’edizione di quest’anno consegna agli annali la prima medaglia (ancora un bronzo) a squadre conquistata da una nostra formazione Under 20. Sempre guidati da Scaini (questa volta quinto al traguardo), gli azzurrini hanno centrato l’impresa grazie ai buoni piazzamenti di Stefano Cugusi (23esimo), Dereje Rabattoni (28esimo) e Francesco Bona (36esimo), superando nel corsa all’accesso al terzo gradino del podio la Romania (oro alla Russia, argento alla Francia). Gianni Furci (61esimo) e Antonio Trapani (74esimo) completano il sestetto di bronzo. Dal punto di vista individuale, la gara ha visto il dominio dei gemelli russi Eugeny e Anatoly Rybakov, primo e secondo sul traguardo. Scaini è rimasto a lungo con i migliori, dando in più momenti l’impressione di poter conquistare una medaglia; nel finale, però, all’ennesimo cambio di marcia, il friulano si è staccato, perdendo poi il quarto posto nello sprint con il belga Desmet. “Sono deluso – il commento del giovane Scaini, 19 anni, allenato da Gabriele Rosa – ero venuto qui per vincere. Il quinto posto non è da buttare via ma, sinceramente, mi aspettavo di salire sul podio”. L\'oro continentale in campo assoluto? Sì, Lebid, ancora una volta. Ed è la terza, per essere precisi. Il favorito della vigilia non ha smentito il pronostico. L’ucraino che vive e si allena a Verbania, campione uscente della specialità, ha bissato senza particolari difficoltà il trionfo di Thun 2001, centrando così il terzo successo personale in carriera (la prima perla la ottenne a Ferrara, nel 1998). “Sapevo che i miei avversari erano molto preparati – le parole di Lebid, che si esprime in pubblico e durante le conferenze stampa in italiano – e proprio per questo avevo scelto una condotta di gara accorta. Ho avuto ragione”. Lebid è rimasto coperto, nel gruppetto di testa, fino a un giro e mezzo dalla conclusione, quando ha sferrato l’attacco che sarebbe risultato decisivo. A quel punto, le speranze degli azzurri si erano già spente. Fin quando la corsa è andata avanti abbastanza regolare, De Nard, Leone e Andriani sono rimasti nel gruppo dei migliori; ma con il passare dei chilometri, sommando gli strappi dei battistrada, De Nard prima (“non andavo avanti, i cambi di ritmo hanno prosciugato le mie energie”) e Andriani poi, hanno perso posizioni. Ha resistito il solo Maurizio Leone (29 anni, calabrese di Cosenza, allenato da Giorgio Rondelli), che alla fine è stato quattordicesimo. “E’ quanto potevo fare – il commento del calabrese – personalmente sono soddisfatto”. A fondo la squadra, ottava nel conteggio complessivo (un anno fa fu quarta), penalizzata anche dall’assenza al via di Yuri Floriani (fermato alla vigilia da un risentimento muscolare). Classifica a squadre in fotocopia rispetto allo scorso anno: oro alla Spagna (con il bronzo individuale per il maratoneta Roncero), argento alla Francia (con il secondo posto nella classifica personale di Essaid, l’uomo che ha dettato i ritmi per gran parte della gara) e bronzo per il Portogallo. La gara femminile ha fatto registrare la sorpresa più clamorosa della giornata: a vincere è stata la 36enne slovena Helena Javornik, prima nella maratona di Firenze appena due settimane fa (2h28:15), ma assolutamente fuori dal pronostico. Argento alla russa Bogomolova e bronzo alla 20enne turca Abeylegesse, che aveva provato a lasciare la compagnia del gruppo a metà gara, prima di essere ripresa. Anche qui, azzurre decisamente sotto tono. L’ottavo posto a squadre (oro alla Russia, davanti a Portogallo e Gran Bretagna) migliora il nono posto delle ultime due edizioni, ma non è certamente un gran punto di consolazione. Anna Incerti, 40esima, è la migliore del gruppo, con Weissteiner (42esima), Martin (44esima, caduta in avvio) e Rota Gelpi (53esima) a comporre il quartetto che portato punteggio. Confermano il trend negativo le junior al femminile: il tredicesimo posto complessivo (come nel 2001) è sintomatico in questo senso. Palma della combattività a Silvia La Barbera (35esima). Ma è troppo poco per sorridere. File allegati:
- Classifiche complete


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