Corso d'argento ai Mondiali paralimpici

10 Novembre 2019

A Dubai, la sprinter azzurra torna sul podio individuale con il secondo posto nei 100 T35


 

L’Italia sale di nuovo sul podio, nella quarta giornata dei Mondiali paralimpici a Dubai. Torna a vincere una medaglia individuale Oxana Corso, che si prende l’argento dei 100 T35 dopo l’oro di Assunta Legnante, venerdì nel peso F11/12, e un’altra qualificazione alle Paralimpiadi di Tokyo. La sprinter coglie il primato stagionale in 15.42, preceduta solo dalla britannica Maria Lyle (14.62). All’arrivo le sue lacrime di gioia sono un fiume: “Questa è finalmente la gara della vita e dimostra che ancora valgo qualcosa. Ho aspettato i risultati sul maxischermo e quando ho visto il due accanto al mio nome, ho provato un sentimento indescrivibile, dopo tutta la sofferenza che ho passato da Rio 2016 in poi per la questione delle classificazioni. Ho lavorato tanto e ce l’ho fatta. Grazie a mio marito Domenico e al mio allenatore Massimo, ho fatto un lavoro su me stessa e sono riuscita a tornare in pista. Dedico questa medaglia a tutti quelli che hanno creduto in me e anche a chi non l’ha fatto, perché gli ho dimostrato il contrario”. In carriera la velocista romana ha vinto tanto fin da giovanissima, con due argenti ai Giochi Paralimpici di Londra 2012 seguiti da altri nove podi individuali nei 100 (quattro) e 200 (cinque). Dopo Rio e un’operazione al piede, la portacolori delle Fiamme Gialle ha ripreso a gareggiare ad alti livelli con il bronzo europeo della scorsa stagione nella staffetta universale 4x100 metri. La medaglia di oggi negli Emirati Arabi Uniti è quindi la sua numero 13 in campo internazionale.

Tra gli altri azzurri in gara, Marco Pentagoni è sesto nel lungo T63 in una gara che accorpava la sua categoria (amputazione sopra il ginocchio) alla T61 e T42. La sua serie di salti è tutta intorno ai 5,40 metri con il migliore a 5,53, ma è al sesto e ultimo tentativo, dato nullo per un errore di uscita dalla sabbia, che poteva guadagnarsi il possibile quarto posto e la slot per Tokyo. Il primatista italiano è affranto: “L’ultimo salto era bello, ho messo il piede indietro e ho toccato la sabbia. È stata un’ingenuità, valgo molto di più. Il quarto posto era abbordabile, mi dispiace, ho lavorato bene tutto l’anno. Ci sono esperienze belle e brutte, questa è stata una giornata no. Ogni cosa comunque serve per fare strada”.

Dal lungo T37 arriva invece l’ottava posizione di Francesca Cipelli al primo Mondiale della sua giovane carriera in azzurro. L’atleta veneta trova la misura migliore di 3,99 al terzo salto, proprio quella che per un centimetro le ha permesso di accedere agli ultimi tre salti finali. In una gara dove le avversarie si sono espresse con valori superiori ai 4,15 metri, con la cinese Xiaoyan Wen nuova primatista mondiale a 5,22, la delusione è tanta: “Confesso che l’amarezza c’è. Oggi però sono ottava al mondo e so di poter fare molto di più.

Sono contenta dei primi tre salti intorno ai 3,90 perché si vede il lavoro che ho fatto ultimamente con il tecnico nazionale Alessandro Kuris. Volevo il record italiano che è a sette centimetri dal risultato di oggi, non ci sono riuscita, ma ho la conferma di essere adatta a questo palcoscenico”.

In pista Simone Manigrasso riesce ad agguantare la finale anche nei 100 T64, conquistata con 11.64 e il secondo posto in batteria: “Era il mio obiettivo. È la seconda finale mondiale per me e sono carichissimo, anche se stanotte ho dormito poco. Devo ammettere che, dopo tre gare, la fatica si è fatta sentire ma oggi non ho spinto fino in fondo. So che domani in finale darò il massimo, così non potrò recriminarmi niente”. Nella terza giornata, quella di sabato, Manigrasso è stato quinto nella finale dei 200, categoria amputazione sotto il ginocchio. Il bronzo europeo è tornato ad esprimersi sul proprio livello correndo per la prima volta sotto i 23 secondi (22.87) e restando dietro ai mostri sacri della specialità come l’olandese Ronald Hertog (oro), il greco Michail Seitis (argento) e lo statunitense David Prince (bronzo). Sarebbe il nuovo record italiano abbassato di quasi 80 centesimi, ma la prestazione è compromessa dal vento a favore (+2.2) e quindi il primato non è omologabile. Al traguardo questo risultato lo rinfranca dopo una stagione travagliata, per un problema a un gluteo all’inizio dell’anno e poi una piccola operazione alla mano in estate. Il velocista lombardo, visibilmente emozionato, dice: “Scendere sotto i 23 secondi, essere quinto al mondo in un anno così, non posso che essere contentissimo. Ho dato veramente tutto. Sono partito forte fino ai 150 metri e poi è uscito questo tempo che è frutto di tutti i sacrifici che ho fatto. Volevo mollare addirittura la stagione, ma ho resistito grazie alle persone che mi sono state vicine. Ho lasciato il lavoro per concentrarmi sulle Paralimpiadi di Tokyo, sono sulla strada giusta. Voglio ringraziare il mio allenatore Roberto La Barbera, non so come avrei fatto senza di lui”.

L’azzurra Arjola Dedaj è stata costretta a cedere lo scettro del lungo categoria non vedenti T11 alla cinese Guohua Zhou con 4,92. La campionessa iridata uscente ottiene il sesto posto con il primo salto a 4,60 che vale la migliore prestazione stagionale. La delusione però è tanta: “Sono molto amareggiata. La pedana non è stata favorevole, la voce della mia guida veniva rimbalzata a destra. Non mi aspettavo certo di riconfermare l’oro, volevo almeno un 4,75 che non è arrivato. Avevo iniziato bene, ma in una gara come la nostra ci sono tante variabili che possono stravolgere il risultato”. Il sorriso torna sul volto della Dedaj quando parla del figlio avuto dal compagno Emanuele Di Marino, anche lui componente della squadra azzurra a Dubai: “È il dono più bello che la vita ci ha dato, adesso invece che ‘La coppia dei sogni’ ci chiamano ‘Il trio dei sogni’.

Vorrei fare un ringraziamento speciale ad Emanuele che mi ha sempre seguita al campo senza mai saltare un allenamento. Quest’anno per noi è stato molto bello per la nascita di Leonardo, ma anche molto duro ed impegnativo. L’abbiamo portato al campo quando possibile, continuando a fare sempre il nostro dovere di genitori”. L’esperienza della saltatrice azzurra ai Mondiali non finisce qui. Nei prossimi giorni la attendono ancora due appuntamenti importanti: “Spero di non deludere me stessa nei 100 metri. E poi c’è la staffetta universale che mi piace tantissimo, ma è una grande responsabilità perché se sbaglio qualcosa, mando in crisi la squadra. Sono però serena di poter correre con Andrea, la mia guida, con cui ho un forte feeling”.

Niente finale invece per Diego Gastaldi. Nella seconda batteria dei 400 T53 il corridore in carrozzina termina al sesto posto in 52.57, decimo posto complessivo. Questa la sua lettura della gara: “Non mi sento in forze, la stagione è stata lunghissima, pago forse la mancanza di esperienza. Lo sapevo che sarebbe andata così, ho fatto il tempo che mi aspettavo e gli altri sono andati fortissimo. Un mese fa ho corso due secondi in meno, poi la forma è andata calando. Sono già contento di essere qui, ma avevo l’obiettivo della finale. Ora massima concentrazione, costanza, giusta nutrizione e preparazione per gli 800 di martedì”.

Per soli due centesimi Raffaele Di Maggio resta fuori dalla finale dei 400 T20. Lo sprinter siciliano ha condotto una gara molto convincente fin dalla partenza e ha chiuso la prova con un personal best di 50.21, terzo nella sua batteria a un soffio dalla qualificazione diretta. Diciotto anni, l’argento europeo in carica lascia il Mondiale con la certezza di avere nelle gambe grandi margini di miglioramento, avendo strappato 65 centesimi al suo primato: “Quando corri questa gara, si soffre ma è un’esperienza bellissima che ti dà coraggio. Sono fiero del mio personale in una stagione così lunga ed è frutto di tanto allenamento, tutti i giorni, sole o pioggia, senza fermarmi mai. Sono partito forte, ho dato cuore, anima e tutto quello che avevo. Ho voluto ripagare il presidente Porru della fiducia che mi ha dato convocandomi qui”. Domani, lunedì 11 novembre, Simone Manigrasso gareggerà alle ore 16.43 nella finale dei 100 T64, mentre Arjola Dedaj sarà impegnata in mattinata nelle qualificazioni dei 100 T11. Diretta tv su RaiSport e streaming video su RaiSport web.

(da comunicati FISPES - Giuliana Grillo)

SEGUICI SU: Instagram @atleticaitaliana | Twitter @atleticaitalia | Facebook www.facebook.com/fidal.it

File allegati:
- RISULTATI/Results
- Orario degli azzurri in gara

Arjola Dedaj (foto Mantovani/FISPES)


Condividi con
Seguici su:

Pagine correlate