Coppa Europa, è bronzo per la Rigaudo




 

La marcia azzurra ritrova il sorriso e un'altra medaglia al collo di Elisa Rigaudo. Stasera Olhão (Portogallo) l'azzurra - bronzo olimpico a Pechino nel 2008 - si è piazzata terza sulla 20km di Coppa Europa, preceduta soltanto dalla primatista mondiale Sokolova (1h30:01) e dall'altra russa Kirdyapkina (1h30:14). 1h30:54, invece, il crono della Rigaudo che le vale ampiamente il minimo di partecipazione per i prossimi Mondiali di Daegu (1h33:00). Risultato frutto di una gara tutta in progressione culminata con una travolgente rimonta finale. Era dai Mondiali di Berlino del 2009 che la piemontese delle Fiamme Gialle non vestiva più la maglia della Nazionale. A settembre del 2010 è, invece, per lei arrivata la maternità con la nascita della piccola Elena. Trasferta nel complesso positiva per i colori italiani. La Nazionale torna, infatti, dal Portogallo anche con il bronzo del cinquantista Marco De Luca e tre podi a squadre con gli argenti degli uomini della 50km e delle juniores accompagnati dal bronzo della 20km maschile capitanata da un convincente Giorgio Rubino, quinto in 1h24:14.

LA CRONACA - Ad Olhão si allungano le ombre sui mille metri dell'anello portoghese. Tocca alle donne della 20km delle donne chiudere la nona edizione della Coppa Europa di marcia. La gara, come prevedibile, non impiega troppo a diventare un monologo russo (passaggi: 5km/22:03 - 10km/44:01) interpretato in solitaria dalla primatista mondiale Sokolova e dalla compagna di squadra Kirdyapkina, seguite a breve distanza dalla connazionale Lukyanova. Il bronzo olimpico di Pechino, Elisa Rigaudo - di nuovo in azzurro dopo la maternità - si lascia, però, guidare dalla sua esperienza e dal suo collaudato orologio interiore. Ai 5 km è decima (22:39) e poi, a metà percorso, recupera ancora (45:25), in compagnia dell'ucraina Borovska, dell'irlandese Loughnane e della spagnola Takacs. Davanti, oltre alle locomotive russe, le restano la spagnola Vasco (44:56) e la tedesca Seeger (45:10). Al 15° km è quinta (1h08:11), mentre la Loughnane guadagna la terza posizione (1h07:42), approfittando dell'arretramento della Lukyanova, sesta (1h08:13) e superata anche dalla Vasco (1h07:54). Le altre due russe continuano, invece, imperterrite, ma la Sokolova si è scavata un vantaggio di oltre mezzo minuto sulla Kirdyapkina (1h06:24 a 1h06:59). E' così nel finale che la rimonta di Elisa Rigaudo diventa di bronzo. La cuneese delle Fiamme Gialle recupera e stacca una ad una le ultime avversarie che ancora aveva sulla sua strada. Vince la Sokolova (1h30:01), seconda la Kirdyapkina (1h30:14), ma il terzo posto ha il volto e il sorriso di "mamma" Elisa Rigaudo. Obiettivo raggiunto anche dal punto di vista cronometrico con un 1h30:54, a 1'14" dalla spagnola Vasco e oltre 2 minuti meglio del minimo di partecipazione (1h33:00) per i prossimi Mondiali di Daegu. Così, invece, le altre ventiste azzurre: diciannovesima Federica Ferraro (1h35:47), ventisettesima Eleonora Giorgi (1h38:28) e ventinovesima l'ex junior Antonella Palmisano (1h38:59).

"Ho fatto qualcosa più grande di quanto realmente mi aspettassi - racconta entusiasta la Rigaudo al termine dei suoi 20km - Ero partita con l'idea di chiudere in 1h32 ed è andata decisamente meglio, considerato anche il clima. E' bello aver ritrovato certe sensazioni come l'adrenalina che ti attraversa prima di partire e quella che poi si prova una volta sul podio. Mi sono fidata di me stessa e di quello che sentivo nelle gambe chilometro dopo chilometro. Poi il resto è venuto di conseguenza. Questa medaglia è per mia figlia Elena, mio marito Daniele e il mio tecnico Sandro Damilano. Ma anche per me stessa. Dico grazie alla Federazione che ha capito il mio periodo di pausa e ha creduto nel mio rientro ad alto livello. Spero di poter regalare altre gioie a questa maglia azzurra che sono stata sempre fiera di indossare. Adesso ci si mette al lavoro per i Mondiali. Penso di fare ancora un'altra 20km prima di Daegu". Soddisfatto anche il caposettore nazionale della marcia (ed assistente al DT) Vittorio Visini: "La 20km ci ha restituito, anche grazie al prezioso lavoro di Sandro Damilano, una Rigaudo e un Rubino recuperati e più che mai determinati a farsi valere in campo internazionale. Saranno due carte molto preziose per Daegu".

Nella foto, Elisa Rigaudo (Giancarlo Colombo/FIDAL)

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