Bruxelles: Morris volo d'angelo, 5,00

09 Settembre 2016

Nella seconda finale della IAAF Diamond League, la statunitense diventa la terza astista della storia oltre il fatidico muro. Thompson 10.72 nei 100 metri, Grenot settima nei 400 della Semenya (50.40).


 

di Marco Buccellato

La IAAF Diamond League 2016 si conclude con un grande risultato nel salto con l'asta femminile. Al "Memorial Van Damme" di Bruxelles la statunitense Sandi Morris si aggiudica la vittoria volando a quota 5 metri, migliore prestazione mondiale outdoor dell'anno e terza donna nella storia dell'atletica a superare il fatidico muro dopo Yelena Isinbaeva e Jenn Suhr. La Morris, 24enne nativa dell'Illinois, a Rio 2016 si è messa al collo l'argento olimpico. Ancora scintille nello sprint con la giamaicana, bicampionessa olimpica, Elaine Thompson che stravince i 100 metri in 10.72 (0,6) su Dafne Schippers (10.97). Niente record del mondo sui 5000 metri per l'etiope Almaz Ayana che chiude con l'ottava prestazione all-time di 14:18.89, primato del meeting, e per il keniano Conseslus Kipruto, leader dei 3000 siepi in 8:03.74. Settimo posto della campionessa europea Libania Grenot in 51.65 nei 400 metri che hanno visto l'affermazione della sudafricana olimpionica degli 800 metri Caster Semenya in 50.40. Lo statunitense Erik Kynard conquista l'alto con 2,32 e si aggiudica il montepremi di specialità. 200 metri-thrilling con 19.97 (+0.8) per il giamaicano Julian Forte e per il britannico Adam Gemili, tezo in 19.98 Churandy Martina. Fantastici gli 800 metri vinti da Adam Kszczot in 1:44.36 con i primi sei atleti in ventotto centesimi. Nel lungo notevole 8,48 (0,1) del sudafricano Luvo Manyonga. Sui 400hs donne la statunitense Cassandra Tate vince gara (54.47) e Diamond Race in extremis sulla scozzese Doyle. Caterine Ibarguen regina del triplo con 14,66 (-0,4), Orlando Ortega è il più veloce sui 110hs in 13.08 (0,2), al keniano Timothy Cheruiyot i 1500 metri in 3:31.34. Nei lanci successi dello svedese Stahl nel disco (65,78), della lettone Palameika nel giavellotto (66,11 record nazionale) e di Michelle Carter nel peso disputato ieri nella Grand Place di Bruxelles (19,98).

MORRIS CAPOLAVORO: 5 METRI! - L'acuto della finale della settima edizione della IAAF Diamond League è arrivato dal salto con l'asta femminile, al termine di una gara avvincente che ha portato la statunitense Sandi Morris, argento a Rio con la stessa misura della vincitrice Stefanidi, a valicare i 5,00, record USA outdoor, primato della Diamond League e del meeting e miglior prestazione mondiale outdoor 2016. La Morris è la terza atleta al mondo a superare la misura dopo Yelena Isinbayeva (5,06, record mondiale) e Jenn Suhr (5,03 indoor). Non velleitari i suoi tre tentativi ai 5,07 del record del mondo. La bionda saltatrice USA manda così in archivio una stagione formidabile, messa in pericolo con l'infortunio riportato al meeting di Ostrava e il recupero-lampo che le ha permesso di centrare la qualificazione olimpica ai Trials. Dopo l'argento dei mondiali indoor di Portland e l'argento di Rio, arriva per la Morris la storica misura di stasera, superata al secondo tentativo, dopo essersi migliorata col primo riuscito assalto a 4,94, con la vittoria ancora in ballo. Seconda è la greca, campionessa olimpica, Katerini Stefanidi, che dopo aver superato i 4,76 ha sbagliato il primo volo a 4,82 e si è riservata gli ultimi due tentativi a 4,94 senza successo. Terza l'elvetica Nicole Buchler con 4,58. Alla Stefanidi, altra eccezionale protagonista della stagione con l'oro di Rio, va anche il successo di specialità, il secondo di fila per una specialista greca dopo la vittoria della connazionale Kiriakopoulou nel 2015.

THOMPSON, FLASH SUI 100 METRI - Lo sprint di Elaine Thompson è stato di una superiorità schiacciante. Nulla ha potuto fare l'olandese Dafne Schippers (seconda in 10.97) contro la giamaicana, strepitosa in 10.72 (vento 0,6) che a Rio si è impossessata dei titoli olimpici dei 100 e dei 200 e che ha chiuso la stagione imbattuta sulla distanza breve. Il crono della Thompson è il terzo della carriera per l'erede di Shelly-Ann Fraser-Pryce (sia alle Olimpiadi che nella classifica di Diamond Race) e la sedicesima prestazione assoluta nella storia della specialità, oltre che record del meeting eguagliato (sempre Fraser-Pryce il riferimento). Terzo posto per l'altra giamaicana Christania Williams in 11.09.

AYANA RINCORSA CONTRO IL TEMPO - Il tentativo di primato del mondo sui 5000 metri dell'etiope Almaz Ayana, fresca di titolo olimpico e record mondiale sui 10000 metri, si infrange contro i passaggi troppo lenti nei primi due chilometri.

Il 2:53.19 della pacemaker ucraina Tverdostup e ancor più il 5:49.17 della keniana Nawowuna, quasi otto secondi sopra il passaggio al secondo chilometro registrato al Golden Gala, dove la Ayana avvicinò l'impresa in 14:12.59, hanno vanificato le speranze dell'etiope di eguagliare la norvegese Kristiansen, che trent'anni fa ottenne i record del mondo su 5000 e 10000 nell'arco di un mese. La Ayana ha suonato la carica dal terzo chilometro (8:44.45, ben quattordici secondi sopra il passaggio suo di 8:30.43 all'Olimpico), ma per il record non c'era più tempo. Letteralmente. Gli ultimi giri in 1:07 l'hanno tenuta lontana dal primato, ma le hanno permesso di migliorare il record del meeting e di accreditarsi anche dell'ottava prestazione di sempre sulla distanza in 14:18.89, oltre che del successo di Diamond Race. Dietro di lei record a pioggia per la keniana Obiri (14:25.78), le etiopi Teferi (14:28.92) e Diro (14:33.30) e la statunitense Rowbury, quinta col record continentale di 14.38.92.

ANCHE KIPRUTO SENZA PRIMATO - Conseslus Kipruto ha di che essere contento: ha conquistato il titolo olimpico a Rio e firmato con una vittoria anche la finale di Diamond League di Bruxelles, aggiudicandosi il montepremi di specialità. Che non fosse la serata da primato si è capito dal primo mille del belga D'Hoedt (2:39.54), poi caduto su un ostacolo, e dal passaggio di Kipruto al secondo chilometro (5:21.72, tre secondi più lento che a Birmingham, dove aveva chiuso appena sopra gli 8:00). L'ultimo mille frenetico, con l'ombra dell'argento olimpico Evan Jager sui garretti, lo ha premiato con un altro gran crono (8:03.74). Jager ha chiuso in 8:04.01, il francese Mekhissi ha finito terzo col suo miglior tempo della stagione (8:08.15).

SEMENYA VINCE I 400, GRENOT SETTIMA - Bellissima gara, decisa nell'abbrivio sul traguardo in favore di Caster Semenya, che dagli 800 metri ha migrato alla mezza distanza per la chiusura della Diamond League, riportando il successo e limando il personale fino a 50.40. Sullo slancio, la sudafricana è finita a terra dopo il traguardo, rialzatasi subito dopo per ricevere gli applausi del pubblico accorso allo stadio del Re Baldovino. Pari tempo (50.51) per le due sconfitte, l'olimpionica della staffetta 4x400 Courtney Okolo e la vincitrice della Diamond Race Stephenie-Ann McPherson. Libania Grenot ha ben distribuito la gara, restando in linea con le prime fino ai 300 metri, poi ha patìto la fatica e la maggior freschezza delle avversarie chiudendo in 51.65, classificandosi in settima posizione, la sua terza esperienza a Bruxelles.

SPAREGGIO DELL'ALTO A KYNARD, IN TRE SOTTO I 20.00 SUI 200 - Era l'alto la gara più incerta per l'assegnazione del montepremi di specialità, con quattro atleti in sette punti. Subito fuori Bondarenko (2,20), la partita a poker in pedana è stata vinta da Erik Kynard, unico a superare i 2,32 con sole due prove dopo un percorso immacolato. Stessa misura anche per gli altri due contendenti, Mutaz Barshim e Robert Grabarz. A 2,35, errori per un'inezia per Kynard e Barshim. Lo statunitense si aggiudica la Diamond Race e si lascia andare al giustificato entusiasmo. Gran bel 200 metri maschile, incerto fino all'ultimo e vinto dal giamaicano Julian Forte in 19.97 (0,8) per millesimi sul britannico Adam Gemili (nona prestazione europea all-time) e su Churandy Martina, ancora sotto i 20 secondi in 19.98. Il sesto posto del panamense Edward non pregiudica il successo di Diamond Race, il terzo consecutivo.

OSTACOLI E SALTI IN ESTENSIONE, GRANDI GARE - Bellissime le gare di ostacoli: i 400 hs femminili sono stati vinti con feroce determinazione dalla statunitense Cassandra Tate in 54.47 (record stagionale) sull'argento olimpico Sara Petersen (54.60) e sulla giamaicana Kaliese Spencer (55.05). Il contemporaneo crollo della scozzese Eilidh Doyle (quinta in 55.26), ha permesso alla Tate, bronzo iridato a Pechino un anno fa, di sovvertire la classifica di Diamond Race e regalare agli USA il primo successo in sette edizioni della Diamond League. Assai più tribolata la vittoria dello spagnolo Orlando Ortega (13.08/0,2) che ha dovuto spremersi per aver ragione del miglior Pascal Martinot-Lagarde dell'anno, secondo in 13.12 (primato stagionale) e perfetto fino all'ultimo ostacolo. Terzo l'altro francese Belocian in 13.32, quarto il bronzo olimpico Bascou in 13.37. Acuto nel salto in lungo del sudafricano Luvo Manyonga, argento a Rio, che ha vinto la gara con un sensazionale 8,48 (0,1) con una serie di salti legali tutta sopra gli 8,20. Secondo l'australiano Fabrice Lapierre (8,17/0,2, primo in Diamond Race), terzo lo statunitense Lawson con 8,04 (0,1).

Quarto successo consecutivo della colombiana Caterine Ibarguen nella Diamond Race del salto triplo. L'olimpionica ha vinto anche a Bruxelles con un miglior salto di 14,66 (-0,4) sulla kazaka ex-olimpionica Olga Rypakova (14,41/0,1) e sulla campionessa d'Europa Patricia Mamona (14,16/0,0).

KIPROP AL TRIS, 800 DA BRIVIDO - Asbel Kiprop non ha trovato l'opposizione di Elijah Manangoi per il successo di specialità sui 1500 metri. Il ritmo veloce ha favorito le caratteristiche di Kiprop, terzo al traguardo in 3.31.87, battuto di misura dal connazionale Timothy Cheruiyot (3:31.40, record personale) e dal marocchino Abdelaati Iguider (3:31.40). Il decimo posto di Manangoi, mai nelle prime posizioni, ha ufficializzato per Kiprop il terzo successo in Diamond Race dopo quello dello scorso anno e dell'edizione inaugurale del circuito nel 2010. Grandissimo 800 uomini, vinto dal polacco Adam Kszczot in rimonta quasi a centro pista e che solo in extremis supera il nugolo di avversari lanciati verso il traguardo. Per Kszczot 1:44.36, con altri cinque in un fazzoletto di ventotto centesimi. Kipyegon Bett (1:44.44) e Amel Tuka (1:44.54) sono i primi a recriminare. Festeggia in ogni caso Ferguson Rotich, il cui quarto posto in 1:44.59 ha tenuto alla larga il pericolo del francese Bosse, inseguitore in Diamond Race. Vittoria al keniano, a cinque anni dall'ultimo successo di un connazionale, David Rudisha.

LANCI: MALACHOWSKI, PALAMEIKA E ADAMS - Ampiamente in testa nel circuito, Piotr Malachowski ha formalizzato il terzo successo nella Diamond Race del lancio del disco con 65,27, cedendo però la vittoria di oggi al leader stagionale Daniel Stahl (65,78). Terzo l'austriaco Weisshaidinger con 64,73. Nel giavellotto femminile il successo di specialità della lettone Madara Palameika, solo decima nella finale di Rio, è stato impreziosito dal record nazionale spostato a 66,18. Damigelle d'onore l'ex-olimpionica Spotakova (63,78) e la statunitense Kara Winger-Patterson, terza col primato stagionale di 61,86. Nel prologo di ieri disputato nella Grand Place di Bruxelles, il getto del peso ha rispettato l'esito della finale Olimpica, premiando la statunitense Michelle Carter (19,98) sulla neozelandese Valerie Adams (19.57) e sull'ungherese Anita Marton (19,11). Successo di Valerie Adams in Diamond Race, il quinto nella storia della manifestazione.

LE ALTRE GARE DI BRUXELLES - Gare di contorno del meeting di Bruxelles, non Diamond League: l'olimpionica dell'eptathlon Nafissatou Thiam ha vinto nell'alto con 1,93 una gara molto equilibrata, per minor numero di errori, sulla caraibica Levern Spencer e sul duo McPherson (USA) e Radzivil (Uzbekistan), tutte a 1,93. Successo del keniano Willy Tarbei nella serie B degli 800 metri in 1:45.11 sul francese Dahmani (1:45.90) e sul bronzo europeo Giles (1:46.49). Nella gara di 800 femminili under 23 si è imposta l'islandese Anita Hinriksdottir in 2:03.65. Sui 100 ostacoli torna a vincere la statunitense Jasmine Stowers in 12.78 (0,1) sulla belga Anne Zagre (12.82) e sulla tedesca Nadine Hildebrand (12.83). Nella gara di chiusura della ricca serata belga, successo del dominicano Luguelin Santos sui 400 metri in 45.03 davanti ai fratelli Borlée: Jonathan secondo in 45.55, Dylan terzo in 45.61, Kevin quarto in 45.67.

VINCITORI DIAMOND RACE 2016
UOMINI DONNE
200m: Alonso Edward (PAN)
800m: Ferguson Rotich (KEN)
1500m: Asbel Kiprop (KEN)
3000 siepi: Conseslus Kipruto (KEN)
110 hs: Orlando Ortega (ESP)
Alto: Erik Kynard (USA)
Lungo: Fabrice Lapierre (AUS)
Disco: Piotr Malachowski (POL)
100m: Elaine Thompson (JAM)
400m: Stephenie-Ann McPherson (JAM)
5000m: Almaz Ayana (EH)
400 hs: Cassandra Tate (USA)
Asta: Katerina Stefanidi (GRE)
Triplo: Caterine Ibarguen (COL)
Peso: Valerie Adams (NZL)
Giavellotto: Madara Palameika (LAT)


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