Balicco: "Vogliamo restare i re della montagna"



Un anno fa il mondo della corsa in montagna era ancora attonito dopo che la nazionale italiana aveva perso un’imbattibilità lunga decenni, la più datata dell’intero panorama sportivo internazionale. A dodici mesi di distanza, all’approccio con la nuova stagione, la situazione è ben diversa e l’Italia si gode il suo ritrovato primato, grazie a un’edizione dei Mondiali, quella del 2007, che ha regalato grandi soddisfazioni come l’ennesimo titolo mondiale di Marco De Gasperi. Ma il responsabile di settore Raimondo Balicco, all’approssimarsi della nuova stagione agonistica, mette le mani avanti: “Non ci dobbiamo illudere perché i rapporti di forza cambiano con grande velocità, dobbiamo invece organizzarci e tirare su una squadra competitiva, per arrivare agli Europei in ottime condizioni. In questo mondo non c’è nulla di scontato, in questa fase della stagione dobbiamo fare in modo di recuperare chi si è infortunato per arrivare nella miglior maniera possibile agli Italiani che saranno la selezione per gli Europei in Germania, gara che si disputerà su salita e discesa, un percorso abbastanza facile come dislivello, senza discese impegnative e quindi adatteremo la preparazione a questo tipo di tracciato per fare una sorta di specializzazione nella specializzazione”. - Il 2007 ha restituito all’Italia il talento di Marco De Gasperi… - De Gasperi già nel finale del 2006 aveva dato segni di ripresa, ha potuto prepararsi bene e i risultati si sono visti. E’ un fuoriclasse che se in salute anche quest’anno sarà la punta della nazionale, l’uomo sul quale punteremo. - Come giudica i suoi impegni nelle prove sui grattacieli, come quella odierna all’Empire State Building? - Anche se tecnicamente hanno poca attinenza con la nostra specialità approvo queste gare perché danno un ritorno d’immagine e popolarità oltre ad essere gratificanti per l’atleta. L’importante è che non siano nei momenti topici della preparazione. - Qual è la situazione dell’altra nostra punta, Marco Gaiardo? - Lui d’inverno è più tranquillo, si allena con lo sci di fondo anche perché abita in montagna, poi col primo raduno comincia a prepararsi al meglio per le gare. Ha sette anni in più di De Gasperi ma ha ancora voglia d’impegnarsi per un paio di stagioni da vivere al massimo. - E dietro di loro? - Contiamo sempre su Abate, so che a fine 2007 ha fatto anche la maratona ma è stato un episodio. Io sono un po’ contrario alle maratone, se non vengono preparate specificamente possono fare dei danni. Speriamo nell’emergente Marco Rinaldi che viene da un’ottima stagione, abbiamo recuperato Emanuele Manzi dai suoi problemi fisici, poi vediamo come andranno Regazzoni, Chicco e altri nomi. Per quanto riguarda Bernard Dematteis è in recupero, è un talento che se trova continuità potrebbe darci un bell’apporto, intanto nel cross sta facendo bene. - In campo femminile la situazione è diversa… - Purtroppo sì, i nomi di vertice sono sempre gli stessi da qualche anno a questa parte. Di nuovo abbiamo che la Desco sicuramente nel 2007 è cresciuta notevolmente, il risultato dei Mondiali le dà un’altra personalità. Abbiamo la Salvini che ha recuperato dai suoi problemi fisici e sta preparandosi bene e poi le solite Roberti e Morstofolini, mentre sulla Confortola potremo contare solo per le gare in salita volendosi preservare per la stagione dello sci di fondo, quindi potremo contare su di lei per i Mondiali. Poi speriamo che qualche giovane riesca a fare il salto di qualità, come la Scolari e la Gatti. - Sarà ancora l’Eritrea lo spauracchio azzurro ai Mondiali? - La Iaaf sta spingendo l’Africa a fare la corsa in montagna ma non so quanto questo messaggio venga recepito perché non ci sono grandi risorse economiche. I corridori del Continente Nero si allenano in quota su terreni ondulati, non hanno problemi a prepararla ma i migliori vengono attratti da altri settori più redditizi. Sicuramente a Crans Montana sarà ancora l’Eritrea l’avversario, su una salita agevole, sarà dura per noi su pendenza non eccessiva e fondo su strade bianche ed asfaltate che mette in vantaggio gli stradisti. Ma ci proveremo, come sempre. Gabriele Gentili Nella foto: Marco Gaiardo, una delle punte della squadra azzurra (archivio Fidal)

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