Baldini, altra tegola: 20 giorni di stop




 
Una brutta notizia per Stefano Baldini. Gli accertamenti diagnostici ai quali il campione olimpico di maratona si è sottoposto nel tardo pomeriggio di oggi a Varese (una risonanza magnetica eseguita dal dottor Eugenio Genovese), hanno evidenziato uno strato di pre-fratturazione – il cosiddetto stress response – nella zona mediale del piatto tibiale sinistro. Una condizione che obbligherà l’azzurro ad uno stop di 30 giorni, a far data dal probabile momento della lesione, avvenuto nel corso della maratona di Londra del 13 aprile scorso. “Ero appena riuscito a smaltire la delusione per il risultato non proprio positivo – le parole di Baldini – ed ecco cadermi sulla testa una nuova tegola. Dieci giorni fa, nel corso della gara, e soprattutto dopo, avevo avvertito un fastidio in quella zona. Speravo si trattasse di un problema passeggero, invece, il perdurare del dolore ha indotto il dottor Fiorella a consigliarmi di eseguire un approfondimento, dimostratosi più che opportuno. Non voglio fare drammi, ma a questo punto, le cose si complicano: siamo vicini all’Olimpiade, e credo che stare male non sia il modo migliore di avvicinarsi ai Giochi”. Secondo il dottor Giuseppe Fischetto, responsabile sanitario FIDAL, i ripetuti microtraumi in corsa sarebbero in parte responsabili del problema. Tesi che trova d'accordo Baldini: "Probabilmente è quella la ragione. Ma personalmente ci metto anche le difficoltà di postura emerse a causa dell'infortunio patito ai societari di cross di Monza. Subito dopo, nella fase di ripresa, avevo avuto problemi al ginocchio destro, e questo deve aver influito sull'assetto di corsa, fino alla lesione ossea evidenziata oggi. Sull'altra gamba". m.s.


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