Baker-Coleman: Eugene lancia il duello di Roma!

26 Maggio 2018

I due sprinter statunitensi volano nei 100 metri della terza tappa della IAAF Diamond League: 9.78 e 9.84 nel vento (+2.4). Il 31 maggio nuovo round al Golden Gala. Fantastico Lyles: 19.69 nei 200. 


 

di Marco Buccellato

Il 31 maggio al Golden Gala Pietro Mennea sarà una sfida senza limiti di velocità. Il messaggio arriva forte e chiaro da oltreoceano, dai 100 metri del Prefontaine Classic di Eugene infiammati da un match supersonico che ha visto sfrecciare Ronnie Baker in 9.78 (vento +2.4) davanti al 9.84 dell'argento mondiale Christian Coleman. La rivincita è già lanciata sul rettilineo dello Stadio Olimpico di Roma per la quarta tappa della IAAF Diamond League. L'ora "X" scatterà alle 21.35 in una gara che sta già tenendo tutti col fiato sospeso anche in casa Italia. Ai blocchi di partenza ci saranno infatti gli azzurri Filippo Tortu e Marcell Jacobs che approdano nella Capitale dopo il tornado dell'exploit di Savona. Super Pippo con 10.03 è arrivato a soli due centesimi dal record italiano della leggenda Pietro Mennea (10.01 nel 1979 a Città del Messico), Jacobs si presenta con 10.08 (preceduto da un 10.04 ventoso). Crono che fanno sognare.

Tornando a Eugene, sui 200 Noah Lyles centra un favoloso 19.69 (2.0) per la decima prestazione di sempre, mondiale stagionale eguagliato, davanti al trinidegno Richards (20.05) e al canadese Brown (20.07). Nei 100 donne uno-due delle ivoriane Marie-Josée Ta Lou (10.88/1.9) e Murielle Ahoure (10.90) che precedono l'oro di Rio Elaine Thompson (10.98). Migliori prestazioni mondiali stagionali anche per Shaunae Miller-Uibo sui 400 donne (49.52), Timothy Cheruiyot sul miglio (3:49.87), Caster Semenya sugli 800 metri (1:55.92), Shelbi Houlihan sui 1500 donne (3:59.06), Genzebe Dibaba sui 5000 metri (14.26.89), Benjamin Kigen sui 3000 siepi (8.09.07). Il prodigio norvegese Jakob Ingebrigtsen centra il record europeo under 20 sul miglio in 3.52.28.

Mutaz Barshim batte Danil Lysenko nella rivincita del mondiale indoor. L'altista qatarino supera 2,36 e sbaglia tre prove a 2,42. Il russo è secondo con 2,32, terzo il cinese Wang Yu con 2,32. Christian Taylor vince il triplo all'ultimo salto con 17,73 (-1.3) impedendo a Will Claye (17,46/3.0) di pareggiare gli scontri diretti. Bordate del campione olimpico di getto del peso Crouser (22,53, primato del meeting), che precede il polacco Haratyk (21,97), il brasiliano Romani (21,95, primato del Sud America) e il campione del mondo Walsh (21,84). Successi firmati Giamaica sugli ostacoli: Omar McLeod vince i 110hs in 13.01 (3.0), Janieve Russell i 400hs in 54.02. Asta donne alla veterana Jenn Suhr che vince la gara con 4,85 (record del meeting), a pari quota con la neozelandese Eliza McCartney, che centra il record dell'Oceania. Terza Sandi Morris con 4,70. Nel miglio internazionale d'inizio meeting vittoria dell'australiano Mathews in 3:57.02, la 400esima prestazione sotto i quattro minuti nella storia dell'Hayward Field. Nelle altre gare di ieri notte, vittorie di Sam Kendricks nell'asta (5,81), Emmanuel Korir sugli 800 (1:45.16), Thomas Rohler nel giavellotto (89,88, primato del Prefontaine), Solomon Barega sulle due miglia (8:20.01, world best under 20), Natoya Goule sugli 800 donne (2:00.84) e Dani Jones sui 1500 metri in 4:07.40.

JET USA SU EUGENE - Un gran 100 metri uomini, vinto negli ultimi venti metri da Ronnie Baker in un sontuoso 9.78 dopo aggancio e distacco su Christian Coleman, partito più che bene. Il vento di 2,4 metri al secondo ha tolto la legittimità del crono sensazionale a Baker, tutt'ora leader mondiale stagionale in 9.97 assieme al connazionale Bacon. Coleman si è arreso per otto centesimi (9.84). Sotto i 10" anche in vincitore di Shanghai Prescod (9.88), il cinese Su (9.90) e il terzo statunitense Young (9.94). A Roma, giovedì 31 maggio al Golden Gala Pietro Mennea, l'attesissimo bis tra Coleman e Baker. Doppietta USA uomini, doppietta Costa D'Avorio donne, come al mondiale indoor. La coppia Ta Lou-Ahoure non perdona e sfreccia quasi all'unisono in 10.88 (1.9) e 10.90. Un metro dietro le africane c'è l'olimpionica Elaine Thompson (10.98), poi una Schippers in ripresa (11.01) e finalmente la campionessa del mondo Bowie in 11.03. Tutte e otto sotto gli 11.10 per il miglior 100 della prima parte della stagione assieme a quello di Doha, vinto sempre dalla Ta Lou in 10.85. A fine pomeriggio arriva la bomba-Noah Lyles, forse il miglior interprete del mezzo giro di pista del dopo-Bolt. In corsia esterna, recita un rettilineo magistrale e lascia senza fiato il pubblico dell'Hayward Field in 19.69, mondiale stagionale eguagliato con 2 metri di vento, decima prestazione all-time. Fuori per infortunio Makwala, il secondo posto è andato a debita distanza al trinidegno Richards (20.05), il terzo al canadese Brown (20.07). Spento il campione del mondo Guliyev (20.57).

VIDEO | I 100 METRI DI EUGENE CON BAKER 9.78 E COLEMAN 9.84 (+2.4)

MILLER COME FELIX - Assente dell'ultimo momento Allyson Felix, la bahamense olimpionica Shaunae Miller-Uibo ha recitato i 400 nell'interpretazione classica e propria della campionessa statunitense, partenza andante ma non esagerata, rettilineo meraviglioso e abbrivio reale sul traguardo: risultato 49.52, miglior tempo dell'anno a un pugno di centesimi dal personale, tredici decimi meglio della campionessa del mondo Francis (50.81) e dell'altra americana Wimbley (50.84). Cannoni in pedana: Ryan Crouser lancia due volte oltre i 22 metri per un sensazionale tabellino da 22,53 valido per la vittoria e per il primato del meeting, ma non per il mondiale stagionale. Il leader 2018, l'iridato Tom Walsh, è addirittura quarto con 21,84, battuto anche dal polacco Haratyk (21,97, record nazionale outdoor) e dal brasiliano Darlan Romani, che con 21,95 aggiunge un centimetro al primato sudamericano ottenuto una settimana fa in Polonia.

BABY-INGEBRIGTSEN DA RECORD - L'ultima emozione di Eugene arriva dal miglio vinto cno la miglior prestazione mondiale dell'anno da Timothy Cheruiyot, ancora lui sugli scudi, che prevale in 3:49.87 in una gara bellissima sull'etiope 19enne Tefera (3:51.26) e sul campione del mondo dei 1500 metri Elijah Manangoi (3:52.18), sul quale soffia il fiato del favoloso 18enne norvegese Jakob Ingebrigtsen, che recita alla pari dei grandi e chiude in un eccezionale 3:52.28, a un decimo da Manangoi, record europeo under 20 (precedente 3:53.13 del britannico Williamson, vecchio di quasi 39 anni!).

GRANDI SALTI, BARSHIM E TAYLOR - Mutaz Barshim iniziò qui, all'Hayward Field, la sua ascesa nel territorio +2,40. Oggi ha vinto la gara a 2,36 contro il russo Lysenko (2,32) che l'aveva battuto al mondiale indoor di Birmingham, poi ha tentato con poca convinzione i 2,42 del possibile record del meeting. terzo il cinese Wang Yu con 2,32. Emozioni anche dalla pedana del triplo, con il coriaceo Will Claye determinato a saltare più lontano di Christian Taylor per pareggiare il conto degli scontri diretti. Il campione del mondo indoor è andato vicinissimo al successo, prendendo la testa della gara in extremis con 17,46 (3.0 di vento ma anche 17.44 legale), invece Taylor nel salto conclusivo ha completato una gara in crescendo centrando il successo con 17,73 e vento contrario di 1.3. Terzo il brasiliano Almir Dos Santos con 17,35 (1.1). Oltre i 17 metri anche l'azero ex-cubano Copello e il cinese Dong Bin. Vento dell'Oregon co-protagonista anche nei 110hs vinti in 13.01 (3.0) dall'olimpionico Omar McLeod, partito bene ma incerto sul primo ostacolo, poi bravo a recuperare le frequenze al riparo da Sergey Shubenkov, secondo in 13.08 e miglior avversario di giornata davanti a Devon Allen, terzo in 13.13.

SEMENYA AL TOP - Caster Semenya stavolta resta in scia della brava lepre Williams e sfrutta l'ottimo lavoro della statunitense per approdare alla vittoria in 1:55.92, record del meeting, non lontano dal primato della Diamond League che le appartiene. E' anche il miglior crono dell'anno, anche questo già in possesso della imbattibile sudafricana. La cadenza veloce regala ottimi crono anche a Ajee' Wilson (1:56.86) e a Francine Niyonsaba (1:56.88), che deteneva da cinque anni il primato del Prefontaine. Chiaramente il miglior 800 dell'anno con sette atlete sotto i due minuti. Assai più bello il 1500 vinto con finale-thrilling dalla statunitense Shelby Houlihan, che ha mandato all'aria i piani di Jenny Simpson, in testa da metà gara fino a metà rettilineo. La Houlihan ha ampiamente migliorato il personale chiudendo con la miglior prestazione mondiale stagionale di 3:59.06, precedendo la scozzese Laura Muir (3:59.30), la Simpson (3:59.37) e la marocchina Arafi (3:59.37, personale). Sesta col record dell'Oceania l'australiana Hall in 4:00.86. Nemmeno dieci minuti e arriva un altro primato dell'Oceania, a firma di Eliza McCartney, che sale a 4,85 e prende la testa della gara di asta prima di essere pareggiata e battuta per numero di errori dall'olimpionica di Londra Jenn Suhr, capace di librarsi ancora a grandi altezze nel suo ultimo anno di attività. Solo terza (4,70) la favorita Morris, gara senza squilli per Sidorova e Stefanidi (4,60). Sorpresa sui 3000 siepi vinti con allungo impazzito del keniano Benjamin Kigen, che sorprende tutti a 120 metri dall'arrivo e chiude solitario con il miglior tempo dell'anno (8:09.07, personale). La sfida annunciata tra Conseslus Kipruto e Evan Jager si riduce così a una volata per la seconda piazza. I due chiudono in 8:11.71, ma il keniano prevale per due millesimi sullo statunitense.

DIBABA SENZA RIVALI - Chilometraggio lungo per l'ultima gara di mezzofondo donne del pomeriggio di Eugene: gran test di efficienza di Genzebe Dibaba, che fa suo largamente il record mondiale stagionale in 14:26.89 dopo solito allungo killer e ultimo giro in poco più di un minuto. Seconda l'altra etiope Gidey in 14:30.29, terza una Hellen Obiri in ripresa in 14:35.03. Nei 400hs donne partenza sparata dell'olimpionica Dalilah Muhammad, che in 50 metri appaia e supera due avversarie nelle corsie esterne ma nel finale paga il ritorno della giamaicana Janieve Russell che vince in 54.06 sulla Muhammad (54.09) e sull'altra statunitense Georganne Moline (54.33), brava in prima corsia ma esauta negli ultimi quaranta metri.

La storia del Prefontaine Classic passa pure per i garretti inattesi dell'australiano Luke Mathews, 400esimo atleta a correre il miglio sotto i 4 minuti all'Hayward Field nella serie internazionale, vinta in 3:57.02 sulla coppia USA Hunter (3:57.29) e Wynne (3:57.61). Solo dodicesimo il favorito keniano Magut. Nella prima giornata di gare, vittoria di Sam Kendricks nell'asta con 5,81 sul primatista mondiale Under 20 Duplantis e il polacco Lisek, entrambi a 5,71. Serata poco incline alle acrobazie di Lavillenie (5,56), tabellino a zero per l'olimpionico Braz. Nel giavellotto, valido per il montepremi, nessun 90 metri ma primato del meeting per l'olimpionico con 89,88, una manciata di centimetri davanti all'iridato Vetter (89,34) e al tedesco Hofmann (86,45). Nelle gare di mezzofondo, en-plein africano sugli 800 vinti da Emmanuel Korir in 1:45.16 sul botswaniano Amos (1:45.51) e sull'altro keniano Kinyamal (1:46.14). Vittoria con miglior prestazione all-time under 20 per l'etiope junior Barega sulle due miglia in 8:20.01, successi per la giamaicana Goule sugli 800 donne in 2:00.84 e per la statunitense Dani Jones sui 1500 metri in 4:07.40.

VIDEO | HIGHLIGHTS PREFONTAINE CLASSIC - EUGENE 2018

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