Ancora Africa nella Venezia che rilancia Di Cecco




 
Una gara avvincente, dal primo all'ultimo metro, con gli italiani a battagliare in prima fila. Venezia non ha smentito il pronostico che voleva gli azzurri promossi dal ruolo di comprimari a quello di protagonisti, e ha regalato alla fine una maratona ricca di emozioni. L'Africa, o meglio, il Kenya, ancora una volta, ha portato via i successi sia in campo maschile (Jonathan Kipkorir Kosgei, 2h10:18) che in campo femminile (Linah Cheruyot, 2h33:44); ma gli atleti di casa questa volta hanno retto il confronto, con uno di loro, il rientrante Alberico Di Cecco, finito davvero ad un passo dalla vittoria. Il carabiniere di Fara San Martino (Chieti) ha chiuso al secondo posto, distanziato di soli tre secondi dal vincitore (tempo dell'azzurro 2h10:21), cedendo - ma non certamente crollando - solo nell'ultimo chilometro di corsa. Davvero notevole la performance dell'abbruzzese, sostenuto nella sua prova odierna da una motivazione certamente non comune, a sua volta esito della controversa vicenda doping nella quale è stato coinvolto. Una storia vicina all'epilogo, ma che ha lasciato solchi profondi nell'animo dell'uomo, oltre che nell'orgoglio dell'atleta. Di Cecco ha stretto i denti nel finale, dopo che il folto gruppo dell’inizio, con il passare dei chilometri, aveva finito per perdere tutti i suoi pezzi. Tra questi, uno dei grandi favoriti della vigilia, Daniele Caimmi, colpito da crampi intorno al venticinquesimo chilometro e costretto a lasciare la compagnia dei migliori intorno al trentesimo; la fiamma gialla, nonostante diverse soste successive, ha voluto comunque completare la maratona, giungendo poco più che al passo al traguardo in 2h16:28 (sesto posto). Decisamente meno significativa la prestazione di Giuliano Battocletti, ritiratosi prima del ventesimo chilometro: lo rivedremo nei cross. Tra Di Cecco e Caimmi, vale la pena di sottolineare anche il quarto posto di un ottimo Migidio Bourifa (2h11:09), a conferma della buona prova ottenuta nel mondiale di corsa su strada di Debrecen dell’otto ottobre (23esimo in 59:37, terzo degli europei). L’attacco decisivo del vincitore è avvenuto proprio nel punto critico della corsa, sui celebri ponti veneziani, a circa due chilometri dal traguardo. Di Cecco non ha accusato, rimanendo da solo a resistere allo scatenato keniano (24 anni, seconda maratona della vita, quest’anno quarto nella mezza di Udine con un notevolissimo 1h00:47). Il solco tra i due è diventato appena visibile, una decina di metri, rimasti però costanti fino al termine, nonostante la grinta dell’italiano. Terzo posto per un altro keniano, Paul Lokira (2h11:00), a completare la notevole giornata africana. Tra le donne, vittoria tecnicamente meno rilevante – rispetto a quella maschile – per la keniana Linah Cheruyot. Alle sue spalle, secondo posto per l’eterna Tegla Lourope (2h35:50), e terzo per Ivana Iozzia, brava a dare una spruzzata di azzurro anche al podio di questa corsa. Il sole, alla fine, è spuntato per baciare Venezia, dopo che la nebbia del mattina l’aveva avvolta in un grigio mantello (decretando, tra l’altro, la partenza ritardata degli elicotteri di ripresa della RAI). Gran festa per i 6000 partecipanti, accompagnati nel loro sforzo finale da due lunghe ali di folla. E dal solito, meraviglioso scenario. Nella foto, la gioia di Alberico Di Cecco, secondo a Venezia (Giancarlo Colombo per Omega/FIDAL)


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