A Roma le stelle dell'inverno azzurro

08 Marzo 2013

Presso la sede FIDAL, il presidente federale, Alfio Giomi e il presidente CONI, Giovanni Malagò con i protagonisti della stagione invernale

 

C'erano tutte oggi a Roma le stelle della stagione invernale dell'atletica azzurra. Dai protagonisti dei Campionati Europei di cross di Budapest ai medagliati degli Euroindoor di Goteborg. Una giornata speciale, dedicata ad un incontro con la stampa, proprio nel cuore del quartiere generale FIDAL, in via Flaminia Nuova. Presenti, tra gli altri, 15 atleti azzurri, il presidente della FIDAL Alfio Giomi, il presidente del CONI Giovanni Malagò affiancato dal Segretario Generale Roberto Fabbricini, il Direttore tecnico organizzativo Massimo Magnani e il Direttore tecnico delle squadre giovanili Stefano Baldini.

"Goteborg - le parole entusiaste del presidente federale, Alfio Giomi - è stato un momento straordinario per l'atmosfera e per i risultati che ne hanno fatto la seconda miglior edizione delle ultime sei.  In Svezia è uscita la vera forza dell'atletica italiana, quella che ha sempre posseduto. Noi ci crediamo da tempo. La nostra filosofia è "atleti al centro" e non rimpiangiamo il fatto di averne portati quaranta a Goteborg. Perchè abbiamo visto una squadra viva e vivace in grado di dare il meglio nel giorno che conta. Atleti, ma anche tecnici e società: sono questi il fulcro del nostro lavoro e solo grazie a loro l'atletica italiana può diventare grande. Il nostro compito è metterli nella condizione di esprimersi al meglio grazie anche ad un nuovo modello basato sui centri tecnici di sviluppo al livello territoriale. Intanto, gli Europei Indoor sono stati solo il punto di partenza, il vero traguardo sono i Giochi Olimpici di Rio de Janeiro. E fino al 2016 ci aspettano tanto lavoro e tanti traguardi intermedi". "E ricordate - prosegue Giomi - non c'è disciplina importante come l'atletica, senza atletica non c'è cultura. In questo senso, siamo contenti di poter tornare ad organizzzare la finale dei Giochi Sportivi Studenteschi di corsa campestre, il prossimo 6 aprile a L'Aquila. Tra l'altro, proprio nel 2013 ricorre il cinquantesimo anniversario della scomparsa di Bruno Zauli, grande figura senza la quale non ci sarebbe sport nella scuola. Ricordarlo è doveroso".       

Ospite d'onore della giornata è stato il presidente del CONI, Giovanni Malagò che ha aperto così il suo intervento: "Sono qui per tre motivi. Il primo è il rispetto dei risultati fatti che vanno esaltati e premiati. Ero a Goteborg ed è stato emozionante e non affatto scontato vedere tutta la squadra unita a cantare l'inno per la vittoria di Greco. Il secondo è che il vostro sport è lo sport. E' vero, il calcio travolge tutto mediaticamente, ma l'atletica è l'essenza del movimento olimpico per cui noi esistiamo. La terza ragione è di natura personale. Fin dalla mia candidatura il presidente Giomi ci ha messo la faccia, ha avuto coraggio e questo non lo dimentico. Sappiate che il CONI vi sarà sempre molto vicino. Finora l'atletica ha conquistato 19 medaglie d'oro ai Giochi Olimpici, sarebbe bello raggiungere cifra tonda e magari fare meglio".

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Nella foto, il presidente CONI Giovanni Malagò e il presidente FIDAL Alfio Giomi (foto Colombo/FIDAL)

Quando la stagione invernale sta ormai per concludersi (all’appello mancano solo i titoli per club di corsa campestre, in programma domenica a Rocca di Papa, e il Mondiale di specialità di Bydgoszcz del 24 marzo) l’atletica italiana ha così fatto il punto, a poco meno di cento giorni dall’insediamento del nuovo Consiglio federale. L’Europeo indoor di Goteborg, concluso con cinque medaglie (ottavo poso nel medagliere) e dieci finalisti è stato il vertice dell’inverno: l’oro di Daniele Greco (nel salto triplo), l’argento (con record italiano) di Paolo Dal Molin (60 metri ostacoli), ed i bronzi di Michael Tumi (60 metri), Simona La Mantia (salto triplo) e Veronica Borsi (60 metri ostacoli, anche lei con record italiano) hanno caratterizzato lo scorso weekend, nel contesto di una manifestazione di livello tecnico assoluto. In precedenza, sempre nelle indoor, gli atleti italiani hanno collezionato anche i record nazionali assoluti dell’alto maschile (Silvano Chesani, 2,33), dell’asta donne (con Roberta Bruni, 4,60), dei 60 metri uomini (due volte con Michael Tumi, prima 6.53 e poi 6.51), e dei 1000 metri donne (con Elisa Cusma, anche lei per due volte, fino a 2:42.18). La stagione invernale si era aperta con il titolo europeo individuale di cross conquistato da Andrea Lalli a Budapest (il 9 dicembre, medaglie di bronzo per Daniele Meucci e per la squadra maschile assoluta).

Anche a livello giovanile non sono mancate 17 nuovi primati di categoria: 4 Allievi (under 18), 8 Juniores (under 20) e 5 Promesse (under 23). Uno di questi porta il nome della saltatrice in alto, Alessia Trost  che a Goteborg è stata quarta, ma che il 29 gennaio a Trinec (ancora 19enne) è diventata la terza italiana di sempre dopo Sara Simeoni e Antonietta Di Martino a superare i 2 metri. Una misura che tuttora la vede al numero uno delle liste mondiali stagionali. Tra l'altro oggi, 8 marzo, la festa della donna è stata anche il giorno del ventesimo compleanno della Trost e il diciannovesimo dell'astista Roberta Bruni, entrambe festeggiate a sorpresa al termine dell'incontro con la stampa.

LE PAROLE DEGLI AZZURRI - Durante la presentazione è stato proiettato un filmato che ha ripercorso in sequenza le medaglie e i record degli azzurri nel corso di questa stagione invernale.  Immagini che hanno puntulamente acceso lo sguardo e il sorriso degli atleti che di quelle imprese sono stati i veri protagonisti. "C'è sempre emozione - racconta il campione europeo di cross, Andrea Lalli (Fiamme Gialle) - nel rivedere queste immagini, soprattutto se ci si trova in mezzo a gente del nostro mondo. Quel 9 dicembre a Budapest per me è stata la giornata perfetta. Ero arrivato agli Europei in uno stato di forma eccezionale. Peccato che ora questa contrattura  al polpaccio mi abbia costretto a rimandare l'esordio in maratona, ma conto di rifarmi al più presto". "Una medaglia è sempre una medaglia - prosegue Daniele Meucci (Esercito), bronzo della rassegna continentale di campestre - malgrado la caduta nel quale sono incappato a Budapest". E una medaglia, di bronzo, è anche quella conquistata da tutta la squadra senior maschile con in prima fila il capitano Gabriele De Nard (Fiamme Gialle): "Sono contento che qualcuno abbia fatto meglio del mio quarto posto nel 2001, era ora!". "Mi dispiace - prosegue Stefano La Rosa (Carabinieri), che non aveva portato a termine la gara a Budapest - non aver potuto dare alla squadra il supporto che avrei voluto. Purtroppo è stata una giornata storta. Dopo la RomaOstia penso di fare un'altra mezza maratona per poi concentrarmi solo sulla pista". Pista - dopo i Societari di cross di domenica prossima a Rocca di Papa - anche nel mirino del siepista Patrick Nasti (Fiamme Gialle), mentre Alex Baldaccini (GS Orobie) si prepara ad affrontare una nuova stagione di corsa in montagna.

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Il campione europeo indoor del triplo, Daniele Greco allo Stadio dei Marmi (foto Colombo/FIDAL)

Parlano quasi all'unisono i due neo primatisti medagliati dei 60hs: "Il mio -dice Paolo Dal Molin (Athletic Club 96  AE spa) - è stato un progresso straordinario frutto di una stagione, la prima, per fortuna senza infortuni. Ho potuto lavorare meglio sulle mie qualità ed evitare problemi. Anche se il crono che avevo fissato sul mio desktop per la stagione indoor era 7.49. Mi piace essere sempre il primo al primo ostacolo, diciamo che è un buon biglietto da visita per esserlo anche dopo l'ultima barriera! Quello che ho fatto a Goteborg, soprattutto in batteria, mi lascia sperare bene anche per i 110hs".  "Io invece - afferma Veronica Borsi (Fiamme Gialle) - quest'anno ero partita con l'idea di correre sotto l'8.10. Gli 8 netti degli Assoluti di Ancona mi avevano dato fiducia, ma non pensavo proprio di poter arrivare a certi crono. E' vero, la partenza non sarà il mio forte, ma posso contare su un bel lanciato. E questo vuol dire molto per la stagione all'aperto sui 100hs dove punto al 12.94 del minimo mondiale".

"Per questo bronzo devo dire grazie alla testardaggine mia e del mio allenatore - parola della triplista Simona La Mantia (Fiamme Gialle) - ci tenevo tantissimo ad essere a Goteborg per difendere il mio titolo di Parigi 2011.  Tanto abbiamo detto e tanto abbiamo fatto che, malgrado qualche intoppo fisico, è saltata fuori questa splendida medaglia. Un risultato che mi dà grande consapevolezza su quello che posso fare se sto bene. E' un bel punto di inizio verso Mosca".

"Il 2,33 di Ancona - racconta il primatista italiano assoluto dell'alto Silvano Chesani (Fiamme Oro) - è stato una gran cosa, ora però bisognerà saltarlo di nuovo all'aperto e soprattutto nelle manifestazioni che contano. A Goteborg quell'errore a 2,13 è stata una sciocchezza che mi ha compromesso la finale.  Un errore che pesa, ma anche un mattoncino da aggiungere nel muro dell'esperienza". "Sono contenta - commenta Elisa Cusma (Esercito) - di essere tornata alle competizioni dopo due annate travagliate. Vediamo, però, che succederà questa estate. Gli 800 metri non li abbandonerò mai, ma voglio provare a fare qualcosa anche sui 1500".

"Questo 2013 - spiega Alessia Trost (Fiamme Gialle) - finora è sato fantastico che mi ha dato una consapevolezza diversa. Ricomincio ad allenarmi da domani con l'idea chiara di poter costruire qualcosa. Gli Europei Indoor sono stati un'esperienza nuova e particolare nella quale non credo di essere riuscita ad esprimermi fino in fondo. Resta il fatto che ho imparato più in una gara che in 10 anni di atletica, perchè quando si gareggia non ci può essere mai nulla di scontato. La rabbia con la quale sono tornata a casa sono convinta che mi metterà addosso gli stimoli giusti per il futuro". "Quel 4,60 - prosegue Roberta Bruni (Studentesca CaRiRi) - proprio non me lo aspettavo e invece l'ho fatto, ad appena 3 centimetri dal record del mondo indoor junior. Poi agli Euroindoor ho fatto un'esperienza senz'altro utile per la mia carriera che è appena iniziata".

Gran finale con il campione europeo del salto triplo Daniele Greco (Fiamme Oro): "Goteborg è stata la prima volta in cui mi sono girato istintivamente verso il segno dei 18 metri. Da quando mi sono rialzato dalla sabbia all'ufficializzazione delle misura sono passati un paio di minuti infiniti. Ero inginocchiato e dentro di me pensavo a quanto potevo aver saltato: 17,70 significa aver fatto un risultato per il futuro. Fabrizio Donato è sempre un punto di riferimento per me e entrambi sogniamo la doppietta sul podio in un grande evento internazionale. Per me la fede conta più di tutto, anche della testa. A Goteborg è stata la mia forza!".

File allegati:
- Le FOTO/Photos

Torte di compleanno per Alessia Trost e Roberta Bruni (foto Colombo/FIDAL)


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