A New York vince Ramaala, Andriani 10.



E' certamente Paula Radcliffe il personaggio della New York Marathon 2004. La britannica primatista mondiale, reduce dal fallimento della maratona olimpica, ha centrato la sua scommessa, aggiudicandosi la prova americana in 2:23:10, dimostrando agli altri ma prima di tutto a se stessa che il ritiro di Atene, dovuto a un'indisposizione frutto di una cura di antinfiammatori, è stato solo uno sfortunato episodio. La gara femminile è stata appassionante: la kenyana Chepkemei e, per due terzi di gara, l'olandese Kiplagat, hanno tentato di mettere in difficoltà la Radcliffe proprio come ad Atene aveva fatto la vincitrice giapponese Noguchi, ma la britannica ha sempre risposto. Negli ultimi 10 km l'inglese e la kenyana hanno corso sempre affiancate, ogni centimetro guadagnato sembrava essere decisivo, poi invece la situazione tornava pienamente alla pari. All'ingresso in Central Park la soluzione, con la Ratcliffe che ha tentato con successo la soluzione di forza, staccando alla fine la rivale di 3 secondi, il minimo scarto per la prova femminile a New York. Per la Radcliffe è la terza vittoria in quattro maratone disputate: peccato che l'unica persa sia stata anche la più importante. A completare il podio è stata la russa Denisova, autrice di un'ottima rimonta finale. Da notare che la vittoria della Radcliffe è la terza di una rappresentante britannica, a 13 anni da quella della scozzese McColgan, ma è la prima di un'inglese (il primo successo britannico fu della gallese Welsh). Nella gara maschile gli americani si aspettavano il successo di Meb Keflezighi, l'ex eritreo argento ad Atene, chiamato a riportare gli Usa alla vittoria a New York dopo 22 anni. L'americano ha pagato una partenza troppo circospetta, nella quale non ha seguito l'orda kenyana a differenza del sudafricano Ramaala (lo ricordate protagonista di un primo attacco ad Atene quando eravamo intorno al 20. km?). Al 30. km si sono trovati davanti i kenyani Ketter e Cherigat (quest'ultimo vincitore quest'anno a Boston) e Ramaala, poi Ketter ha ceduto e sui due è rinvenuto Keflezighi. Negli ultimi tre km Ramaala però ha sparato tutto, andando così a vincere in 2:09:28, una vittoria che lo ripaga dopo tante delusioni soprattutto nelle prove titolate e che gli apre un nuovo panorama dopo che era stato additato come specialista delle mezze maratone. Secondo Keflezighi in 2:09:53 e terzo Cherigat in 2:10:00. E gli italiani? Ottavio Andriani era annunciato in grandi condizioni, ma la sua prova in rimonta nella seconda parte non ha pagato. Il corridore di Francavilla ha comunque colto un valido 10. posto in 2:14:51, tempo che non lo accontenta. Bene Carosi, 17. in 2:19:53 ma soprattutto vincitore della categoria Over 40, che era l'obiettivo che il corridore laziale si era ripromesso. Vittoria Over 40 anche per la Munerotto, che rientrava alle gare dopo 7 anni: il suo tempo, 2:47, fa ben sperare per la sua prossima avventura, prevista a Treviso nel prossimo marzo. Gabriele Gentili Nella foto: Il campione olimpico Stefano Baldini, premiato alla vigilia della corsa con il prestigioso Abebe Bikila Award (foto organizzatori) File allegati:
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