A New York bene Di Cecco e la Genovese




 
E’ finita con due volate spasmodiche e con positivi riscontri per gli italiani in gara la 35esima edizione della Maratona di New York, confermatasi il massimo evento mediatico nel mondo dei 42,195 km. Lo spettacolo certamente non è mancato: il cast allestito dagli organizzatori del New York Road Runners Club era d’altronde di prim’ordine e ha mantenuto fede alle promesse. In sede di presentazione si accennava al ruolo degli italiani, capisaldi della partecipazione della scuola europea: i nostri portacolori si sono ben difesi, chiudendo nelle posizioni di avanguardia sia con Bruna Genovese, quinta, che con Alberico Di Cecco, sesto e primo avversario dei campioni di colore che come da pronostico hanno dominato la gara. Nella prova maschile il portacolori dei Carabinieri ha tenuto il passo dei primi fino all’ingresso a Manhattan, lasciando poi andare il quartetto che si sarebbe giocato la vittoria, composto dai keniani Tergat e Kipkoech Cheruyiot, dal sudafricano Ramaala e dall’americano Keflezighi. Nella parte finale Tergat e Ramaala hanno staccato gli avversari e si sono giocati la vittoria in una drammatica volata, dove il keniano ha sfruttato la sua esperienza di specialista dei 10000 metri per avere ragione del campione uscente, tuffatosi sul traguardo nell’estremo tentativo di raggiungere il rivale. Terzo posto per Keflezighi, che ha fallito l’obiettivo di riportare negli Usa una vittoria attesa ormai dal 1982, mentre Di Cecco ha chiuso come detto al sesto posto confermandosi maratoneta di livello internazionale. La gara femminile ha visto un gruppo di una decina di atlete procedere insieme per oltre metà gara, fra loro anche la Genovese, su un ritmo da 2h24 che alla lunga si è dimostrato troppo veloce per la portacolori della Forestale. La prova ha avuto un epilogo a sorpresa: quando ormai la keniana Chepkemei sembrava avviata al suo primo successo nella classica americana, proprio in Central Park è stata raggiunta e superata dalla lettone Prokopcuka, che quest’anno avevamo già visto aggiudicarsi la Maratona di Osaka. La Genovese ha avuto un buon ritorno nel finale, che le ha permesso di superare le russe Denisova e Petrova e chiudere al quinto posto in 2h27:15, miglior tempo italiano dell’anno. In totale gli italiani al via erano quasi 3.400, la seconda presenza straniera per quantità dopo la Gran Bretagna. RISULTATI Uomini: 1. Tergat (Ken) 2h09:30; 2. Ramaala (Rsa) 2h09:31; 3. Keflezighi (Usa) 2h09:56; 4. Kipkoech Cheruyiot (Ken) 2h11:01; 5. Abdirahman (Usa) 2h11:24; 6. Di Cecco (Ita) 2h11:33; 7. Roethlin (Sui) 2h11:44; 8. Wangai (Ken) 2h13:19; 9. Brown (Gbr) 2h13:29; 10. Macharia (Ken) 2h14:21. Donne: 1. Prokopcuka (Lat) 2h24:41; 2. Chepkemei (Ken) 2h24:55; 3. Tulu (Eth) 2h25:21; 4. Kosgei (Ken) 2h25 :30 ; 5. Genovese (Ita) 2h27:15; 6. Denisova (Rus) 2h27:18; 7. Petrova (Rus) 2h27:21; 8. Wami (Eth) 2h27:40; 9. Grigoryeva (Rus) 2h27:48; 10. Kiplagat (Ned) 2h28:28. Nella foto: l’arrivo vittorioso di Paul Tergat (foto organizzatori)


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